L'intelligenza artificiale gioca a poker meglio degli esseri umani, cosa significa per noi?

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Il sistema di intelligenza artificiale Libratus ha sconfitto quattro professionisti in una sfida di No-Limit Texas Hold'em Todd Klassy (CC BY 2.5)

L'intelligenza artificiale ha conquistato in pompa magna uno dei pochissimi campi nei quali gli esseri umani potevano ancora dirsi superiori ad una macchina: il poker. Il risultato è ancor più eclatante dal momento che sembrava che questo gioco fosse destinato a rimanere indecifrabile per un computer ancora per molto tempo.

Libratus, il sistema di intelligenza artificiale realizzato dagli scienziati della Carnegie Mellon University, ha sconfitto quattro dei più grandi campioni delle sfide di poker testa a testa (Heads-Up) nel corso di una sfida durata 120.000 mani che si è disputata al Rivers Casino di Pittsburgh. Il computer ha terminato il confronto in attivo complessivamente di 1,7 milioni di dollari: una vittoria nettissima che ricorda molto quella ottenuta da AlphaGo contro Lee Se-dol.

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Meno di un anno fa il computer sviluppato da Google DeepMind aveva infatti sconfitto uno dei più grandi giocatori esistenti del gioco strategico Go con un punteggio di 4-1. E le similitudini non si fermano qua: "Non mi aspettavo di perdere, ma non credevo che AlphaGo avrebbe giocato la partita in modo così perfetto", aveva spiegato Se-dol a marzo dell'anno scorso, dopo la prima delle sue quattro sconfitte.

"Diventa sempre meglio ogni giorno: è come una versione più dura di noi stessi", ha invece spiegato Jimmy Chou, considerato uno dei migliori giocatori di poker al mondo nelle sfide Heads-Up (testa a testa), che faceva parte del team "umano" nella sfida a Libratus. "Nel primo paio di giorni avevamo grandi aspettative. Ma ogni volta che troviamo una debolezza, lui impara da noi e la debolezza scompare il giorno successivo".

Come detto, sembrava che ancora per molto tempo il poker dovesse restare un baluardo difeso senza difficoltà dagli esseri umani. In particolare, il Texas Hold'em No-Limit, ossia senza limiti nel rilancio, sembrava molto poco adatto alle caratteristiche di un computer. Il poker è un gioco nel quale ogni concorrente decide le proprie mosse sulla base di informazioni incomplete: non è infatti a conoscenza di quali carte abbia in mano l'avversario.

Inoltre, agire come se ci si trovasse in una posizione di forza non significa avere delle buone carte e, all'opposto, agire come se si fosse deboli non significa non avere un buon punto. Questa è la base del bluff, qualcosa che ogni giocatore di poker considera alla stregua di un'arte. Un'arte inaccessibile ad una macchina, si pensava, ma a quanto pare non è così.

Ovviamente è possibile insegnare ad un computer a giocare a poker in modo molto schematico (esistono videogiochi in grande quantità), ma qualsiasi giocatore umano con un po' di raziocinio dopo un po' capirebbe come vincere. Anche chiamando in causa l'intelligenza artificiale, fino a poco tempo fa il discorso non sarebbe stato molto diverso.

poker libratus Tuomas Sandholm, il professore di informatica che insieme a Noam Brown ha sviluppato il sistema di intelligenza artificiale Libratus  CMU

Nel 2015, gli stessi ricercatori sfidarono quattro professionisti con un sistema di IA chiamato Claudico. Gli esseri umani riuscirono a prevalere perché il computer, per dirla in modo molto semplice, giocava da pollo: bluff prevedibili, puntate sproporzionate, incapacità di "cambiare marcia" nel corso della partita. A quanto pare, nulla di tutto questo ha riguardato Libratus, che ha sconfitto i professionisti molto nettamente.

"La migliore capacità dell'intelligenza artificiale di fare ragionamenti strategici con informazioni imperfette ha adesso sorpassato quella dei migliori esseri umani", ha commentato al termine della sfida il professor Tuomas Sandholm, che insieme a Noam Brown ha sviluppato il "cervello" di Libratus, che sfrutta circa la metà della potenza di calcolo del supercomputer Bridges, ospitato al Pittsburgh Supercomputing Center.

"Ogni giorno, dopo il termine delle partite, un meta-algoritmo analizzava quali buchi i professionisti avessero identificato e sfruttato nella strategia di Libratus", ha spiegato Sandholm. "Poi li classificava in ordine di priorità e poneva algoritimicamente rimedio ai tre più importanti utilizzando il supercomputer ogni notte. Questo è molto diverso da come l'apprendimento è stato usato nel passato nel poker. Solitamente i ricercatori sviluppano algoritmi che provano a sfruttare le debolezze dell'avversario. Al contrario, qui il miglioramento giornaliero riguarda il sistemare algoritmicamente i buchi nella nostra stessa strategia".

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Ovviamente, lo scopo di questa ricerca non è quello di raccogliere milioni di dollari al tavolo verde (per quanto l'idea potrebbe essere valida). Piuttosto, un sistema di intelligenza artificiale di questo tipo potrebbe essere utilizzabile in tutte le situazioni nelle quali operare con informazioni imperfette è la regola. Alcuni esempi potrebbero essere la negoziazione di contratti, le azioni militari, la sicurezza informatica e persino la definizione di terapie mediche.

"Un computer non può vincere a poker se non può bluffare", ha spiegato Frank Pfenning, a capo del dipartimento d'informatica della Carnegie Mellon University. "Sviluppare un'intelligenza artificiale che può farlo con successo è un enorme passo in avanti dal punto di vista scientifico e ha numerose applicazioni. Immaginate che un giorno il vostro smartphone abbia la capacità di negoziare per voi il miglior prezzo per una nuova auto. Questo è soltanto l'inizio".