LibreOffice, gli aggiornamenti diventano automatici su Linux, ma Windows complica le cose

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LibreOffice è una delle più popolari suite da ufficio gratuite LIBREOFFICE

LibreOffice ha annunciato un'importante novità: gli aggiornamenti dell'applicazione saranno automatici su Linux. Si tratta di un'apprezzata novità per la suite d'ufficio preinstallata su tante distribuzioni Linux e una delle più valide alternative - anche su Windows - a Microsoft Office. Al momento l'implementazione usa un processo a due fasi che non può essere riprodotto su Windows a causa delle differenze tecniche delle due piattaforme. L'intenzione è quella di esportare l'aggiornamento automatico anche su Windows in un secondo momento.

COME FUNZIONA L'AGGIORNAMENTO AUTOMATICO DI LIBREOFFICE

Il tutto avviene in sottofondo ed è diviso in due fasi: durante la prima, LibreOffice contatta il server, che verifica quali build sono attualmente disponibili, quali file sono cambiati e quale updater è migliore per la versione attualmente installata. In quanto il team usa gli aggiornamenti delta - cioè che scaricano soltanto le parti di codice che sono effettivamente cambiate e non l'intero programma. I file vengono scaricati nella cartella del programma se l'utente attivo ha i permessi per accedervi.

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La seconda fase parte quando il programma viene riavviato e i nuovi file vengono così installati. In questo modo, spiega Markus Mohrhard, "viene assicurato che se una delle due fasi non va a buon fine, abbiamo comunque una versione funzionante". Tale processo, come dicevamo, non può però essere replicato in Windows poiché il sistema operativo di Microsoft previene l'accesso ai file che sono attualmente aperti in un altro processo. Se venisse usato lo stesso processo di Linux, il rischio è di corrompere i profili utente se si trovano nella stessa cartella di LibreOffice, che è anche la scelta predefinita di sistema.

Su Windows, quindi, LibreOffice dovrà cambiare tecnica. "Il piano sul lungo termine è di spostarci a un processo di aggiornamento che prima scarica i file di aggiornamento e poi, durante il secondo avvio, applica l'aggiornamento. Questo approccio dovrebbe funzionare su Windows e dovrebbe evitare tutte le potenziali corruzioni dei profili utente".

L'aggiornamento automatico è senz'altro una novità interessante, a maggior ragione perché avviene in sottofondo. Chi è pratico di Windows sa che quando è disponibile un aggiornamento, una finestra di dialogo avvisa della presenza di un'altra versione più recente, ma per installarla bisogna andare sul sito ufficiale, scaricarla e poi effettuare una nuova installazione completa. Con il processo illustrato per Linux, invece, il team di sviluppo fa in modo che l'applicazione sia sempre aggiornata, riducendo il disagio di un download eccessivo e richiedendo uno sforzo minimo all'utente.

Questo processo è per ora parte delle versioni non definitive per dispositivi a 64 bit, disponibili al download per chi volesse già provare con mano la nuova versione.

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