L'Ucraina non paga, la russa Gazprom minaccia di chiudere i rubinetti

di 25.11.2015 13:32 CET
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Monete europee con il logo di Gazprom sullo sfondo Reuters/Dado Ruvic

La compagnia del gas naturale russa Gazprom ha annunciato mercoledì che provvederà alla sospensione delle consegne di gas all'Ucraina finché la compagnia locale di proprietà del governo non avrà pagato gli anticipi dovuti. Ucraina e Russia sono state coinvolte in una disputa relativa alle consegne del gas sin dallo scorso anno, a seguito dell'annessione della Crimea da parte di Mosca.

«Fino alle 10:00 di questa mattina non è stato ricevuto alcun prepagamento da parte della compagnia Naftogaz dell'Ucraina. Non c'è stata alcuna richiesta da parte della compagnia Naftogaz relativa alla consegna di gas. Per questa ragione le consegne cesseranno finché non sarà ricevuto un nuovo prepagamento da parte della compagnia ucraina» ha detto l'amministratore delegato di Gazprom Alexey Miller secondo l'agenzia di stampa governativa russa Sputnik News.

Gazprom è il fornitore principale per molti paesi dell'Europa centrale e orientale, e circa la metà del consumo europeo di gas naturale viaggia attraverso l'Ucraina prima di entrare nella regione. A settembre la Russia aveva raggiunto un accordo, con l'intermediazione dell'Unione Europea, per proseguire con l'invio di gas in Ucraina, ma aveva richiesto pagamenti in anticipo. Miller ha detto mercoledì, secondo Associated Press, che “il rifiuto dell'Ucraina di comprare il gas russo minaccia il transito sicuro del gas verso l'Europa attraverso l'Ucraina e le forniture di gas ai consumatori ucraini il prossimo inverno".

L’invio di gas tra i due paesi era iniziato nuovamente ad ottobre dopo che l'Ucraina aveva provveduto ad effettuare un pagamento da 234 milioni di dollari dei 500 milioni che erano stati promessi alla Russia in base all'accordo. La Russia aveva accettato di concedere all'Ucraina un pagamento ridotto da 231 dollari per 1000 metri cubi di materia prima rispetto ai 251 che viene richiesto agli altri paesi confinanti, ha riportato Associated Press.

Miller avrebbe inoltre detto che negli ultimi due mesi l’Ucraina ha cominciato a comprare gas da immagazzinare in vista il prossimo inverno. Se Gazprom dovesse decidere di chiudere i rubinetti verso l’Ucraina per impedire che quest’ultima decida di appropriarsi di quello destinato all’Europa, la fornitura di gas naturale nei Paesi più a occidente potrebbe avere maggiori difficoltà.

Gazprom ha, oltretutto, problemi anche con l’Unione Europea, che ha accusato la compagnia russa di aver violato le regole antitrust dell'Unione. La UE aveva detto che Gazprom stava abusando della propria posizione dominante sul mercato, ostacolando la competizione oltrefrontiera in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia.

«Tutte le compagnie che operano nel mercato europeo, a prescindere che siano europee o meno, devono competere in base alle nostre regole UE», aveva dichiarato Margrete Verstagher, a capo dell'Antitrust dell'Unione Europea all'epoca, aggiungendo: «riteniamo che Gazprom possa avere costruito barriere artificiali che impediscono ai gas di passare da alcuni paesi dell'Europa centro orientale ad altri, impedendo la concorrenza transfrontaliera».

Ucraina e Russia sono ai ferri corti da quando quest'ultima ha annesso la Crimea nel marzo 2014. La richiesta da parte dei ribelli filorussi nella parte orientale del Paese di secedere dall'Ucraina ha contribuito ulteriormente a peggiorare le reazioni tra Kiev e Mosca.