Maradonapoli: Maradona e il legame con Napoli in un film. Recensione, sale e date

In occasione dei 30 anni dal primo scudetto del Napoli il documentario su Maradona
di @LucaMarra 01.05.2017 0:21 CEST
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Maradonapoli: il film su Maradona e Napoli dal 1 al 10 maggio 2017 nei cinema Warner Bros

Maradonapoli: unione di Maradona e Napoli due elementi ormai indissolubili per la storia del calciatore più forte di sempre e quella del capoluogo partenopeo. A trent’anni esatti dal primo scudetto e a 27 dal secondo, il regista romano Alessio Maria Federici fa un viaggio con la macchina da presa nel ricordo di “Diego”, e di come ha cambiato la storia della città, attraverso il racconti di alcuni suoi tifosi. C’è chi ha il suo nome tatuato sulla pelle o ha scelto "Diego" per chiamare il proprio figlio o il cane. C’è un medico collezionista di qualsiasi cosa riguardi “El Diez” oppure un luminare dell’Ingegneria robotica che ha rifiutato una cattedra al Georgia Tech per godersi da vicino la squadra della sua città. Racconti intrecciati, attraverso un montaggio serrato, che indagano la nascita del mito, di come un calciatore dal sinistro fatato è diventato molto più di un campione ma un mito popolare, un’icona sociale e di riscatto giammai dimenticata.

Maradonapoli: dove vederlo, quando e trailer - Alessio Maria Federici, regista esperto di commedia ( Stai Lontana da Me, Lezioni di Cioccolato) , sceglie il taglio antropologico per fare una radiografia, con molta agiografia, del mito di Diego Armando Maradona a Napoli. Dal suo bizzarro arrivo in quel luglio ‘84 al doloroso e frettoloso addio in una notte di sette anni dopo. In mezzo sorrisi, gioie e lacrime di una città che non lo dimenticherà mai, compresi coloro che non lo hanno mai visto fare magie al San Paolo e nel mondo. Quei ragazzi nati proprio nel settennato d’oro che porterà a Napoli due scudetti, una Coppa Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Ricordiamo che Maradonapoli sarà nei cinema italiani solo nelle date dall’1 al 10 maggio 2017. A questo link l’elenco sale dove vederlo, di seguito il trailer del film.

Come un uomo si “impossessò” di un nome e di un numero - L’aspetto interessante del film è la scelta radicale che fa nel ritratto di Diego Maradona. Eliminare molto il campo, le gesta atletiche e concentrarsi sulla memoria. Il tifoso che ha vissuto quei momenti a stento tratterà le lacrime, quelli che non erano ancora nati si emozioneranno lo stesso nel capire cosa può fare un campione in una città. Praticamente può impossessarsi di un numero il “10” cifra che a Napoli si associa, in larga parte, solo a lui, e di un nome: quell’impennata onomastica di Diego, avutasi tra i nuovi nati negli anni ottanta e inizio Novanta. Maradona è entrato nel nucleo valoriale di tanti tifosi al punto addirittura di diventare un nome per i propri discendenti. Invece di scegliere il tradizionale nome, spesso di provenienza da un santo cattolico, lo si prende da una “divinità” pagana e terrena com’è ritenuto il trequartista argentino. E infatti quando, nel film, a qualche tifoso gli si chiede cosa significhi il calciatore per lui, si risponde “È Dio”, non a caso al cosidetto Pibe de Oro gli si dedicano altarini votivi, come quello famoso, nel centro storico, che incornicia un suo ricciolo moro prelevato da un tifoso dopo che Maradona si era alzato dalla sua poltrona d’aereo.

Maradona tra mito e riscatto - C’è chi parla di un mito necessario in una realtà come il Sud, chi invece lo definisce “un napoletano che vive all’estero” o “l’uomo delle speranze”, colui che è stato “più disponibile col popolo che col potere”. Maradonapoli ha anche il merito di approfondire l’aspetto politico e commerciale di Maradona su Napoli. Il suo arrivo in città ha dato via a un mercato di gadget che ancora oggi è floridissimo ma quello che è più interessante è che, per molti, Maradona è stato più di un calciatore, ma qualcuno nel quale riporre le speranze di riscatto, non un personaggio delle Letteratura o della Storia, ma un calciatore del popolo che ha insegnato, stando ai racconti degli intervistati, l’ottimismo, la possibilità di credere nella vittoria, nel compimento di una “impresa” come poteva essere battere le squadre del ricco Nord come la Juve di Platini o il fortissimo Milan di Sacchi.

Radiografia di un mito - Certo il documentario scritto da Antonio Di Bonito, Cecilia Gragnani, Jvan Sica e Roberto Volpe affronta poco il lato oscuro di Diego Maradona, come le controversie con la Giustizia o i problemi di salute. Chi si aspetta un ritratto a tutto tondo rimarrà deluso, Maradonapoli è più un intenso viaggio nel ricordo e su come il “regno di Diego” abbia cambiato il cuore di tifosi o semplici appassionati di calcio. Non tocca le vette di Maradona di Kusturica ma nemmeno la retorica paratelevisiva del Maradona La Mano di Dios di Marco Risi. Si pone in mezzo tra i due, è un ritratto molto coinvolgente e con delle idee e delle domande che funzionano. Chi ama (e non dimentica) passerà 75 minuti ben innervati di emozioni, risate (alcuni battute sono degni della miglior commedia all’italiana) e riflessioni. Un'interessante radiografia cinematografica di come può nascere un mito contemporaneo.

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