Mariottide: inizia la serie tv. Maccio Capatonda ci racconta il suo Fantozzi, eroe “post modesto”. Intervista

Dal 26 ottobre 2016 la sit-com col tristissimo Mariottide e tante guest star. L'intervista con Maccio Capatonda
di @LucaMarra 26.10.2016 17:02 CEST
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Maccio Capatonda, al centro, sul set di Mariottide. Con lui, a sinistra, Nino Frassica e, a destra, Francesco Mandelli. Mediaset

Mariottide, la serie tv: al via da stasera 26 ottobre 2016 la sit-com con protagonista il “tristissimo” Mariottide, uno dei personaggi più celebri del comico Maccio Capatonda, artista divenuto celebre per le sue parodie nei trailer di Mai Dire... Mariottide, la sit-com, andrà in onda su Infinity, il servizio di streaming on demand in abbonamento di Mediaset, ma le prime due puntate sono visibili anche in chiaro stasera 26 ottobre 2016 su Italia 1 a mezzanotte.

Mariottide: la trama, il cast - La storia è incentrata sulle (dis)avventure di Mariottide e suo figlio Fernandello. Il papà vuole sfondare nel campo della Musica ma non ci riesce e vive in una tragicomica povertà. Nel cast oltre Maccio Capatonda, ci sono Herbert Ballerina, Ivo Avido, Francesco Mandelli, Barbara Tabita e tante guest star a cominciare da Nino Frassica nel ruolo dell’agente dei Vip Lele Mosina, poi Jack La Furia, Giuliano Sangiorgi, Rocco Tanica, Tony Sperandeo, Federico Russo  e tanti altri. All’ultima Festa del Cinema di Roma, conclusasi qualche giorno fa, Maccio Capatonda (nome d’arte di Marcello Macchia) ha presentato la serie, lì lo abbiamo incontrato per farci raccontare un po’ di più su chi è davvero Mariottide e qual è il segreto del successo di chi naviga  tra tanti linguaggi audiovisivi della Comunicazione. Di seguito la nostra intervista.

Il cinema italiano è pieno di protagonisti tristi dai film di Monicelli a Fantozzi, invece nella nostra tv generalista non ce ne sono tanti, si punta sempre al positivo. Come può la tristezza far ridere?

"L’intento era proprio andare oltre, fare qualcosa di nuovo in forma e contenuto perché la sit-com ormai da noi non la fa più nessuno. Spingere un po’ la soglia di cosa può far ridere in tv o meno. Mariottide è troppo triste, e quel “troppo” arriva poi a far ridere, ha un cinismo che, pur con le dovute proporzioni, somiglia a I Griffin ai Simpson. È un eroe post-modesto perché nella sua tristezza e sfiga ha un qualcosa di moderno."

In che senso ?

"In come racconta la povertà: se tu non hai niente ciò ti aiuta a non avere nulla da perdere. E abbiamo scelto la sit-com proprio perché possiamo caricarlo e scaricarlo di tristezza a ogni puntata. Se fosse stata una serie non sarebbe stata sostenibile tutta questa tristezza, lui è un eroe da fumetto, tu gli spari ma lui non si fa niente."

Quindi è come arrivare a un punto di rottura: dopo una tristezza illimitata cominci a ridere

"Sì ma dovresti ridere anche durante la tristezza non solo dopo. Il senso comico è: ti succedono talmente tante sfighe che inizi a ridere, come quando uno scivola su una buccia di banana e tu ridi."

Trovi che questo Mariottide sia anche un po’ un tuo ritratto di questa generazione di trentenni un po’ sfortunati per il momento sociale che vivono?

"Un po’ sì, un po’ è il ritratto di un fallito anche se non conosciamo quali siano i motivi del fallimento, però capiamo che è circondato da squali ma non perde mai l’ottimismo e la voglia di rendere questo mondo illusorio per il figlio Fernandello (Herbert Ballerina, N.d.R) al quale vuole tanto bene e che non è neanche suo figlio. È assurda la storia di Mariottide ma mi aiuta a raccontare diversi temi in ogni puntata."

A proposito di raccontare: hai cominciato con la tv, sei passato a YouTube prima che fosse il YouTube di oggi, poi radio, web serie e il cinema: qual è il segreto di passare tra tanti linguaggi e riuscire a dire sempre quel che si vuole dire?

"Prima di tutto lo studio su tutti i formati con i quali ti vuoi proporre e anche una grande fruizione da spettatore. Il segreto è però fare quello che ti viene spontaneo fare senza adattarsi troppo alle logiche tipo “Il pubblico” “Il target” “Il mezzo”. Esempio: i trailer di Mai dire...erano fatti per il piccolo schermo ma poi hanno “spaccato” su Internet però io non volevo questa cosa intenzionalmente, lo faccio perché mi viene spontaneo anche peccando a livello di Marketing, non ci capisco molto di strategie ecc. Quello che paga è essere spontanei, metterci dentro qualcosa di personale, una visione tua, declinandola, un minimo, in base al mezzo che usi. Sono tutti diversi e sono anche difficili da produrre questi contenuti."

Mariottide sa un po’ di cinema: sono tante le analogie con Fantozzi, il lessico storpiato e reinventato, la sfiga perenne, le difficoltà familiari. Secondo te Mariottide è un nuovo Fantozzi?

"Sì, senza paragonarmi ovviamente alla bravura di Paolo Villaggio, basti pensare anche solo ai libri di Fantozzi, pazzeschi. Però secondo me sì, è un eroe che racconta attraverso una miriade di sfighe il marcio della società di oggi e anche i sentimenti, perchè Mariottide è una storia di famiglia, il rapporto tra questi due poveretti che si vogliono bene."

Invece della tv in generale che ne pensi, l’hai spesso criticata col sorriso (con la serie Mario ad esempio): non ti piace proprio?

"Mi piace perchè non mi piace, nel senso: io amo tutto quello che su di me ha un effetto positivo o negativo, pure se brutto ha un valore. Quello che davvero non mi piace è ciò che sta sullo zero, sul neutro e non riesci a catalogare."

E quindi cosa ti piace?

"Per quanto riguarda l’Italia ho già detto più volte che mi piacciono molto I The Pills, I The Jackal che conosco e so che adesso stanno facendo un film. Checco Zalone mi piace perchè è molto intelligente, riesce a prendere tutti con la sua comicità. Ora non mi vengono in mente tutti ma ce ne sono tanti di idoli."

Cosa c’è nel futuro di Maccio, e cosa vedremo?

"Proprio adesso sto girando un film, in Abruzzo (regione di nascita di Maccio, N.d.R) che si chiama Omicidio all’Italiana ed è un giallo-comico, storia di un paesino, del sindaco e di suo fratello. Ci saremo sempre io ed Herbert Ballerina (e poi Ivo Avido, Sabrina Ferilli, Fabrizio Biggio e Antonia Truppo N.d.R) la data di uscita spero sia per Febbraio 2017. Non è il seguito di Italiano Medio, è diverso, più spudoratamente comico ma con una linea satirica sempre forte."

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