Liste pulite: no ai condannati. Ma dopo 6 anni possono riprovarci

di 06.12.2012 18:41 CET
Cancellieri
Il ministro Anna Maria Cancellieri Reuters

Una vittoria dimezzata. Il Governo approva il decreto 'liste pulite' ma l'incandidabilità vale  soltanto per la condanna in via definitiva sopra i due anni. Fuori dunque mafiosi e coloro che si sono macchiati di reati contro la pubblica amministrazione. Tuttavia, dopo le dovute considerazioni caso per caso, dopo sei anni l'ex condannato potrebbe anche riprovarci ad ottenere un posto in Parlamento.

"Il nuovo regime di incandidabilità mira a dettare una disciplina organica in materia di incandidabilità estendendo le cause ostative alla candidabilità alle cariche politiche nazionali e sopranazionali", spiega il comunicato. 

Il decreto si applica anche alle cariche di governo, dal presidente del Consiglio fino ai commissari straordinari di governo, passando per ministri e sottosegretari.

"L'accertamento d'ufficio della condizione di incandidabilità comporta la cancellazione dalle liste", dice la nota. E se la condanna definitiva giunge durante il mandato, il condannato decade immediatamente.

 

 

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