Lombardo si candida al Senato: le imputazioni non sono un freno

di 22.01.2013 15:27 CET
Raffaele Lombardo
Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana dal 2008 Reuters

A volte ritornano. Nonostante abbiano scelto (senza costrizioni) di ritirarsi a vita privata e tirare i remi in barca. E' il caso dell'ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, su cui è in corso un processo per concorso esterno a Cosa Nostra. L'ex governatore della Sicilia, dopo essersi dimesso spiegando di volersi godere la pensione, dopo pochi mesi ha cambiato idea: sarà capolista al Senato del Movimento per l'autonomia, il partito che fondò nel 2005.

"E' vero, ho gustato il piacere della pensione per qualche mese. Ero entrato in quell'ottica. Ma adesso devo candidarmi per garantire la sopravvivenza di un movimento nato nel 2005 per il quale ho dato lacrime e sangue. A tutto avrei pensato tranne che a dovermi candidare. Anche mio figlio ora è in Regione: ecco l'ennesima prova che a tutto avrei pensato tranne che a scendere in campo".

L'ennesimo sacrificio dunque che uno dei tanti big della politica "è costretto" a fare. Ma il ripensamento di Lombardo non è solo riguardo alla sua personale discesa in campo, ma è relativo anche alle alleanze. Non è passata tanta acqua sotto i ponti da queste dichiarazioni: "Far vincere, ora, il centrodestra in Sicilia con qualunque candidato presidente significa rilanciare la candidatura di Berlusconi a presidente del Consiglio. Non macchiamoci di questa colpa storica. Non commettiamo questo errore".

Ma da qualche giorno la musica è cambiata: "Dopo avere lavorato con la sinistra negli ultimi anni, mi sono reso conto che la sinistra voleva annullarci, distruggerci. Per questo siamo stati portati a un'alleanza che Berlusconi è tornato a offrirci. Insomma: il mio mondo che deve recuperare spazio e la posta in palio mi hanno costretto a scendere in campo". 

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