L’Islanda vuole vietare il porno online

  | 14.02.2013 17:23 CET
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Analisi di G Data

Basta pornografia, almeno in Islanda, che potrebbe diventare la prima democrazia occidentale a censurare del tutto il porno online. Il governo ha proposto di ricorrere a dei filtri che bloccano l'accesso ai siti per adulti, come modello viene presa proprio la Cina, dove questo già accade.

La motivazione di questo ban sarebbe quella di "proteggere" alcune fasce di popolazione quali le donne, i bambini e gli adolescenti, che possono accedere a questi contenuti anche da smartphone e tablet, a meno che i genitori non abbiano attivato le funzioni di controllo parentale, come riporta il Daily Mail.

Il ministro degli interni islandese, Ögmundur Jónasson, è davvero convinto di questa proposta, vuole iniziare una vera e propria crociata contro i contenuti più redditizi del web: "Dobbiamo discutere sul divieto totale della pornografia violenta dato che ha effetti nocivi sui giovani e può avere un evidente collegamento con i casi di crimine violento sulle donne", scrive il Telegraph, secondo cui l'esecutivo guidato da Jóhanna Sigurðardóttir sta pensando misure più efficaci contro la pornografia online.

Un metodo per bloccare l'accesso ai siti a luci rosse sarebbe ad esempio rendere illegale l'uso di carte di credito islandesi per accedere ai servizi a pagamento. Una legge che vieta la stampa e la distribuzione di materiale pornografico è già in vigore in Islanda, ma deve ancora essere aggiornata per coprire Internet, prevista comunque entro quest'anno. Una proposta del genere suscitò molte critiche già due anni fa in Gran Bretagna, quando il primo ministro Cameron si scagliò contro la possibilità di guardare video porno su internet tranquillamente da casa: finì con un buco nell'acqua.

Jóhanna Sigurðardóttir, la premier attualmente in carica, dichiaratamente omosessuale, già nel 2010 fece approvare una legge contro l'uso commerciale del nudo femminile: niente strip club e lap dance in Islanda. Non si tratterebbe solo di censura: "L'Islanda sta assumendo un approccio nuovo alla pornografia rispetto agli altri paesi democratici, sotto una luce diversa, dal punto di vista della violazione dei diritti civili delle donne", ha infine dichiarato il Prof. Gail Dines, da sempre in prima linea sulla lotta alla pornografia.

 

 

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