Matteo Salvini e Vladimir Putin hanno ufficialmente stretto amicizia

Salvini
Matteo Salvini REUTERS/Stefano Rellandini

Ad essere sinceri non si sentiva proprio il bisogno di conferire un alone di ufficialità all’ amore che da anni la Lega Nord di Matteo Salvini nutre nei confronti della Russia di Vladimir Putin , ma dopo il viaggio diplomatico-mediatico che il segretario del Carroccio ha intrapreso verso Mosca, con tanto di selfie e post su Facebook a raccontare l’impresa, i leghisti entrano di diritto nella lista dei partiti della destra populista europea che non riescono proprio a resistere al fascino moscovita. Un elenco composto da grandi nomi con altrettanto grandi ambizioni di leadership nei rispettivi Paesi, con i quali il numero uno del Cremlino, celebre non solo per il suo portafoglio ma anche per la sua lungimiranza, intrattiene r apporti di stima reciproca (o meglio, così vengono definiti). E il caso vuole che tutti questi politici abbiano in comune populismo, antieuropeismo e idee alquanto estreme su immigrazione, Islam, moneta unica e via dicendo. Sempre lo stesso caso poi ha fatto sì che alcuni di questi leader siano attualmente alle prese con la propria campagna elettorale in vista delle varie elezioni nazionali che si terranno nel 2017 (in Olanda, in Francia, In Germania e, forse, anche in Italia).

Si va da Geert Wilders del Partito della Libertà, forza antieuropeista e xenofoba dell’estrema destra olandese attualmente impegnato nelle elezioni che si terranno domenica 12 marzo, a Heinz Christian Strache, presidente del Partito della Libertà austriaco (FPÖ) che con il suo candidato Norbert hofer ha perso di un soffio le elezioni presidenziali di Vienna (sia le prime che le seconde). Ci sono poi Alternative für Deutschland di Bernd Lucke per la Germania e Jobbik di Gábor Von per l’Ungheria, Alba Dorata per la Grecia. Ma tra i vari partiti che strizzano l’occhio a Putin una menzione d’onore la merita senza dubbio il Front National di Marine Le Pen , candidata alla poltrona più scintillante di Francia (quella dell’Eliseo per intenderci), nell’ambito delle elezioni presidenziali che si terranno il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio (ballottaggio). Oltralpe il dibattito politico sui rapporti tra la numero uno di FN e la Russia non è stato proprio tranquillo, anche perché in questo caso si parla di finanziamenti milionari che dalle casse del Cremlino avrebbero raggiunto per direttissima quelle del FN. E se sulle risorse relative alle attuali presidenziali non c’è alcuna certezza, sui 9 milioni di euro arrivati nel 2014 attraverso la First Czech-Russian Bank (Fcrb), legata al Cremlino, c’è più di un’ammissione.

Ma torniamo alla Lega Nord. Nel corso del suo viaggio, Matteo Salvini ha incontrato prima Sergei Zheleznyak, vicesegretario generale del Consiglio per le relazioni internazionali di Russia Unita, il partito di Putin, e poi Sergej Lavrov , ministro degli esteri e fedelissimo del presidente russo. Ma se con il secondo si sarebbe trattato solo di una chiacchierata (formale) su temi come Libia, Daesh e Crimea, con il primo il leader del Carroccio ha firmato un vero e proprio accordo di cooperazione e collaborazione, simile  a quello stretto lo scorso dicembre dal partito russo con il partito dell'estrema destra austriaca FPÖ.

In base a quanto previsto dall’intesa, Lega Nord e Russia Unita, per cinque anni,  “si consulteranno e si scambieranno informazioni sui temi di attualità”, ma anche sulle relazioni internazionali, sulle politiche per i giovani, sullo sviluppo economico, sull’immigrazione, sul terrorismo, sulle sanzioni UE alla Russia e sulla Libia. Insomma su tutti i temi che un Governo o un candidato Premier (e forse Silvio Berlusconi farebbe bene ad approfondire meglio questo aspetto) deve affrontare nel corso della propria esperienza politica.

Sono argomenti sui quali le posizioni di Matteo Salvini sono non solo note, ma anche diametralmente opposte rispetto a quelle del Governo Italiano e dell’Unione Europea più in generale. Un esempio su tutti è proprio la questione libica e l’appoggio da parte della Russia al generale Khalifa Haftar che invece viene considerato una minaccia per il Governo di unità nazionale che ha ricevuto l’endorsement dell’ONU e della stessa Italia.

Per non parlare della Crimea (da cui sono scaturite le sanzioni della UE), la cui annessione da parte della Russia nel 2014 è stata aspramente condannata da Bruxelles, secondo cui il referendum che la sancì sarebbe illegale. Anche in questo caso il segretario della Lega Nord la pensa diversamente appoggiando senza riserve l’operato di Mosca.

Nonostante Salvini parli di un “accordo di portata storica”, parole sue, appare piuttosto improbabile che quest’intesa abbia ripercussioni sulla politica estera del nostro Paese (o dell’UE, o dell’ONU), ma potrebbe essere utile per il Carroccio in termini di consenso elettorale e di propaganda populista in vista delle future elezioni.

Nel frattempo, in base a quanto dichiarato dallo stesso  Zhelesnyak, Russia Unita continuerà a cercare di fare amicizia anche con altri partiti. Per quanto riguarda il nostro Paese, il “nuovo amico” potrebbe essere il Movimento 5 Stelle, con il quale secondo l’AGI il vicesegretario del partito di Putin si è detto pronto a siglare un’intesa, anche perché, diciamocelo, da un punto di vista elettorale i pentastellati si configurerebbero come un alleato più forte e rilevante e tra l’altro nei confronti della Russia hanno da sempre mostrato una posizione molto più “aperta” rispetto a quella tenuta, per fare un esempio, dal Partito Democratico. Nel caso in cui l’accordo con il M5S rimane comunque la Lega a portare avanti la causa moscovita. Di necessità, virtù.