Mondiali Qatar, un enorme conflitto d’interessi

di 28.11.2012 18:50 CET
Michel Platini
Il suo silenzio insospettisce Reuters

Alzi la mano chi non ha pensato "sono impazziti" quando la Fifa ha assegnato l'edizione 2022 dei Mondiali al Qatar. Come si fa a giocare a calcio con temperature che sfiorano i 50 gradi?

Il perche ce l'ha spiegato Mario Monti e il suo recente giro col cappello in mano tra emiri e sceicchi: lì ci sono i soldi. Una montagna di denaro sotto forma di fondi sovrani che fanno gola a tutti. E' il motivo per cui la Fifa guidata da quel simpaticone di Sepp Blatter sarebbe disposta a giocare anche a gennaio, evitando così di far arrostire i calciatori, bloccando campionati e coppe assortite. Una cosa mai vista.

E che Qatar 2022 non sia partito nel migliore dei modi lo si è capito pochi mesi dopo l'assegnazione (dicembre 2010), quando scoppiò lo scandalo-corruzione che portò alle dimissioni i presidenti delle Federcalcio in Costa d'Avorio, Nigeria e Camerun. In un primo momento venne anche radiato il numero uno del calcio asiatico Bin Hammam, mentre il numero 2 della Fifa (il carneade Warner) fu costretto a dimettersi e fare da capro espiatorio. In pratica i voti decisivi per l'assegnazione dell'edizione 2022 vennero comprati, ma nessuno ci ha voluto fare caso.

Ora esce fuori (inchiesta pubblicata la scorsa settimana dal Sunday Times) che il comitato organizzatore di Qatar 2022 ha sponsorizzato alla modica cifra di un milione di dollari un gala organizzato dal figlio del numero uno del calcio nigeriano, uno di quelli che si sono dimessi dopo lo scandalo del 2011. E non solo.

Michel Platini, presidente della Uefa destinato a succedere a Blatter alla guida del calcio mondiale, ha un figlio (Laurent) che lavora per la Qatar Sports Investments, società che fa parte del fondo sovrano che, guarda un pò le casualità, ha scucito i soldi per la candidatura di Qatar 2022.

No, alla Fifa non "sono impazziti". Sanno solo fare di conto.

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