Ma Equitalia non doveva chiudere?

Presidio davanti alla sede di Equitalia
Sede di Equitalia (foto di repertorio). Reuters

Luglio 2016, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, annuncia la chiusura di Equitalia . Il motivo alla base di questa storica decisione è  presto detto: “Le multe si pagano, ma non ci può essere un meccanismo vessatorio”. Un pensiero in teoria condivisibile, se non fosse subito dopo è stato immediatamente chiaro a tutti che le cose non stavano esattamente così. Scendendo nei dettagli (ma neanche troppo) si è capito che utilizzando il termine “chiusura” l’ex Premier non intendeva proprio “chiusura”, ma fusione, incorporazione delle attività esercitate da Equitalia in quelle dell’Agenzia delle Entrate. Evidentemente, al momento dell’annuncio, a Renzi non era venuto in mente il termine esatto per descrivere quanto sarebbe dovuto accadere entro il 1°luglio 2017: un passaggio di mano. La riscossione sarà gestita direttamente dall’Agenzia delle Entrate. I dipendenti di Equitalia, compreso l’Ad, stanno dunque traslocando da una sede all’altra in attesa di continuare a fare il loro lavoro.

A stabilire per legge il cambiamento è stato il decreto fiscale n.193/2016, successivamente convertito nella Legge 225/2016, e approvato insieme alla Legge di Bilancio nell'ottobre scorso. In base a quanto previsto, a decorrere dal 1°luglio, i rapporti giuridici pendenti passeranno nelle mani del nuovo ente denominato Agenzia delle Entrate-Riscossione.In base a quanto previsto all’articolo 1 infatti: "Al fine di garantire la continuità e la funzionalità delle attività di riscossione  il nuovo ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia".

Con una piccola differenza fondamentale, il nuovo ente avrà ancora più poteri rispetto ad Equitalia dato che avrà a disposizione l’enorme banca dati dell’Agenzia delle Entrate che i riscossori potranno utilizzare "anche ai fini dell'esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale" .

In base a quanto appena detto dunque ci sentiamo di “rassicurare” i contribuenti: No, Equitalia dal 1°luglio non chiude. Non solo perché si tratta solo di un cambiamento formale, ma anche perché, come da tradizione, il tempo scorre e al momento non c’è nulla di pronto. I problemi da risolvere in pochi giorni sono molti, troppi probabilmente. Primo fra tutti quello relativo ai vertici . La Corte dei Conti non ha provveduto a registrare la nomina del nuovo direttore generale, Ernesto Maria Ruffini, chiedendo invece ulteriori chiarimenti sulla questione dato che, in base ad uno dei decreti attuativi della legge Severino potrebbe esserci un’incompatibilità tra il ruolo precedente ricoperto da Ruffini, ex numero uno di Equitalia, e il nuovo incarico alla guida delle Entrate al posto di Rossella Orlandi.

E ancora: le regole interne non sono state ancora definite e sul passaggio del personale di Equitalia all’Agenzia delle Entrate deve ancora esprimersi il Consiglio di Stato che si pronuncerà sulla legittimità dell’inserimento alla fine di luglio. Nel frattempo si dovranno gestire anche le proteste degli ex dirigenti incaricati che hanno organizzato uno sciopero, sostenuto da Unadis, per il prossimo 30 giugno. In tutto ciò ci sarebbero anche da portare a compimento gli obiettivi di entrambi gli enti, dalla voluntary-bis, alla rottamazione delle cartelle, passando per la patent box, i rimborsi, il recupero dell’evasione, atti e provvedimenti vari, ecc. ecc.

Insomma la situazione è in alto mare e il rischio è quello di andare incontro ad una vera e propria paralisi della riscossione e delle attività normalmente esercitate dall’Agenzia delle Entrate.