L'Irlanda che risorge: il simbolo della speranza europea

di 06.07.2012 6:34 CEST
Ireland
A boy holds a Republic of Ireland flag during a St Patrick's day march in central London March 15, 2009. Reuters / Stefan Wermuth

DUBLINO - Nel momento di maggior pathos per l'Europa, nel giorno in cui Mario Draghi taglia i tassi della BCE di 25 bps, si riaffaccia sul mercato una vecchia conoscenza.

Dopo circa due anni è tornata a finanziarsi sul mercato l'Irlanda. Il piccolo Stato, precursore del cataclisma finanziario, è forse il miglior simbolo dell'Europa che sopravvive alla crisi. Sembrano lontanissimi nella memoria i momenti di tensione legati alla nazionalizzazione delle banche, alla crisi immobiliare e a quella di Allied Irish Bank e Bank of Ireland. Un malato che tutti davano per terminale e che, proprio ieri, ha mosso il primo significativo passo nell'ambito della sua riabilitazione.

Mezzo miliardo di euro con scadenza a tre mesi con un tasso dell'1.8%. Queste le condizioni dell'offerta e, la domanda, è stata più che ben disposta ad accettarla: gli investitori hanno richiesto 2.8 volte l'offerta. Ad apprezzare il risultato c'è anche Owen Callan di Deutsche Bank che afferma: "Un buon risultato, almeno da un punto di vista simbolico (...) si tratta comunque di un elemento di una sequenza di eventi che deve essere seguita per un pieno ritorno ai mercati del debito a lungo termine quest'anno e nei primi mesi del prossimo".

Pur con tutte le doverose specificazioni da fare, a partire dalle dimensioni dell'economia Irlandese, ci piace considerare l'evento di ieri come, appunto, un simbolo. Nel momento in cui tutti piangono c'è qualcuno che, per la prima volta dopo un paio di anni, torna a sorridere.

 

 

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