L'EPA accusa Fiat Chrysler di truccare le emissioni, ma il Dieselgate è tutt'altra storia

  • FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate
    FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate REUTERS/Brendan McDermid
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    FCA REUTERS/Giorgio Perottino
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Dopo che nel 2015 è scoppiato lo scandalo Dieselgate i motori Diesel sono diventati brutti sporchi e cattivi. E così, anche grazie alla spinta negazionista verso il gasolio, molte amministrazioni comunali, specie della città nordiche, hanno paventato un futuro dove i motori diesel saranno banditi dalle città. Tutto molto bello, purtroppo però spesso si perde di vista che il Dieselgate non è propriamente correlato ai diesel o, meglio, non è collegato a tutti i diesel. Sì, è vero che lo scandalo ha coinvolto esclusivamente propulsori diesel ma è altrettanto vero che nello specifico caso di VW e del Dieselgate è stata accertata la presenza di un defeat device, ossia di un dispositivo estraneo e non dichiarato in grado di capire quando l'auto era in prova dalle autorità.

Il Dieselgate è scoppiato nel 2015 ed ha coinvolto l'intero Gruppo Volkswagen. Ad accertare la presenza del defeat device è stata la l'EPA, l'US Environmental Protection Agency.

Prima dell'EPA anche la Germania ha accusato FCA

La stessa EPA, ieri 12 Gennaio 2017, è tornata alla carica con Fiat Chrysler accusandola di manipolare i dati sulle emissioni. Per spiegare bene la questione facciamo un piccolo passo indietro.

In realtà non è la prima volta che FCA è stata accostata al Dieselgate, se ricordate fu il governo tedesco ad accusare FCA di barare sulle emissioni quando a fine aprile, al fine di fare chiarezza sul fronte delle emissioni di NOx, impose un richiamo che coinvolse 630 mila vetture, tra cui anche alcune vetture del Gruppo italo-americano. Secondo i controlli effettuati dalla Germania FCA utilizzerebbe un dispositivo in grado di aggirare i controlli in fase di test. La Germania successivamente inviò delle lettere alla Commissione Europea e al Ministero dei Trasporti italiano esortando le due autorità a fare chiarezza sul caso. La vicenda però si concluse con un nulla di fatto; Fiat Chrysler dichiarò di non utilizzare nessun dispositivo illegale e Delrio dichiarò che le vetture FCA ottemperavano alle norme. Tuttavia, dopo l'intervento dell'EPA non sono esclusi nuovi colpi di scena sulla questione.

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EPA: FCA utilizza 8 dispositivi non dichiarati per controllare le emissioni

Ma quella tedesca è acqua passata perché per FCA, così come per VW, i problemi più grossi provengono dall'America dove l'EPA, durante una conferenza con i giornalisti, ha dichiarato che un'indagine ha rivelato che i veicoli diesel con propulsore V6 appartenenti ai brand Jeep e Ram realizzati tra il 2014 e il 2016 presentano almeno otto dispositivi che controllano le emissioni, device che non sono stati resi noti all'Agenzia.

ll software, secondo l'EPA, consente emissioni diesel più alte degli standard e, in particolare, degli NOx. L'EPA afferma che i sistemi riducono l'efficacia dei controlli delle emissioni in determinate circostanze, quando ad esempio la vettura viene condotta ad alta velocità.

L'impianto di scarico di una Volkswagen Passat L'impianto di scarico di una Volkswagen Passat  REUTERS/Mal Langsdon

Quali sono le auto coinvolte?

Le vetture FCA che violano il Clear Air Act, ossia le norme sulle emissioni, sono 104.000 veicoli ivi comprese le Jeep Grand Cherokee prodotte dal 2014 al 2016 ed i pick-up Dodge Ram 1500, entrambe con propulsore diesel da 3 litri.

Quanto costerà ad FCA?

L'EPA ha dichiarato che la multa per FCA poterebbe ammontare a 44.539 dollari per veicolo e, in considerazione del numero totale di vetture coinvolte, 104.000, il totale da pagare ammonterebbe a 4,63 miliardi di dollari.

FCA vuole trattare la questione con la nuova amministrazione Trump

"Questa è una violazione grave del Clean Air Act", ha detto Cynthia Giles dell'EPA circa il fatto che questi otto dispositivi illegali non erano stati resi noti. Giles afferma che l'indagine è ancora in corso ma non c'è dubbio che FCA sta inquinando illegalmente".

FCA Stati Uniti, a seguito della diffusione dei risultati dell'indagine da parte dell'EPA, ha dichiarato di essere delusa dall'agenzia americana affermando di voler lavorare con la nuova amministrazione di Donald Trump: "FCA USA intende lavorare con la nuova amministrazione Trump per risolvere la questione EPA in modo giusto ed equo e per assicurare i clienti che i veicoli con motore diesel della società soddisfano tutte le disposizioni di legge in materia di inquinamento atmosferico", le parole riportate da Fiat Chrysler in una dichiarazione -QUI il testo della nota diffusa da FCA-.

E Marchionne si "incaxxa"

Il CEO di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, durante una conference call con i giornalisti, ha respinto con rabbia le accuse mosse dall'EPA: "Non abbiamo fatto nulla che sia illegale. Non c'è mai stato alcun intento di aggirare i processi di test. Questa è una sciocchezza assoluta. Non c'è un ragazzo in questa società che farebbe qualcosa di così stupido come barare sulle emissioni. Noi non apparteniamo a una classe di criminali", le parole dell'AD del Gruppo italo-americano.

Marchionne ha dichiarato che l'azienda aveva in cantiere un aggiornamento software per rispondere alle preoccupazioni dell'EPA aggiungendo: "Sono davvero incaxxato per le notizie diffuse dai media che equiparano i problemi di FCA con quelli di VW".

Sergio Marchionne, A.D. di FCA Sergio Marchionne, A.D. di FCA  REUTERS/Rebecca Cook

No, non è un nuovo Dieselgate

Allo stato attuale ancora non abbiamo nessuna certezza sulle indagini dell'EPA, tuttavia una cosa possiamo dirla: non si tratta di un nuovo Dieselgate anche solo per il numero delle vetture coinvolte: 100mila contro mezzo milioni di veicoli. Inoltre l'EPA deve ancora dare la possibilità all'azienda capitanata da Marchionne di rispondere alle accuse.

Altra differenza fondamentale: VW ha installato un defeat device su 500mila veicoli. Nel caso di FCA l'Agenzia americana non parla esplicitamente di un defeat device poiché non ha ancora stabilito se i AECD incriminati sono dispositivi di manipolazione illegali.

Ricordiamo che il defeat device per l'EPA è un Auxiliary Emission Control Devices (AECD) ossia un dispositivo in grado di rilevare temperatura, la velocità del veicolo, il regime del motore, la marcia innestata, o qualsiasi altro parametro al fine di attivare, modulare, ritardare o disattivare il funzionamento di una qualsiasi parte del sistema di controllo delle emissioni.

Quello che possiamo dire è che Fiat Chrysler non rivelando la presenza degli AECD ha comunque commesso una violazione delle regole dei test sulle emissioni di EPA e CARB. Infatti, per ottenere la conformità, e quindi il permesso di vendere il veicolo, i produttori non possono utilizzare dispositivi che rilevano i parametri di funzionamento del veicolo o le condizioni di utilizzo -velocità del veicolo, temperatura dell'ambiente- e in risposta alterano il funzionamento del sistema di controllo delle emissioni.

Dodge RAM 1500 Dodge RAM 1500  REUTERS/Rebecca Cook

Quali sono i "defeat device" utilizzati da FCA?

Secondo l'EPA, Fiat Chrysler avrebbe omesso di comunicare i seguenti otto AECD, che in determinate condizioni di utilizzo del veicolo sono in grado di manomettere il ricircolo dei gas di scarico, EGR, e la riduzione catalitica selettiva, SCR:

  • AECD #1 Full EGR shut-off at highway speed
  • AECD #2 Reduced EGR with increasing vehicle speed
  • AECD #3 EGR shut-off for exhaust valve cleaning
  • AECD #4 DEF dosing disablement during SCR adaptation
  • AECD #5 EGR reduction due to modeled engine temperature
  • AECD #6 SCR catalyst warm-up disablement
  • AECD #7 Alternative SCR dosing modes
  • AECD #8 Use of load governor to delay ammonia refill SCR catalyst

In soldoni i sistemi EGR nei veicoli Jeep e Ram hanno la funzione di mettere in ricircolo una parte dei gas di scarico prodotta dal motore per inviarli di nuovo al collettore d’aspirazione e per ridurre le temperature di combustione e le emissioni di NOx; il sistema SCR aggiunge urea nello scarico per convertire NOx in azoto e acqua.

In altre parole, questi sono i due sistemi responsabili per ridurre l'NOx di un veicolo in determinate condizioni. Le regolazioni software di questi due dispositivi possono avere un effetto enorme sulle emissioni allo scarico e l'EPA pensa che Fiat Chrysler abbia "giocato" con il software che controlla questi device illegalmente. In altre parole questi dispositivi potrebbero causare un aumento delle emissioni del motore in determinate condizioni.

L'EPA individua due circostanze nelle quali l'utilizzo degli AECD non sembra giustificato:

-AECD # 3: si avvale di un timer per lo spegnimento dell'EGR; la disattivazione dell'EGR non appare giustificata per proteggere il veicolo, né soddisfa altre eccezioni. 

-"Viene usato un timer per interrompere il riscaldamento del sistema di post-trattamento SCR, riducendo così la sua efficacia, in un modo che non sembra giustificato per proteggere il veicolo."

Chi ha ragione e chi ha torto?

FCA ha torto perché, come detto, non rivelando la presenza degli AECD ha commesso una violazione delle regole dei test sulle emissioni di EPA e CARB.

I veicoli FCA ottemperano alle normative anti-inquinamento dell'EPA quando sono guidati nelle condizioni descritte nelle procedure federali dell'EPA, ma quando le vetture vengono utilizzate in altre condizioni di guida considerate "ragionevoli" le auto producono molto più NOx. Le Jeep ed i pick-up Ram sono quindi conformi alle normative cogenti quando vengono condotti secondo quanto specificato dall'EPA, a differenza dei mezzi VW coinvolti nel Dieselgate dove è stato acclarato la presenza di un defeat device vero e proprio.

La situazione allo stato attuale è ancora nebuolosa. Il caso FCA si potrebbe configurare come un'interpretazione delle regole che disciplinano i test dell'EPA. Lo spegnimento dei sistemi EGR ai fini di proteggere il veicoli è infatti fortemente interpretabile.

FCA comunque ha mancato di comunicare questi AECD e quindi ha commesso un'irregolarità. Bisognerà vedere se le spiegazioni dei tecnici di FCA riescono a convincere l'EPA. Inoltre, le critiche mosse da Marchionne contro l'Agenzia americana non contribuiscono di certo nella risoluzione della controversia.