Maturità, la crisi e i giovani: una questione di testa

di 20.06.2012 11:20 CEST
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Immagine d'archivio Reuters

Alla fine arriva per tutti, è l'esame di maturità, l'esame più difficile nell'arco della vita di animale sociale. Giorni difficili: caldo, stress, ansie e studio continuo per essere preparati di fronte la commissione esaminatrice.

Dopo tanta attesa, arriva il giorno del tema e le tracce sono ovviamente di vario genere. Tra le varie tracce abbiamo un tema riguardante la crisi. Una cosa che non ci siamo mai chiesti è cosa ne pensano i giovani (under 19) della crisi attuale.

Difficilmente un ragazzo sotto i 19 anni pensa allo spread Btp-Bund o ai derivati tossici immessi nel mercato, i "pensieri" sono ovviamente altri. La spensieratezza è padrona dell'adolescenza, non ci sono tante preoccupazioni e l'unico pensiero è il solo godimento della vita nel presente. Con questa mentalità di base, cosa uscirà fuori dalle teste dei nostri maturandi?

Non di certo i tecnicismi sui mercati o le critiche alle politiche europee. Sarà molto curioso vedere ciò che è stato scritto su questo tema in quanto sarà indice dello stato d'animo di quella categoria sociale che tra pochissimi anni sarà il motore di una probabile ripresa.

Se dei ragazzi di 18 anni o poco più, sono pensierosi l'evolversi della crisi, a questo punto potremmo dire che c'è da preoccuparsi seriamente.

In poche parole, confidiamo nella positività, nella spensieratezza e nell'energie dei giovani contro una crisi carica di una "vecchia" negatività che stenta ad andare via 

 

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