L'Iran testa un nuovo missile e sale la tensione con gli USA

di 12.03.2017 9:03 CET
Iran, test missilistico
Un missile balistico iraniano lanciato durante i test del 9 marzo REUTERS/farsnews.com/Handout via Reuters

Secondo un rapporto pubblicato giovedì 9 marzo le Guardie della Rivoluzione dell'Iran hanno testato con successo un missile balistico di produzione iraniana facendo alzare la tensione tra Teheran e Washington.

Il missile balistico Hormuz-2 ha distrutto il bersaglio galleggiante da una distanza di oltre 150 miglia nell'ambito di un test effettuato, secondo quanto detto dal generale Amir Ali Hajizadeh all'agenzia statale iraniana Tasnim News, proprio dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

In apparenza simile al missile balistico Khalij-e-Fars (che significa “Golfo Persico”), anche l'Hormuz-2 è un missile in grado di colpire con precisione bersagli galleggianti da una distanza di circa 300 chilometri.

L'Iran ha di recente testato il sistema di difesa a missili terra-aria S-300, acquistato dalla Russia, poco dopo che imbarcazioni iraniane costringessero la USNS Invincible e tre navi della Royal Navy britannica a cambiare il percorso di navigazione mantenendo una distanza di sicurezza pari a circa 550 metri.

La Repubblica Islamica ha testato anche un missile balistico a medio raggio chiamato Khorramshahr nel gennaio scorso, affrontando critiche aspre da parte dell'Occidente che ha sostenuto che quel test era una violazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Il Paese ha tuttavia replicato sostenendo che i test missilistici sono stati condotti all'interno delle regole di quella risoluzione, in quanto i missili non erano progettati per contenere materiale nucleare.

Di fronte a tali crescenti tensioni il ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Hossein Dehqan, lunedì 7 marzo ha dichiarato che l'esercito dell'Iran potrebbe sorprendere i propri nemici, se venisse colpito. Nonostante questo il Paese sostiene che il programma di difesa si basi interamente su una logica di deterrenza e non intende rappresentare una minaccia per i paesi della regione.

Lo scorso 3 febbraio il presidente Donald Trump ha preso una chiara posizione in tal senso, contraria ai test missilistici e a favore dell'imposizione di nuove sanzioni economiche contro il paese mediorientale in seguito al test di gennaio. In un post su Twitter pubblicato il giorno stesso il presidente ha scritto che “l'Iran sta giocando con il fuoco! Non apprezzano quanto “gentile” sia stato Obama con loro. Io non lo sarò!”.