"Memorie e peccati - L'amante di papa Borgia": intervista a Elena e Michela Martignoni autrici del romanzo

di 27.03.2014 8:20 CET
Elena e Michela Martignoni
Le sorelle Elena e Michela Martignoni, autrici del romanzo "Memorie e peccati - L'amante di papa Borgia" mignoni

Due donne. Due sorelle. Due scrittrici. Amanti della storia, dell'intreccio e delle figure forti. Tre elementi che troviamo nell'e-book che Mezzotints ha scelto per inaugurare la collana erotica Fleurs: "Memorie e peccati - L'amante di papa Borgia". Nella prefazione, la responsabile della collana, Teresa Casella, presenta così Vannozza Cattanei, protagonista assoluta di un romanzo che è Storia, con S maiuscola, memoria, ricostruzione, fantasia ed eros: "Vannozza vi aspetta nuda su un letto a baldacchino, cosparsa di petali di rose, per raccontarvi la sua storia". E lo fa, Vannozza, attraverso le parole delle sorelle Martignoni con una tale intensità che è impossibile distaccarsi dalle pagine digitali. Andiamo quindi a conoscere Elena e Michela e cominciamo con la domanda delle domande.

Dopo averla subita per anni, ora posso imporla a mia volta: come si scrive a quattro mani?

Consentici di sorridere: sono anni che ce lo chiedono! Come battuta potremmo rispondere che una scrive le vocali e l'altra le consonanti, ma, come tu sai, visto che hai subito tu stessa la domanda, in realtà la risposta è complessa. Noi forse abbiamo meno difficoltà di altre coppie di autori perché siamo sorelle, abbiamo letto gli stessi libri fin da piccole e ascoltato le stesse fiabe dai nostri genitori. Non siamo uguali, però, anzi. Siamo due donne dal carattere forte quindi rissiamo spesso, ma non volentieri. La prassi è questa: per prima cosa ci incontriamo, scriviamo la scaletta e ci dividiamo i capitoli, poi iniziamo a elaborare il testo che ci passiamo e ripassiamo finché non siamo soddisfatte. A volte la scelta di un aggettivo - o un avverbio, un pronome, persino una virgola! - scatena la polemica. Ormai però siamo talmente abituate a confrontarci che da sole non scriviamo più nulla. Il lavoro a quattro mani è una scuola di umiltà: se pensi di aver concepito la frase del secolo ecco che arriva la socia a ridimensionarti: cancella subito quella frase orrenda, è il minimo che tu possa sentirti dire!

Due sorelle, due autrici, due parti della stesso spirito creativo: mai trovate in contrasto?

A quello già detto sopra possiamo aggiungere che a volte siamo in contrasto non solo sulle scelte lessicali o grammaticali, ma proprio sugli argomenti da trattare. Michela è più attratta dal genere 'giallo/thriller' e cerca sempre di infilare mistery e morti nei romanzi, Elena è più attenta alla ricerca storica e alla finezza della lingua e non sempre ama sconfinare nel 'noir', anche se poi delle due è quella che picchia più forte per far virare la trama nell'oscuro e non ha paura dell'impatto violento che può avere sul lettore un linguaggio duro. Siamo una contraddizione vivente noi due, ma proprio per questo ci piace lavorare insieme e provocarci a vicenda di continuo.

Si assiste a un rilancio, negli ultimi tempi, del romanzo storico. Ne gioiamo, noi che amiamo la storia, ma ci chiediamo anche perché. E perché adesso?

Noi speriamo vivamente che il romanzo storico in Italia si affermi non più come genere di nicchia, ma prolifichi sui banchi delle librerie e nelle piattaforme digitali. All'estero va fortissimo, mentre da noi hanno grande successo solo i best seller di Ken Follett. Lo storico è un genere che si presta a moltissime varianti, come dimostrano i testi usciti dopo Il nome della rosa di Eco che ha dato il via alla contaminazione (in giallo, in noir, in mistery, in gotico, pulp e chi più ne ha più ne metta) del romanzo storico tradizionale. Noi qui abbiamo 'contaminato' o per meglio dire 'arricchito' con l'erotismo, nel tentativo di invogliare anche le donne che non amano la Storia - perché la percepiscono una noiosa sequela di battaglie e giochi di potere - convincendole che non è solo questo, ma soprattutto sentimento e passioni.

L'elemento erotico è caratterizzante del vostro esordio nella collana Fleurs di Mezzotints. Una novità o una caratteristica della vostra scrittura?

La collana Fleurs prevede un 'taglio erotico' e quindi abbiamo spruzzato una buona dose di peperoncino tra le pagine. Già nei nostri libri precedenti l'eros era presente quindi per noi è stato naturale creare in Memorie e peccati situazioni piccanti. Vannozza e la sua insolita famiglia si prestano alla perfezione a questo argomento e per noi non è imbarazzante scriverlo: siamo convinte che chi scrive non deve farsi scrupoli a parlare di eros, per non correre il rischio di limitare creatività e veridicità. Ma anche chi legge deve liberarsi dei tabù! Ci sono molte donne ancora 'rigide' su questo tema. Il consiglio è: liberatevi dalle inibizioni e immaginate senza pudori, fate come Vannozza, la nostra icona e, come una nostra lettrice di 86 anni, dite anche voi: finalmente si parla con 'naturalezza' di cose 'naturali'!

 

Spesso il nome di una donna (figurarsi due) in copertina risulta ostico ai lettori. Avete mai sperimentato questo tipo di "discriminazione"?

Non possiamo dire di aver subito discriminazioni, ma certamente, per alcuni generi letterari in particolare, è penalizzante 'essere donne'. Quando abbiamo scritto polizieschi abbiamo optato per lo pseudonimo maschile. Un escamotage che ci è servito per inserirci nel genere: ora abbiamo svelato chi si cela sotto lo pseudonimo di Emilio Martini e del suo Commissario Berté. Una discriminazione più forte di quella 'di genere' invece è quella 'di provenienza': gli editori italiani sono molto, per noi troppo, esterofili, prediligono gli autori stranieri (basta contare le presenze italiane nei cataloghi per rendersene conto), senza tener conto che non tutto ciò che viene 'da fuori' ha valore...

Da dove scaturisce la vostra scrittura?

Dal piacere della lettura e di raccontare le storie e la Storia. Siamo state lettrici compulsive fin da piccole e la voglia di raccontare e rendere partecipi anche gli altri delle nostre fantasie e scoperte è stato sempre grande. I nostri figli ne sono testimoni! La passione per la Storia è stata forte da sempre, ma negli ultimi anni si è ulteriormente acuita: ci piacerebbe poter trasmettere il nostro entusiasmo ai giovani che spesso, a causa di un pedante e soporifero insegnamento della materia, la snobbano giudicandola 'pallosa'.

La vostra autrice, vivente, preferita.

Claudia Salvatori. Il suo ultimo romanzo (digitale) Hieronymus (sul pittore Bosh) è straordinario e siamo meravigliate che non abbia tutto il risalto che merita. Un'altra autrice (non di romanzi, ma di saggi) che stimiamo molto è Daniela Pizzagalli: le sue opere, precise e fascinose, seguono la scia tracciata da Maria Bellonci, un'icona per chi ama la Storia.

Il vostro autore, vivente, preferito.

Sergio Alan Altieri, per noi il 'poeta delle tenebre. Magdeburg , trilogia sulla Guerra dei Trent'anni, è un romanzo storico monumentale, in Italia nessuno come lui sa usare un linguaggio così originale e corrosivo. Un altro giovane autore che stimiamo è Francesco Ongaro, grande penna e grande creatore di atmosfere storiche.

Scrivete storico. Leggete...?

Noi siamo lettrici onnivore. Spesso leggiamo saggi, perché chi scrive romanzi storici non può prescindere dalla ricerca, e curando una rubrica di recensioni su un mensile di storia (Storia in rete), divoriamo tanti romanzi storici. Sui nostri comodini dalle gambe curve per il troppo peso, però, c'è di tutto. Gialli, biografie, romanzi d'azione e fantascienza... non poniamo limiti alla nostra curiosità. Purché siano ben scritti tutti i libri meritano attenzione. Ultimamente però abbiamo preso una decisione epocale e insindacabile: quando una lettura ci annoia non la proseguiamo. L'offerta è smisurata e quindi non è il caso di affliggersi con letture scadenti.

Come si spinge un paese che non legge ad amare i libri?

Con la qualità e la professionalità delle pubblicazioni. Siamo basite dalle scelte di alcune case editrici che, pur di fare catalogo, pubblicano opere di basso valore. Non siamo contrarie per principio all'universalità della cultura (tra i nostri autori culto ci sono Elisabeth von Arnim, Irène Némirovsky, Gabriel Garcia Marquez, Per Olov Enquist e tanti altri), ma non è detto che ciò che ha venduto molto all'estero piaccia anche in Italia. I numeri non possono essere l'unico criterio di scelta. Il pubblico non è così bue come gli editori credono, ma è in grado di premiare i testi di valore. Purtroppo però spesso non ne conosce l'esistenza: capita che libri di valore siano relegati nei sottoscala delle librerie, mentre le vetrine sono sovraffollate da pile di copie dello stesso best seller straniero.

Inoltre bisogna educare i lettori fin da piccoli. Nelle scuole gli alunni leggono sempre gli stessi i libri. Sarebbe ora che gli insegnanti cercassero di spingere i giovani con lezioni più stimolanti e argomenti attuali e accattivanti... e gli editori dovrebbero conquistare i lettori di domani proponendo loro, e magari regalando, i libri nuovi.

E-book contro cartaceo. Una guerra, un'alleanza o cosa?

Un'alleanza, certamente! La guerra porta sempre distruzione e in questo caso sarebbe la fine della cultura. I due modi di leggere possono tranquillamente coesistere. L'avvento del digitale ha dissestato il mercato, ma ora si stanno ricreando gli equilibri. Non è vero che tutto quello che gira in rete è migliore, così come non è auspicabile che la figura dell'editore scompaia. Anche il digitale ha bisogno di qualcuno che selezioni e scelga i testi, occorrono veri professionisti e infatti ora il professionismo dimostrato da chi vi lavora sta dando i suoi frutti.

Secondo noi il futuro va in direzione digitale, ma chi ama la lettura fatica a separarsi dall'oggetto libro che con il suo profumo, il fruscio delle pagine, la sua storia non deve e non può morire.