Libia, assaltata la sede dei Fratelli Musulmani a Bengasi

di 27.07.2013 10:05 CEST
Libia
Ribelli a bengasi REUTERS/Yannis Behrakis

Il caos che sta regnando negli ultimi giorni nel Nordafrica, dall'Egitto alla Tunisia, coinvolge anche la Libia. Questa notte centinaia di dimostranti hanno manifestato per denunciare l'omicidio di Abdessalem al-Mesmary, il noto avvocato anti-islamista, ucciso da un cecchino ieri a Bengasi con un colpo di pistola al cuore, mentre usciva da una moschea del  quartiere al-Berka, al termine delle preghiere del venerdì festivo.

I manifestanti si sono diretti verso la sede di Bengasi del Partito per la giustizia e la costruzione, il braccio politico dei Fratelli Musulmani, accusato di essere il mandate non solo dell'attentato a  Mesmary, ma anche di altri due omicidi avvenuti proprio ieri: quello di un agente di polizia e di un ufficiale dell'esercito. La folla ha assaltato, devastato e saccheggiato l'edificio.

I disordini si sono espansi a Tripoli, dove si è svolto un raduno al grido di "Solidarietà con Bengasi" e "Il sangue dei martiri non è stato versano invano". 

Mesmary fu i primi a manifestare contro il regime di Gheddafi nel 2011 ed era famoso per le sue posizioni intransigenti contro i Fratelli Musulmani, accusati di voler prendere il potere in Libia per farne uno Stato tecnocratico contro il volere  della maggioranza della popolazione.

 

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