Morsi giura davanti all'Egitto e a piazza Tahrir: "Non temo nessuno se non Dio"

di 30.06.2012 15:39 CEST
Un'immagine del neo presidente Morsi a piazza Tahrir
Un'immagine del neo presidente Morsi a piazza Tahrir Reuters

Mohamed Morsi è ufficialmente il successore di Hosni Mubarak. Morsi, che ha prestato giuramento dinanzi alla Corte Suprema d'Egitto, rappresenta il primo presidente liberamente eletto dell’Egitto, e il quinto capo di Stato dalla caduta della monarchia circa 60 anni fa. Il candidato eletto dei Fratelli Musulmani ha promesso di recuperare i pieni poteri presidenziali concentrati nelle mani del Consiglio Supremo delle forze armate dopo la caduta di Mubarak.

Ma, nonostante i proclami, il fatto stesso di aver accettato di prestare giuramento dinanzi alla Corte, piuttosto che dinanzi al Parlamento come di consueto, è stato letto da molti come un segnale di sottomissione alla volontà dei militari: "Oggi è il compleanno della Seconda Repubblica", ha detto uno dei giudici in apertura di cerimonia, che è stato trasmessa in diretta dalla televisione di stato.

Morsi avrebbe voluto che la cerimonia si tenesse in Parlamento, in linea con i dettami della Costituzione ad interim del Paese: ma questo non è stato possibile proprio perché l'esercito ha sciolto l’Assemblea, dominata dal partito di Giustizia e Libertà. Morsi, prima della cerimonia ha fatto un’apparizione a piazza Tahrir dove ha solennemente giurato a se stesso e alla piazza che non permetterà che qualcuno cerchi di limitare i suoi poteri.

Morsi si è rivolto alla piazza con un discorso equilibrato lodando sia i cittadini di religione musulmana che i cristiani: un discorso entusiasmante, quello del neo presidente, che ha promesso dignità e la giustizia sociale e ha giurato fedeltà alla Costituzione e "al sistema repubblicano."Mi prenderò cura degli interessi del popolo e proteggere l'indipendenza della nazione e la sicurezza del suo territorio", ha detto e ha promesso di conservare uno Stato civile.

Il Presidente, che si è dimesso dalla guida del partito di Giustizia e Libertà, braccio politico dei Fratelli Musulmani, ha promesso di porre fine alla tortura e alla discriminazione in Egitto. Ha anche lanciato una sfida al Consiglio Supremo delle Forze Armate: "nessuna istituzione sarà al di sopra delle persone", ha detto riferendosi al Consiglio e indirizzato alla popolazione raccoltasi nella piazza ha ribadito "Tu sei la fonte di autorità”.

Morsi ha anche promesso di lavorare per il rilascio di civili arrestati dall'esercito dopo la rivoluzione: si tratta di più di 12.000 persone giudicate da tribunali militari sotto leggi speciali, dal febbraio 2011, secondo quanto riferiscono i gruppi per i Diritti Umani.

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