Marchionne prova a vendere Fiat Chrysler al Gruppo Volkswagen

Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra 2017
Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra 2017 REUTERS/Rebecca Cook

La cessione di Opel a PSA potrebbe generare quello che si dice effetto domino nell'imbandito tavolo delle trattative. Ad alimentare le voci c'è sempre Fiat Chrysler che dopo i ripetuti rifiuti di Barra & Co. è ancora alla ricerca di un socio industriale o, in alternativa, di un acquirente. In tal senso le dichiarazioni di Marchionne rilasciate al Salone di Ginevra 2017 fanno discutere perché l'apicale FCA non fa riferimento alla "solita" General Motors ma al Gruppo Volkswagen. 

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"Non ho alcun dubbio sul fatto che Volkswagen potrebbe presentarsi e fare una chiacchierata, per una fusione", ha dichiarato Marchionne martedì al Salone di Ginevra. Ricordiamo che il pensiomanento dalla carica di CEO di Fiat Chrysler è previsto entro il 2019. "La combinazione PSA-Opel minaccia VW perché da questa fusione si verrà a creare un grosso costruttore europeo".

Alfa Romeo Stelvio Alfa Romeo Stelvio  REUTERS/Benoit Tessier

L'industria automobilista va verso il consolidamento

"L'industria si sta muovendo verso il consolidamento", ha dichiarato Carlos Ghosn, CEO di Renault, che, oltre a Nissan, ha aggiunto al gruppo anche Mitsubishi Motors. "Si vedranno sempre più player dell'industria che cercano di guadagnare in termini di scala; questa è una mossa logica considerando tutti gli investimenti che dobbiamo affrontare", ha detto in un'intervista televisiva Bloomberg in fiera.

In effetti con la cessione di Opel a PSA si verrà a creare un grosso costruttore europeo in grado, in termini di volumi, di posizionarsi al secondo posto, proprio dietro al Gruppo Volkswagen. Il problema per PSA è quello di riorganizzare e razionalizzare i comparti industriali di tutti i brand che compongo Opel-PSA perché, per rendere profittevole l'acquisizione, c'è assoluto bisogno di condividere le varie piattaforme e motorizzazioni mantenendo però ben forte l'identità tra i marchi. Esattamente quello che ha fatto Volkswagen negli ultimi anni con Volkswagen, Audi, Škoda e Seat.

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Volkswagen respinge la proposta di Marchionne

Marchionne è stato un sostenitore del consolidamento, sostenendo che c'è troppo spreco di denaro nello sviluppo della stessa tecnologia, comune a quasi tutte le azienda automotive. Dal momento che GM due anni fa ha respinto la sua proposta di una fusione, Marchionne si è concentrato per eliminare il debito del Gruppo italo-americano così da renderlo più attraente anche per eventuali acquirenti. 

Matthias Müller, CEO del Gruppo  Volkswagen | NAIAS 2016 Matthias Müller, CEO del Gruppo Volkswagen | NAIAS 2016  Volkswagen

"Non siamo pronti per parlare di qualsiasi cosa", ha detto a Reuters a margine del Salone dell'Auto di Ginevra. "Non ho visto Marchionne per mesi. Abbiamo altri problemi", ha detto il CEO del Gruppo tedesco Mueller. Ribadendo inoltre: "Ci concentriamo su quello che dobbiamo fare per raggiungere i nostri obiettivi strategici".

Insomma il CEO VW ha rifiutato la proposta di consolidamento di Marchionne, almeno per il momento.

Marchionne sfoglia la margherita

L'obiettivo di Marchionne prima del suo pensionamento rimane sempre quello: azzerare l'indebitamento industriale che è ancora il più alto di tutte le aziende che operano nel settore automobilistico e di raggiungere 9 miliardi di euro di utile operativo.

Per azzerare il debito non ci sono tante strate percorribili e, nello specifico, o vendere Magneti Marelli, Comau Robotics e altri pezzi pregiati come Alfa Romeo e Maserati o, in alternativa, trovare qualche player disposto ad unirsi a Fiat Chrysler.

Proviamo quindi a fare un po' di conti:

- Maserati è valutata tra i 3,4 ed i 4,6 miliardi di euro;

- Magneti Marelli è valutata tra i 3 e i 4 miliardi di euro;

- Comau Robotics vale circa 2 miliardi di euro;

- Il debito è di 7 miliardi di dollari.

Tenendo conto di quanto sopra sarà quindi sufficiente vendere Magneti Marelli e Maserati per appianare il debito. Cessioni che però renderebbero più debole FCA. 

Altra ipotesi è quella di cedere tutto il gruppo. A Maggio era trapelata la voce di un forte interessamento da parte di Guangzhou Automobile Group, colosso cinese che collabora con FCA dall'ottobre 2015 per la produzione della Jeep Cherokee. Siamo certi però che un eventuale acquirente asiatico possa rappresentare una scelta ideale per il Gruppo italo-americano, vedi il caso di Volvo- Geely.

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Infine, la suggestione Volkswagen rimane tale anche perché il Gruppo tedesco è ancora intento a ripianare tutte le falle portate dal dieselgate. I più attenti però ricorderanno che il Gruppo tedesco è stato molto vicino all'acquisizione di Alfa Romeo e chissà che non possa rifarsi sotto.