Merkel va in Cina a chiedere regole uguali per tutti

di 13.06.2016 10:38 CEST
Merkel in Cina
Angela Merkel durante una visita in Cina nel giugno 2016 REUTERS/ Wang Zhao/Pool

Il cancelliere tedesco Angela Merkel, che è arrivata a Pechino domenica per un viaggio di tre giorni in Cina, ha chiesto alla leadership del paese di approvare regole affidabili e trasparenti che assicurino certezze agli investitori stranieri. La visita, la nona da quando la Merkel è cancelliere tedesco, arriva in un momento in cui Pechino, sotto pressione da parte di aziende straniere che si sono lamentate delle regole restrittive in vigore nel paese, sta cercando di riformare la sua economia pesantemente regolata.

«Secondo noi un framework legale per le compagnie dovrebbe essere disegnato in modo tale che le compagnie straniere possono godere degli stessi diritti e privilegi delle compagnie domestiche, per esempio per quanto riguarda le gare pubbliche e l'effettiva protezione dei marchi, dei brevetti e dei dati» ha detto la Merkel durante un discorso alla Nanjing University di Pechino.

La Cina è attualmente una delle maggiori fonti per le importazioni tedesche, rappresentando circa il 9% delle sue importazioni totali, e la quarta maggiore destinazione per le esportazioni. Il commercio bilaterale tra i due paesi è arrivato a 180 miliardi di dollari nel 2015, salendo del 5,5% in un anno.

Tuttavia il viaggio della Merkel arriva mentre crescono le tensioni in tutta l'Unione Europea, Germania compresa, riguardo l'invasione cinese sui mercati globali di acciaio a buon mercato, una mossa che, oltre che dare una valvola di sfogo alla sovrapproduzione in Cina, ha colpito l'industria dell'acciaio europea.

La capacità in eccesso della Cina e stimata intorno alle 350-400 milioni di tonnellate, mentre la domanda totale di acciaio in Europa, il secondo più grande mercato dell'acciaio nel mondo, è di circa 170 milioni di tonnellate.

«Dobbiamo essere sicuri che ci siano regole uguali per tutti - ha detto Merkel - Nessuno vuole vedere una maggiore guerra commerciale tra l'Unione europea e la Cina. Ma questo significa che dobbiamo parlare di questi problemi».

Per via della sovrapproduzione cinese in svariati settori, in molti nell'Unione europea hanno espresso riluttanza nel garantire al paese lo status di economia di mercato, che, se venisse garantito, ridurrebbe le barriere al commercio e aumenterebbe l'influsso di esportazioni cinesi verso le 28 nazioni del blocco.

In molti in Germania hanno espresso preoccupazioni riguardo l'offerta ostile da 5,2 miliardi di dollari rivolta al costruttore di robot tedesco Kuka da parte di Midea Group, il maggiore produttore cinese di forniture per la casa. La mossa viene vista come parte di una spinta recente da parte delle compagnie cinesi di espandersi all'estero in maniera aggressiva.