Napoli, solito spettacolo e soliti errori: così non si batte la Juventus

L'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri
L'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri Reuters

Devastante ma fragile. Spettacolare ma balbettante. Il meglio e il peggio del Napoli concentrati nei 90 minuti di Empoli. Avete presente Harvey Dent, il Two-Face di Batman? Ecco, la squadra di Sarri è proprio così: alla sua parte più bella, l’attacco, fa da contraltare una difesa che continua a evidenziare limiti e amnesie preoccupanti per un club che ambisce a risultati di prestigio.

DOUBLE FACE. Due lati dello stesso volto. Al Castellani si è visto un Napoli perfetto nel primo tempo. Così come lo era stato al San Paolo contro i campioni di tutto del Real Madrid. Per sfortuna degli azzurri, però, le partite durano più di 45’. E nella ripresa è andato in scena il “Napoli Horror Picture Show”. Dallo 0-3 al 2-3. La terza forza della classe è stata in grado di regalare due gol al peggior attacco del torneo. A una squadra che, prima del lunch match di domenica, aveva messo insieme la miseria di 15 gol in 28 giornate. A fine partita Sarri lo ha ammesso: “Non si possono avere ambizioni importanti se si fanno 20’ come i nostri nel secondo tempo. Se non risolviamo il problema non colmiamo con la distanza”. Già, il gap con la Juventus. Un’ossessione. Dopo la sosta, il Napoli affronterà i cannibali bianconeri dell’ex Higuain prima in campionato e poi in Coppa Italia. Due sfide in tre giorni. E sempre al San Paolo.

LE NOTE LIETE. Senza dubbio l’attacco. Il più prolifico del campionato con 68 gol fatti. Il Napoli è una straordinaria macchina da gol. Un’orchestra - dalla trequarti in su - in cui tutti sanno esattamente cosa fare e quando farlo. Poi ci sono loro, i folletti. Insigne e Mertens. Lorenzo, alla seconda doppietta di fila, è arrivato a quota 12 gol eguagliando il suo record personale di marcature in Serie A (e mancano ancora nove giornate per migliorare il primato). A ciò, vanno aggiunti 12 assist e giocate degne del suo “Magnifico” soprannome. Quindi, Mertens. Belga di nascita, napoletano d’adozione. Non a caso, in riva al Golfo lo chiamano “Ciro”. A Empoli ha sbagliato un rigore: troppo facile segnare così. Si è rifatto con una punizione alla Maradona. Anzi, alla MaraMertens. E i gol in campionato sono 20. Uno in più del Pipita.

I PUNTI DEBOLI. Contro la Juventus, che vanta di gran lunga la miglior difesa del torneo con 19 gol subiti, l’attacco atomico dei partenopei potrebbe non bastare. Perché, a differenza del Napoli, la Vecchia Signora sa come mettere in cassaforte un risultato. Meno spettacolo e più concretezza: la classifica premia Allegri, che ha 10 punti di vantaggio sul collega Sarri. La qualità della rosa bianconera è indiscutibile, ma il Napoli non può non recriminare per alcuni punti gettati al vento a causa di ingenuità clamorose, che sono frutto di errori individuali e di reparto.

Nonostante il lavoro maniacale di Sarri sul reparto difensivo, il difetto di fabbrica degli azzurri non è stato mai risolto. Palle perse a centrocampo, dormite sui calci da fermo e svarioni per eccesso di presunzione o superficialità si sono inevitabilmente ripercossi sul cammino del Napoli. Che ha salutato la Champions League nei cinque minuti in cui ha concesso a Sergio Ramos di colpire due volte di testa. Nella doppia sfida contro i pentacampioni d’Italia gli errori dovranno essere banditi. Perché Insigne e Mertens potrebbero non bastare.