Lupi, il ministro si dimetterà venerdì dopo l'informativa in Parlamento

di 19.03.2015 13:12 CET
Governo Renzi
Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture Reuters

AGGIORNAMENTO: Maurizio Lupi si dimetterà domani, 20 marzo, dopo l'informativa in programma alla Camera dei Deputati. L'annuncio dell'ormai ex ministro delle Infrastrutture è arrivato durante la registrazione di Porta a Porta che andrà in onda stasera. "Questa mia decisione rafforzerà l'azione del governo".

Le dimissioni di Maurizio Lupi dalla carica di Ministro delle Infrastrutture non arrivano. Almeno per il momento. Nell'inutile question time di ieri ("rispetto alle legittime richieste di chiarimenti, puntuali e doverosi, come si è visto anche nell'interrogazione, da parte di tutti i gruppi parlamentari, ritengo assolutamente doveroso, indispensabile e urgente che questo avvenga quanto prima in Parlamento") il membro del governo non ha sgombrato i dubbi sui suoi comportamenti emersi nell'inchiesta fiorentina che ha travolto il 'gran boiardo' Ercole Incalza.

Ora Lupi è atteso da un'informativa davanti alla Camera dei Deputati, che dovrebbe essere calendarizzata per domani, 20 marzo. A decidere in tal senso è chiamata la conferenza dei capigruppo a Montecitorio che si riunirà alle 14. Sarà difficile per il ministro giustificare politicamente i legami con Incalza, l'incarico e i regali ottenuti dal figlio Luca e i viaggi pagati alla moglie.

Non sono ipotesi investigative, ma è quanto risulta dalle carte dell'indagine condotto dalla Procura di Firenze. Non vi sono ipotesi di reato, ma a pesare, oltre ai favori ricevuti, le responsabilità politiche del membro NCD che avrebbe 'ceduto' il controllo del Ministero nelle mani di Incalza.

In un modo o nell'altro le ore di permanenza a Porta Pia, sede del Ministero, sembrano contate. Stando a quanto viene ricostruito su numerosi quotidiani non ci sarebbero solo le spinte di Matteo Renzi e del PD, che aspettano "un passo indietro".

Anche il Nuovo Centro Destra, benché Alfano abbia difeso pubblicamente il suo compagno di partito ("abbiamo piena fiducia in Maurizio Lupi. Riteniamo che ci siano le condizioni per accelerare la sua informativa in Parlamento. Lui è prontissimo e non pensa alle dimissioni"), sembra intenzionato a non voler forzare troppo la mano. Le dimissioni poco 'spontanee' potrebbero arrivare già domani.

Ma qualora Lupi volesse restare incollato alla poltrona, dovrebbe passare per una rischiosa mozione di sfiducia (presentata da M5S e SEL), in cui il PD sembra orientato a non dare indicazioni di voto, per cui i parlamentari sceglierebbero in autonomia, potendo liberarsi dell'ingombrante presenza del chiacchierato ministro.

Sarebbero già pronti i nomi per sostituirlo alle Infrastrutture. In pole, per un mandato a interim, due fedelissimi di Renzi: i sottosegretari Lotti e Delrio.