Milano nega la cittadinanza al Dalai Lama. Grillo: “Pisapippa servo della Cina”

di 22.06.2012 13:14 CEST
Beppe Grillo
Beppe Grillo (foto di repertorio). Reuters

Promette e non mantiene. La capitale economica d'Italia fa un passo indietro, ritrattando la promessa fatta al Dalai Lama di attribuire al premio Nobel per la pace la cittadinanza onoraria. Qualcosa non è andato per il verso giusto o, più semplicemente, le pressioni su Palazzo Marino sono state tali da aver spinto Pisapia al brusco dietrofront.

Beppe Grillo individua tali "pressioni" con i forti interessi economici che legano Milano alla Cina. Il leader del M5S non contiene il suo sdegno e sul blog spara a zero. "Anche Palazzo Marino, come il Tibet, è sottomesso alla Cina. Per ragioni di bottega gli è stata negata con il solito teatrino all'italiana e la nuova maschera lombarda a far la figura di merda: il facondo Pisapippa, una via di mezzo tra Balanzone e Arlecchino, il vorrei ma non posso di piazza della Scala, il dimissionario dall'Expo, ma anche no. La Cina, oltre ad aver occupato il Tibet, ha occupato anche Palazzo Marino. I neo maoisti meneghini hanno bocciato l'onorificenza a Tenzin Gyatso in nome dei dane'. La Cina ha infatti minacciato di non partecipare all'Expo 2015 e pressioni di ogni genere sono arrivate in questi giorni al Comune di Milano da parte degli investitori cinesi"

Niente cittadinanza onoraria dunque e - mettendo una toppa che agli occhi di molti risulta peggiore del buco - Pisapia chiede al Dalai Lama di partecipare ad una seduta straordinaria in suo onore indetta martedì prossimo alle ore 11. Neanche a dirlo il Nobel della pace ha accettato di buon grado, dimostrando per l'ennesima volta tutta un'altra stoffa e un altro spessore.

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