Migranti minori, numeri da brivido: solo in Italia sono spariti oltre 6.000 minorenni

Bambini migranti Idomeni
Due bambini migranti osservano i bulldozer delle autorità greche rimuovere e distruggere il campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia. 25 maggio 2016. REUTERS/Yannis Kolesidis/Pool

“Non hai idea di quante donne e quanti bambini abbia visto in quei campi” mi racconta Marco , atterrato a Roma Fiumicino da appena 48 ore dopo avere partecipato a un lungo tour organizzato dall'UNHCR nei campi profughi in Grecia. Il paese dell'Europa meridionale, sopratutto le sue isole e le zone di confine con la Macedonia e l'Albania, è diventato un grande centro immigrazione a cielo aperto, una sorta di area di sosta che molti migranti utilizzano per recuperare le forze e riprendere il viaggio.

Secondo l'Europol nel mese di gennaio 2016 erano 10.000 i rifugiati minori non accompagnati scomparsi una volta arrivati in Europa: stando ai dati diffusi dall'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR) su 154.000 migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2015 oltre 16.000 erano minori, e di questi ben 12.360 risultavano non accompagnati, pari all’8 per cento del totale degli arrivi. Nel 2014 erano 13.000, lo stesso numero di quelli giunti al seguito di genitori o parenti, e in totale al 31 dicembre 2015 i minori non accompagnati presenti in Italia erano 11.921, il 13 per cento in più rispetto al 2014.

“Moltitudini di bambini che giocano con fango, pietre e bastoni” continua Marco “erano insieme, sembravano divertirsi. Ma poi molti di loro, ci hanno spiegato, avrebbero dormito da soli”. C'è chi ha perso i genitori durante il viaggio, affogati in mare, ammalatisi o colpiti a morte da qualcuno. C'è chi è fuggito con la madre dopo aver visto trucidare il padre sull'uscio di casa e si è ritrovato solo dopo un naufragio e c'è chi è partito da solo lasciando tutta la famiglia sotto le macerie della propria casa.

A partire dall'estate del 2015, quando la rotta migratoria greca ha cominciato a prevalere su quella nordafricana-mediterranea, l'arrivo di minori in nuclei familiari in Italia è diminuito a 4.000 bambini. Il dato più preoccupante, diffuso dal Ministero del lavoro, è un aumento nel 2015 dei minori non accompagnati allontanati dalle strutture di accoglienza dei quali si perde ogni traccia: parliamo di 6.135 minori solo in Italia, il 23 per cento in più rispetto all'anno 2014. Numeri che fanno rabbrividire sopratutto se pensiamo a noi stessi come a un “Paese civile”. Secondo un reportage della Reuters molti dei minori scomparsi denunciati dall'Europol sarebbero proprio in Grecia e Italia e molti di loro vivrebbero per strada o in strutture fatiscenti occupate momentaneamente. Nel quartiere ateniese di Exarcheia 300 famiglie di rifugiati e migranti vivono in un vecchio edificio scolastico utilizzato a mo di squat: qui un gruppo di volontari dell'associazione Zaatar, che lavorano con queste famiglie di rifugiati, hanno scoperto e denunciato la presenza di un nutrito gruppo di giovani siriani tra i 12 e i 16 anni che ciabattavano di fronte a un bordello intenti a fumare sigarette: “Sono ragazzi molto vulnerabili” spiega il fondatore di Zaatar “e le grandi agenzie non stanno facendo il loro lavoro, per mancanza di volontà o di mezzi”.

L'associazione si occupa di fornire ai minori non accompagnati dei telefoni cellulari e di mantenersi in contatto con loro e siccome secondo la Commissione Europea questi ragazzi sono di competenza dei singoli Stati europei, l'ennesima delega modello “fate come vi pare”, i minori non accompagnati spesso rischiano di finire imbragati all'interno di realtà terribili: Europol sostiene che la ricerca dei bambini scomparsi non sia di sua competenza, la Commissione Europea delega ai singoli stati e questi fanno ciò che possono, o meglio fanno poco o nulla. Come ha spiegato alla Reuters la dottoressa Karen Shalev Greene dell'Università di Portsmouth, autrice di uno studio sul fenomeno dei bambini migranti non accompagnati, in generale questi minori esprimono il desiderio di andare in Germania e se scompaiono “le autorità presumono che i trafficanti li abbiano portati in Germania attraverso l'Austria” ma entrambi i Paesi sostengono di non avere alcuna responsabilità o competenza su questi minori.

La zona grigia nella quale si trovano questi giovani uomini e donne è pericolosissima: il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha creato un database con circa 300 minori non accompagnati e il loro identikit, uno strumento in grado di riconoscere il volto dei bambini non accompagnati inseriti nel sistema, ma dai numeri è evidente che si tratti di una goccia nel mare. Secondo Missing Children Europe, un cartello che rappresenta ben 30 ong di 24 differenti Paesi, “muovendosi da Paese a Paese è chiaro che debba esistere un coordinamento a livello europeo” per le ricerche di questi ragazzi e gli sforzi dei singoli rischiano di perdere ogni efficacia.

Non è certamente necessario spiegare quali siano i rischi cui vanno incontro i minori non accompagnati che dopo turbolenti e traumatici viaggi per fuggire dall'orrore si ritrovano senza nessuno in un paese straniero di cui non conoscono nulla: sono gli stessi rischi che correrebbero i nostri figli e le nostre figlie.