MONDIALI 2022. France Football accusa: "Il Qatar ha comprato i voti"

  | 29.01.2013 14:43 CET
Michel Platini, presidente Uefa
Platini, presidente Uefa, dovrà valutare la situazione economica di parecchie squadre

Come un fulmine a ciel sereno, si abbatte in queste giornate invase di calciomercato, l'inchiesta chock di France Football che avanza durissime ipotesi di corruzione nell'assegnazione del Mondiale 2022.

Il giornale d'oltralpe, questa mattina, ha dedicato ben 20 pagine di inchiesta su quello che ha rinominato "Qatargate", un vero e proprio intrigo politico e di palazzo, grazie al quale il Qatar avrebbe comprato i voti necessari per vedersi accettare la propria candidatura ai mondiali che si disputeranno tra 9 anni. 

Nel mirino dell'inchiesta ci sarebbe una compravendita di voti che investirebbe non solo la Federazione francese e quella degli Emirati Arabi ma anche il presidente Platini, corresponsabile degli accordi illeciti che hanno portato, la sera del 2 dicembre 2010, a decretare la vittoria del Qatar, che superò le candidature più accreditate di Stati Uniti, Australia, Giappone e Corea del Sud con 14 voti utili su 22

Secondo l'inchiesta di France Football, il presidente della Uefa avrebbe avuto un ruolo chiave nell'organizzazione dei negoziati per garantire i voti tra i membri della Fifa stessa. L'ipotesi viene poi suffragata dall'episodio che vide lo stesso Platini incontrarsi in una cena istituzionale con il primo ministro del Qatar, ospite dell'allora presidente francese Sarkozy. In quell'occasione, il numero uno della Uefa, confessò che Sarkozy avrebbe votato a favore della candidatura qatariota, aggiungendo a sua discolpa come: "il presidente sapeva però che il mio voto sarebbe stato comunque indipendente". Poche ore dopo lo stesso  Platini dichiarò apertamente di aver votato anche lui per il Qatar: "Perché era il momento giusto per fare un mondiale in quella parte del mondo" disse il presidente della Uefa.

Una serie di coincidenze troppo sospette dunque che hanno aperto la strada all'inchiesta francese che ora rischia di screditare l'intera organizzazione mondiale, gettando ombre pesantissime sulla credibilità delle istituzioni che governano la più grande industria moderna, qual è il calcio. Ipotizzando seriamente non solo la riassegnazione del mondiale 2020 ma anche l'azzeramento dei vertici della Fifa.

 

 

 

 

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