L'Iran, ovvamente, non "congelerà" il suo petrolio: respinto l'accordo fra Russia e Arabia Saudita

di 18.02.2016 10:30 CET
Petrolio Iran
Fiamme fuoriescono da una piattaforma petrolifera in Iran Reuters

Mercoledì l'Iran ha inferto un colpo alla decisione raggiunta tra Russia, Arabia Saudita, Venezuela e Qatar volta a congelare la produzione petrolifera ai livelli di gennaio. L'Iran, che produceva circa 4 milioni di barili al giorno prima di essere colpita dalle stazioni, ha detto che continuerà ad aumentare la propria produzione fino ai livelli precedenti alle sanzioni, come previsto.

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Mehdi Asali, inviato dell'Iran presso l'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio Open ha detto a Shargh, un giornale locale: «Chiedere all'Iran di congelare la propria produzione petrolifera è illogico... quando l'Iran era sotto sanzioni, alcuni paesi hanno aumentato il proprio output e ciò ha causato il calo dei prezzi del petrolio. Come possono aspettarsi che l'Iran cooperi adesso e paghi il prezzo al posto loro?»

Le sanzioni internazionali contro il paese sono state abbattute a gennaio come parte di un accordo volto fermare le ambizioni nucleari dell'Iran, e l'Iran ha inviato verso l'Europa la prima petroliera carica del proprio greggio nel corso di questa settimana. L'economia dell'Iran è pesantemente dipendente dalle esportazioni di petrolio greggio e il paese probabilmente proverà a riguadagnare la propria quota di mercato aumentando la produzione.

Eulogio del Pino, ministro del petrolio venezuelano, insieme ad Adel Abdel Mahdi e Mohammad bin Saleh al Sada, le sue controparti irachene e qatariota, sono volate a Teheran mercoledì per parlare con il ministro del petrolio iraniano, Bijan Zanganeh. I tre avrebbero dovuto raggiungere un accordo con l'Iran per fermare la sua produzione, nel tentativo di spingere al rialzo i prezzi del petrolio che sono crollati significativamente negli ultimi mesi, creando danni alle economie dell'OPEC.

All’Iran potrebbero essere stati offerti termini speciali per incoraggiare il paese a congelare a propria volta la produzione, secondo due fonti non iraniane vicine alle discussioni in seno all'OPEC interpellate da Reuters. Senza spiegare quali fossero tali termini speciali, una delle fonti ha dichiarato: «l'Iran sta ritornando sul mercato e ha bisogno di una possibilità speciale, ma ha anche bisogno di fare bene i propri conti».

L'Iran, il quinto maggiore produttore dell'OPEC, pompava 3,8 milioni di barili di petrolio al giorno nel 2010, prima di essere colpita dalle sanzioni. A gennaio di quest'anno il paese produceva 2,86 milioni di barili al giorno, e intende riportare le esportazioni ad un livello superiore per un milione di barili entro il 20 marzo, stando a quanto riportato da Bloomberg.

L'Iraq è favorevole a mettere un tetto alla produzione, secondo la BBC, che riporta inoltre che il ministro del petrolio iracheno era pronto a congelare la produzione se gli altri produttori avessero deciso di aderire all'accordo. Il Kuwait, il terzo produttore di petrolio all'interno del blocco OPEC, avrebbe aderito a sua volta l'accordo se gli altri produttori OPEC e non OPEC avessero fatto lo stesso, secondo Bloomberg.