Microsoft lavora al "dispositivo mobile definitivo”: potrebbe non essere Surface Phone

Microsoft Surface Phone
L'amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella REUTERS/Mike Blake

Satya Nadella ha riacceso le speranze degli utenti Windows desiderosi di uno smartphone Microsoft a marchio Surface. Durante una recente intervista, il primo dirigente dell’azienda di Redmond ha chiarito il suo obiettivo nel business mobile: creare quello che ha definito “il dispositivo mobile definitivo”, lasciando da parte le attuali etichette create dalle altre società che operano in questo segmento commerciale.

“Non vogliamo farci guidare dall’invidia di cosa hanno gli altri. La domanda è: cosa possiamo portare [sul mercato]?” ha dichiarato Nadella all’Australian Financial Review.  “È in tal senso che valuto qualunque dispositivo o qualunque tecnologia, anche l’intelligenza artificiale”.

E ancora: “Continueremo a stare nel mercato smartphone, non in quello definito dagli attuali leader del mercato, ma da ciò che soltanto noi possiamo realizzare verso quello che è il dispositivo mobile definitivo”.

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Le parole dell’amministratore delegato, insomma, sono aperte a diverse interpretazioni. Superficialmente, si può pensare che Microsoft abbia lasciato intendere che voglia seriamente produrre un proprio smartphone tra il 2017 e il 2018, quel Surface Phone che tanti attendono come se fosse il messia in grado da solo di smuovere le masse. Un altro senso delle affermazioni di Nadella, forse meno sensazionale ma più vicino alla strategia della società, è di posizionarsi come fornitore di servizi e di piattaforme per gli altri produttori, aiutando loro a realizzare il “dispositivo mobile definitivo”.

Satya Nadella Il CEO di Microsoft Satya Nadella  REUTERS/Mike Blake

Nella stessa intervista, Nadella ha tessuto le lodi di HP Elite x3, smartphone che, per tipologia di esperienza, è il dispositivo più simile all’idea di 3 in 1 (smartphone, laptop e PC) che viene affiancata al Surface Phone a ogni occasione utile. Con il suo telefono Windows, HP mira allo stesso segmento commerciale tanto caro all’amministratore delegato di Redmond: “le aziende che danno valore alla sicurezza, alla gestibilità e alle capacità di Continuum”.

SURFACE PHONE NON SALVERÀ WINDOWS PHONE

Se Surface Phone davvero si farà non salverà Windows Phone da una situazione insanabile: l’assenza di tante applicazioni. Abbiamo visto che per i bisogni basilari Windows 10 Mobile è ancora una buona scelta: social network e produttività in primis. Quando si cerca qualcosa di più, dai giochi alle app per i pagamenti, la questione si fa più spinosa.

Difficilmente un telefono come Surface Phone, ossia un dispositivo di nicchia (le aziende) per un sistema operativo di nicchia (Windows, che rappresenta meno dell’1% del mercato), potrà trascinare gli sviluppatori sulla barca, ormai quasi affondata, di Windows Phone e Windows 10 Mobile.

Surface Phone concept Un concept disegnato da MSMobile che riprende le ultime indiscrezioni su Surface Phone  MSMobile

Se Surface Phone diventerà una realtà commerciale, non resusciterà Windows Mobile come piattaforma; non sarà niente di più di quello che già è. Negli ultimi giorni, si è parlato della possibilità che Microsoft stia lavorando all’emulazione dei programmi desktop x86 per Windows 10 Mobile, probabilmente tramite Continuum. Un’idea allettante, perché risolverebbe il problema di Continuum: bella la convergenza, ma usare il proprio smartphone Windows come un PC è ancora fantascienza.

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L’emulazione delle applicazioni x86, quindi, sarebbe una ventata d’aria fresca per chi vuole usare il proprio smartphone Windows come un PC ma 1) toglierebbe ogni necessità della Universal Windows Platform tanto sponsorizzata negli ultimi anni e 2) non eliminerebbe il problema delle app quando lo smartphone si usa come smartphone, lontano da schermo e tastiera.

Quella di Surface Phone sta diventando quasi un’ossessione per gli appassionati, un’ossessione che spesso non soppesa le ragioni commerciali per cui un simile dispositivo dovrebbe essere utile a Microsoft e all’ecosistema Windows generale. Se il prossimo anno l’azienda annuncerà un proprio smartphone, Surface o no, sarà per una nicchia di utenti, con tutti i compromessi del caso.

Spesso si prende da riferimento Surface Pro come dispositivo ampiamente criticato e che, anni dopo, viene visto come il pioniere di una nuova categoria di dispositivi, i tablet 2 in 1. Si tralascia il fatto, però, che Surface Pro si basava (e lo fanno ancora le generazioni successive) su Windows in versione completa, ossia supportata dalle tantissime applicazioni desktop disponibili: a livello software era ampiamente supportato perché Windows è la principale scelta dei PC e laptop di tutto il mondo e quindi offriva un’esperienza di un certo livello, raffinata poi nel corso degli anni.

Se invece ora non parliamo di Surface RT, basato su Windows RT, versione di Windows 8 che usava solamente le applicazioni del Windows Store, un motivo c’è: a nessuno interessava perché non c’erano applicazioni. Insomma, Surface Pro e Surface Phone nascono in un contesto opposto. Perché volere così spasmodicamente un dispositivo che sarebbe criticato per gli stessi motivi di Lumia 950 e 950 XL?