Microsoft, il futuro ti sorride: la rivoluzione Nadella ha ridato dinamicità all'azienda di Redmond

Satya Nadella
Il CEO di Microsoft Satya Nadella REUTERS/Mike Blake

La Microsoft negli ultimi anni (in particolare negli ultimi due, da quando è subentrato alla guida Satya Nadella) sta dando segnali incoraggianti, dopo aver perso il treno della rivoluzione smartphone e essere uscita sconfitta da altri importanti confronti tecnologici. La compagnia di Redmond è l’esempio perfetto di come l’industria tech sia molto più dinamica delle altre e dove è facile anche per un gigante come Microsoft rischiare in pochi anni di essere notevolmente ridimensionato.

L’inversione negativa è iniziata nei primi anni del nuovo millennio, quando internet bussava sui monitor dei pc e start-up come Lycos, Altavista, Yahoo e Google si davano battaglia per aggiudicarsi il mercato dei motori di ricerca e dei profitti pubblicitari. La Microsoft all’epoca, dall’alto della sua posizione di monopolio nel mercato dei personal computer, non riuscì ad interpretare l’evoluzione della rete e si limitò - in modo completamente sbagliato - nel proteggere la sua posizione dominante nel mercato dei browser (dopo aver vinto la battaglia con Netscape) e ovviamente dei sistemi operativi, pensando probabilmente che sarebbe bastato controllare le porte di accesso a internet per non avere particolari problemi.

La Microsoft non riuscì poi a capire come si sarebbe trasformato il mercato dei cellulari, ignorando la possibilità che questo sarebbe potuto evolversi al punto da rappresentare una minaccia per i desktop.

L’azienda ha pagato nel decennio passato l’incapacità di interpretare i fenomeni che la circondano e a riadattare la sua politica strategica di conseguenza, ma in questi ultimi anni sta dimostrando di poter tornare a essere una minaccia anche per imperi come Apple e Google.

IL MERCATO DEGLI SMARTPHONE È PERSO (O QUASI) E QUELLO DESKTOP STA CROLLANDO: I RISCHI DELL'OPPORTUNITÀ MANCATA

Se c’è una cosa che deve preoccupare più di tutte la Microsoft, è senz’altro il fatto che il mercato desktop è in continuo declino e che gli smartphone incalzano i suoi fratelli maggiori anche nelle prestazioni tecniche. Mentre in passato il personal computer poteva considerarsi la porta di accesso esclusiva di internet, così come di un’altra serie di importanti servizi, oggi si trovano sempre meno ragioni per accendere il pc (specie per quella fetta di utenti che usa questi strumenti meramente per fini di intrattenimento).

Nonostante si sia riuscita a difendere bene dall’arrembaggio delle distribuzioni Linux, la compagnia ha comunque subito il ritorno della Apple sui desktop e laptop, a partire dal lancio di iMac. Complessivamente, se si considera l’intera gamma dei dispositivi esistenti (pc, laptop, smartphone, tablet), lo share dei sistemi operativi Windows si è notevolmente ridotto in poco più di un decennio. La Microsoft deve inoltre pensare all’eventualità, neanche troppo remota, che il mercato degli smartphone demolisca totalmente il mercato dei desktop (già oggi esistono modelli di docking station che consentono di trasformare uno smartphone in un pc o in un laptop, anche se non sono ancora riusciti a farsi notare come dovrebbero). Non è una prospettiva troppo esaltante per una compagnia dove la componente personal computer conta quasi per il 50% dei ricavi totali (i dati del trimestre terminato il 30 settembre dicono che sui complessivi 20,453 miliardi di dollari di ricavo 9,294 provengono dal segmento dei personal computer).

Oltre alla debolezza del mercato desktop, bisogna prendere nota dei tanti passi falsi fatti dall’azienda nel tentativo di recuperare in mercati chiave. L’acquisto di Nokia, ad esempio, non è servito per inserirsi come si sperava nel segmento degli smartphone e ad oggi la linea dei Lumia può contare su un market share ridicolo che non arriva neanche all’1%.  

L’ecosistema browser Internet Explorer-Edge arranca e continua a perdere terreno, mentre Chrome di Google attira al suo ovile sempre più utenti. È un dato importante se si considera che avere il mercato dei browser significa trattenere gli utenti dentro ad un ecosistema di servizi accessibile da ogni dispositivo.

Un passo indietro è stato fatto anche nel settore delle console: dopo essersi divisi il mercato con Sony nella passata generazione, la battaglia Xbox One - PS4 sembra ormai essere stata già aggiudicata da quest’ultima, con la Microsoft che è riuscita a piazzare finora poco più di 20 milioni di macchine, contro i gli oltre 40 milioni di console vendute da Sony (e bisogna tener conto anche dell’arrivo ormai imminente della Nintendo Switch). C’è comunque da tenere presente che le scelta di Microsoft di continuare a sostenere il segmento delle console è puramente strategico: non una sola Xbox One contribuisce infatti ai profitti della compagnia, dato che le spese dedicate alla ricerca e allo sviluppo, così come per il marketing, sono molto alte (come fatto notare in questo articolo di learnbonds.com).

PENETRAZIONE E RICAVI IN CRESCITA NEL SETTORE BUSINESS E DEL CLOUDING E SUCCESSO DELLA LINEA SURFACE: LA COMPAGNIA PUÒ GUARDARE CON PIÙ OTTIMISMO AL FUTURO

Da quando Satya Nadella è arrivato al timone di Microsoft la compagnia ha ridisegnato totalmente la sua strategia, iniziando ad adottare un approccio più moderno: maggiore attenzione ai servizi cloud, universalità del sistema operativo, investimenti nell’intelligenza artificiale.

La maggiore integrazione dei servizi, promossa anche con il nuovo sistema operativo Windows 10, sta per il momento avendo un effetto positivo su un po’ tutti i servizi di casa Redmond. Anche il motore di ricerca Bing risulta essere in continua crescita e sta rosicchiando qualche fetta di mercato a Google, che comunque rimane indiscusso leader tra i motori di ricerca (e probabilmente lo sarà ancora per molto tempo).

I segmenti Intelligent Cloud e Business Processes hanno generato nell’ultimo trimestre rispettivamente 6,382 e 6,658 miliardi di dollari, e insieme rappresentano oltre il 60% dei ricavi totali.

All’interno della prima voce concorrono a generare profitti (circa 2,5 miliardi di dollari) la piattaforma di clouding Microsoft Azure e i servizi server di Microsoft (Microsoft SQL, Windows Server, System Center). Grazie ad Azure Microsoft è riuscita ad inserirsi in maniera convincente nella battaglia dei servizi cloud, che al momento viene dominata da Amazon Web Services (poco più del 30% del mercato). Microsoft Azure, secondo una ricerca di Synergy Research Group pubblicata l’1 agosto, con circa il 12% del mercato guida il gruppo degli inseguitori composto da IBM (poco più dell’8% del mercato) e Google (poco più del 5% mercato). Saranno queste quattro compagnie a contendersi il mercato del clouding, dal momento che già ora controllano da sole oltre il 50% del mercato e la crescita su base annua indica che continuano ad allargare il vantaggio sulle compagnie minori (nel corso dell’ultimo anno la crescita maggiore è stata fatta registrare da Google, con una crescita del 162%, e Microsoft, con una crescita del 100%).

Per quanto riguarda il comparto Business Processes l’aumento dei ricavi è guidato dalla suite Office 365, la cui base di utenti continua a crescere con convinzione e si assesta ora a 24 milioni di utenti (un anno fa erano circa 18 milioni). La crescita in questi anni è stata così importante nel segmento SaaS (software as service, che in maniera molto spicciola sono le app che le compagnie distribuiscono e gestiscono tramite internet) che Microsoft oggi è poco dietro la Salesforce, leader nel settore, e Office 365 è diventata ormai una valida alternativa agli analoghi servizi offerti da Google. In crescita dell’11% su base annua anche Microsoft Dynamics, che comprende prodotti di analisi e gestione dei processi organizzativi per le imprese, anche se contribuisce ai ricavi del comparto Business Processes in maniera significativamente inferiore rispetto a Office 365.

In generale possiamo dire che la Microsoft in questi ultimi anni ha lavorato bene per convertire la sua gamma di prodotti dal locale alla rete, dimostrando di aver imparato molto dagli errori del passato. Parliamo di un settore destinato a crescere molto nel corso dei prossimi anni e l’azienda di Redmond appare ben posizionata per scontrarsi con ogni azienda, specie nel segmento dedicato alle imprese. L’espansione nei servizi clouding in qualche modo controbilancia il passo falso fatto registrare nel mercato degli smartphone e consente di guardare al futuro con più ottimismo, approfittando anche della stanchezza di colossi come Google e Apple, che in questo momento sembrano un po’ aver perso le capacità di innovazione e espansione che aveva caratterizzato il decennio scorso (soprattutto la Apple).

Una nota positiva possiamo trovarla anche in un compartimento in affanno come quello del Personal Computing, con la linea di prodotti Surface. Grazie ai suoi ibridi da tastiera (chiamati anche laplet) Microsoft è riuscita a trasformare la linea tablet e rilanciare un mercato che è dato in costante calo. I Surface incarnano a pieno le ritrovate capacità di innovazione della compagnia, e a livello strategico sono una porta importante per rilanciare la Microsoft nel segmento ‘touch’ e convincere gli sviluppatori a fare app anche per Windows 10 (e in questo senso il successo della linea Surface potrebbe essere di aiuto a rilanciare anche la gamma smartphone, e non a caso le voci di un ipotetico Surface Phone sono sempre più insistenti).

Microsoft può guardare con ottimismo (ma cauto) anche al settore del gaming. Se è vero che la Xbox One stenta a tenere testa alla PS4 in termini di vendite, dobbiamo ricordarci che in questo momento il pc come macchina da gioco è preferita dagli utenti rispetto alle console attuali (che altro non sono che pc sotto mentite spoglie), e che la maggior parte dei profitti derivanti dalla vendita di videogiochi sono generati su pc (e quindi su Windows, come abbiamo accennato in un altro articolo).

Possiamo in definitiva dire che la Microsoft è un’azienda complessivamente in salute e che sta cercando di mettere alle spalle il brutto decennio passato, quando è rimasta ad osservare gli impressionanti mutamenti che hanno condizionato l’ecosistema tecnologico-informatico, rischiando addirittura di essere spazzata via dal mercato. L’azienda ha dimostrato di avere il know-how e le risorse per poter risalire, e che in fondo doveva solo trovare una buona amministrazione.

Del resto parliamo di uno dei giganti tecnologici del mondo, che nonostante i brutti anni alle spalle gode di un’ottima salute finanziaria e una buona diversificazione dei ricavi (sicuramente migliore rispetto a quelli di Apple, come abbiamo sottolineato in questa analisi). L’azienda può contare su un margine operativo lordo del 60% su base annua, superiore persino a quello di Apple (che è del 40%). Anche il rapporto debito/capitale proprio è su buoni livelli, attestandosi intorno allo 0,4 (il ricorso al debito è leggermente aumentato in questi ultimi anni, ma è una cosa assolutamente normale visti i bassi tassi di interesse).

COSA CI DICE L’ANALISI TECNICA: IL TITOLO PUÒ ANCORA SORPRENDERE

Il grafico del titolo Microsoft ci racconta a colpo d’occhio la storia della compagnia da inizio 2000 ad oggi.

Microsoft, timeframe mensile Il titolo Microsoft su timeframe mensile. I prezzi sono tornati sui massimi del 2000  IBTimes Italia / XTB

Sul timeframe mensile possiamo vedere il forte scivolone avuto in seguito allo scoppio della bolla Dot-com, e la successiva stagnazione registrata nel corso di oltre un decennio (il grafico prosegue in laterale). Questo si riflette nell’incapacità della compagnia di stare al passo con l’evoluzione della rete, nonostante lo straordinario successo del sistema operativo Windows XP.

Sempre sul grafico mensile, si nota che dopo l’ultimo tracollo avuto con la crisi del 2008 le azioni hanno iniziato a far registrare una buona progressione rialzista e a inizio 2014 il titolo esce definitivamente dal canale laterale rompendo i massimi del 2007.

Microsoft, grafico settimanale Il titolo Microsoft su timeframe settimanale  IBTimes Italia / XTB

Sul grafico settimanale si vede meglio la consistenza del rialzo registrato negli ultimi cinque anni. Da qui si può notare che in realtà segnali di ripresa si intravedono già quando Steve Ballmer era a guida della compagnia, nonostante al precedente CEO Microsoft vengano spesso date responsabilità e colpe per disastri che in realtà hanno radici molto più lontane. Ballmer alla fine aveva intuito cosa avrebbe dovuto fare Microsoft (tanto è vero che è sotto il suo regno che viene lanciata la linea Surface) ma non riusciva a tradurre nell’atto pratico il piano di azione (e Windows 8 ne è la rappresentazione lampante). Sotto questo punto di vista Nadella sta sicuramente svolgendo un lavoro migliore.

Microsoft, grafico giornaliero Nel breve periodo possiamo attenderci un proseguimento del throwback, ma poi il titolo dovrebbe tornare a salire  IBTimes Italia / XTB

Sul grafico a un giorno vediamo invece che è stato aperto un nuovo breakaway gap e il titolo ha da poco rotto i massimi di sempre, sopra i 60 dollari per azione. Nel breve periodo possiamo attenderci un proseguimento del throwback fino ai 57 dollari per azione, ma il titolo rimane impostato ben al rialzo. In questo momento ci sentiamo di dire che la forza rialzista relativa di questo titolo è maggiore rispetto a quelli di Apple e Google, e che in caso di conferma della rottura dei massimi possiamo dare un target di 75 dollari per azione (100 dollari per azione per un’aspettativa molto ottimista). Attenzione alla rottura della seconda trendline rialzista: in questo caso il titolo continuerebbe la discesa, con target sui 40 dollari per azione.

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