Napolitano: "Elezioni Regionali il 10 marzo". Possibile Election Day, ma prima la legge elettorale

di 16.11.2012 18:29 CET
Napolitano
Napolitano REUTERS

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarebbe intenzionato a indire l'Election Day il 10 marzo. I Capo dello Stato ha emanato un comunicato dopo il vertice al Quirinale con il premier Mario Monti e i presidenti delle due Camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani.

All'ordine del giorno tanto il tema dell'Election Day, dopo le polemiche scatenate dal Pdl, contrario a votare per le Regionali in Lombardia e Lazio a febbraio e per le Politiche in aprile, che la riforma della legge elettorale. Ieri Napolitano aveva fatto intendere che spetta solo a lui decidere la data del voto.

"La convocazione - che comunque non spetta al Presidente della Repubblica - di elezioni per il rinnovo dei Consigli regionali scioltisi in Lazio e Lombardia per crisi politiche e in Molise per giudizio di illegittimità, è regolata da diverse normative regionali - si legge nel comunicato - E' indubbia, per valutazioni d'interesse generale, l'esigenza di un contestuale svolgimento delle elezioni nelle tre suddette Regioni. Si è a tale proposito ritenuta appropriata la data del 10 marzo 2013".

Il punto sulla riforma della legge elettorale è fondamentale. Napolitano è contrario a votare con il Porcellum, ma i tempi per cambiare le regole del voto sono strettissimi, anche perchè in caso di voto anticipato le Camere saranno sciolte prima di Natale. E il Parlamento in questi giorni è chiamato a votare la legge di Stabilità.

"Adempimenti prioritari e ineludibili nel corso delle prossime settimane appaiono comunque l'approvazione finale in Parlamento della legge di stabilità e quindi quella della legge di bilancio per il 2013 - scrive in merito il Quirinale - L'esigenza di regole più soddisfacenti per lo svolgimento della competizione politica e a garanzia della stabilità di governo, e le aspettative dei cittadini per un loro effettivo coinvolgimento nella scelta degli eletti in Parlamento, rendono altresì altamente auspicabile la conclusione - invano a più riprese sollecitata dal Presidente della Repubblica - del confronto in atto da molti mesi per una riforma della legge elettorale... Si attende dunque il verificarsi delle condizioni opportune per la decisione che la Costituzione riserva al Capo dello Stato".

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