Lotta a chi specula sul rating: il governo Usa farà causa a S&P's per le valutazioni sulla crisi

  | 05.02.2013 8:19 CET
Usa
Repertorio - U.S. one dollar bills are displayed in this posed photograph in Toronto October 22, 2008.

Ci risiamo: è partita l'ennesima battaglia di quella lunga guerra contro le società di rating ed il loro laissez faire durante i concitati momenti di questa lunga crisi globale.

In principio furono i mutui sub-prime: le lancette tornano indietro fino a quell'ormai "psicologicamente" lontano 2007-2008. Tutto sembra andare per il verso giusto prima dell'inizio della crisi, nessuno ha il sentore della deflagrazione che porterà quella bomba finanziaria già innescata. I più (piccoli investitori in primis) non sapevano, altri, sembra più logico pensare, preferirono tacere per disparati motivi. Sullo sfondo della vicenda erano presenti quei rating "perfetti" rilasciati dalle agenzie di cui molti si sono fidati, a torto. 

Passa il tempo, scoppia la bolla e trascina giù tutto un sistema finanziario marcio. I sub-prime, di entità tutto sommato piccola rispetto alle forze chiamate successivamente in causa, furono la semplice scintilla, il casus belli, il piccolo colpo che scoperchiò del tutto quel vaso di Pandora. Ma quei rating troppo generosi emessi sui bond garantiti dai mutui sono ancora un nervo scoperto che indigna tutti tanto che il Dipartimento della Giustizia americano, in 'dolce' compagnia delle procure statali, ha posto sotto accusa Standard & Poor's per questa vicenda. Non è ancora arrivata la formalità dell'accusa ma l'azione civile sarà il primo ricorso, nella storia della crisi, da parte delle autorità federali contro un'agenzia di rating.

Sotto la lente di ingrandimento finiranno proprio quei modelli di valutazione usati da S&P's per valutare i bond immobiliari. L'accusa sarebbe duplice: verrebbe, infatti, criticata sia l'adeguatezza stessa dei modelli che il non aver dato la giusta importanza alle informazione che ne derivavano dall'utilizzo. E' finito il tempo delle contrattazioni, ora si va all'attacco.

S&P's prova a difendersi dicendo, formalmente, che il procedimento sarebbe "totalmente privo di base fattuale o legale".

 

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