NASA, vita aliena possibile su Encelado, luna di Saturno: cosa significa la scoperta di Cassini

encelado cassini
Rappresentazione artistica di un passaggio della sonda Cassini sopra Encelado NASA/JPL-Caltech

Encelado, la luna ghiacciata di Saturno coperta interamente da un oceano a sua volta sovrastato da uno spesso strato di ghiaccio, potrebbe essere il posto più promettente nel quale andare a cercare forme di vita oltre la Terra. La NASA ha annunciato come la sonda Cassini sia riuscita a rilevare significative quantità di idrogeno nelle emissioni di gas e particelle ghiacciate che fuoriescono dalla superficie del satellite.

Come spiegato in un paper pubblicato su Science, grazie a Cassini è stato quindi possibile rilevare come nell'oceano di Encelado si verifichino delle attività idrotermali, dei fenomeni che, almeno per quelle che sono le nostre conoscenze, si verificano solamente in due luoghi nell'universo: uno è questo satellite di Saturno, l'altro è la Terra.

LEGGI ANCHE: La foto della collisione fra due stelle: un evento di spettacolare violenza

Non si tratta di una dote comune da poco, dal momento che il verificarsi di tali fenomeni indica la presenza di energia chimica, ossia qualcosa che rende la vita possibile. Del resto, tenete conto che appena poche settimane fa sono stati individuati in Canada quelli che potrebbero essere i più antichi fossili esistenti sulla Terra (almeno 3,77 miliardi di anni), all'interno di alcune delle più antiche rocce sedimentarie del pianeta, che presumibilmente costituivano parte di un sistema di sorgenti idrotermali ricche in ferro.

Nell'evento NASA non si è però parlato soltanto di Encelado ma anche di Europa, una delle lune di Giove, sulla quale il telescopio spaziale Hubble è riuscito l'anno scorso ad individuare dei "pennacchi" spuntare dalla superficie della luna nello stesso punto nel quale erano stati osservati già nel 2014. Anche questo satellite è considerato particolarmente promettente in termini di condizioni potenziali per ospitare la vita, ma questo potrà essere accertato con la missione Europa Clipper, che partirà dopo il 2020. I risultati relativi ad Europa sono stati illustrati in un paper pubblicato su Astrrophysical Journal Letters.

Prima di parlare nel dettaglio di ciò che è stato annunciato, è importante sottolineare come si tratti di qualcosa di grandissima importanza. Negli ultimi anni si è parlato di luoghi potenzialmente in grado di ospitare (o aver ospitato) la vita oltre alla Terra soprattutto per quanto riguarda degli esopianeti, distanti svariati anni-luce da noi. Queste ultime scoperte dimostrano come in effetti ciò che cercavamo potrebbe essere ad una distanza che, in termini astronomici, è praticamente dietro l'angolo.

"Finora, questo è il punto nel quale siamo arrivati più vicini ad identificare un luogo con alcuni degli ingredienti necessari per un ambiente abitabile", spiega Thomas Zurbuchen, amministratore associato del direttorato per le missioni scientifiche della NASA. "Questi risultati dimostrano la natura interconnessa delle missioni scientifiche della NASA che si stanno portando più vicini a rispondere alla domanda se siamo in effetti da soli o no".

Encelado e il suo oceano in grado (forse) di sostenere la vita


Durante il suo ultimo e più ravvicinato passaggio su Encelado, eseguito il 28 ottobre 2015 ad una quota di 49 km dalla superficie, Cassini è riuscita a rilevare un'abbondante presenza di idrogeno, rilasciato nell'area circostante il satellite dai "geyser" presenti in un'area denominata "Striscie di Tigre".

Questo significa che delle forme di vita a livello microbico, se esistono o sono mai esistite, potrebbero ottenere energia combinando l'idrogeno col diossido di carbonio dissolto nell'acqua. Si tratta di una reazione chimica nota come metanogenesi o biometanazione che, come si può intuire dal nome, porta alla produzione di metano, composto fondamentale per lo sviluppo della vita sulla Terra.

encelado Questa illustrazione mostra il modo nel quale, secondo gli scienziati del team di Cassini, l'acqua interagisca con la roccia sul fondale dell'oceano globale di Encelado, permettendo la produzione di idrogeno  NASA/JPL-Caltech

Cassini (sia con le osservazioni in questione che in quelle degli anni precedenti) è quindi riuscita a portare le prove, o quantomeno dei fortissimi indizi, dell'esistenza su Encelado di quelli che vengono considerati i tre elementi fondanti per lo sviluppo della vita nella forma nella quale la conosciamo: i primi due sono acqua allo stato liquido ed una fonte di energia per il metabolismo.

Il terzo è una lista di "ingredienti" chimici necessari a completare la "ricetta" come per la Terra: si tratta in primo luogo di carbonio, azoto, ossigeno, idrogeno, fosforo e zolfo. Da questa lista, gli unici per i quali si può operare soltanto nel campo delle supposizioni sono fosforo e zolfo. Gli scienziati del gruppo di Cassini ritengono che la composizione chimica del nucleo roccioso di Encelado sia simile ai meteoriti che contengono anche questi due elementi.

Apparentemente, per trovare un luogo in possesso dei requisiti necessari per ospitare la vita non c'è bisogno di guardare a qualche decina di anni-luce da noi, come per i pianeti che orbitano intorno a TRAPPIST-1, ma potrebbe essere sufficiente dare un'occhiata non troppo lontano: il sistema planetario di Saturno si trova infatti ad una distanza dalla Terra compresa fra 1,2 ed 1,7 miliardi di km, relativamente bassa in termini astronomici.

L'analisi dei pennacchi di gas e materiale ghiacciato emessi da Encelado ha permesso di verificare come questi siano composti al 98% d'acqua, all'1% da idrogeno e per la parte rimanente da un mix di molecole assortite che comprende diossido di carbonio (CO2), metano (CH4) ed ammoniaca (NH3). Queste precise misurazioni sono state effettuate tramite uno strumento chiamato Ion and Neutral Mass Spectrometer (INMS), inizialmente pensato per l'analisi dell'atmosfera di Titano.

Encelado, uno dei satelliti di Saturno Encelado, uno dei satelliti di Saturno  Alan Taylor from Hudson, MA, USA/CC BY 2.0/Courtesy NASA/JPL-Caltech

Il team di Cassini, che è un progetto congiunto di NASA, ESA ed Agenzia Spaziale Italiana, ha pensato di sfruttarlo anche su Encelado dopo che nel 2005 la sonda aveva rilevato la presenza dei pennacchi nella zona delle "Striscie di Tigre". Questo dimostra la versatilità della strumentazione della navicella, che certo non era stata progettata per rilevare la presenza di possibili segni di vita, e questa almeno per il momento è una limitazione a ciò che potrebbe essere scoperto (specie considerando come la missione Cassini abbia appena pochi mesi davanti a sé).

"Anche se non possiamo rilevare la vita, abbiamo scoperto che c'è una fonte di cibo: per i microbi sarebbe come un negozio di caramelle", spiega Hunter Waite, primo autore dello studio sulle rilevazioni effettuate da Cassini e pubblicato su Science.

Europa ed i suoi imponenti pennacchi


Il secondo paper annunciato dalla NASA e pubblicato su Astrophysical Journal Letters descrive nel dettaglio le due osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble quando è stato puntato verso Europa, il quarto satellite naturale di Giove per dimensioni e il sesto dell'intero Sistema Solare. Difficilmente la pubblicazione dei risultati avrebbe avuto questo risalto se non fosse stato "accorpato" con le rivelazioni su Encelado, ma si tratta comunque di informazioni che potrebbero rivelarsi particolarmente, anche in vista di una prossima missione esplorativa.

Il pennacchio "visto" da Hubble nel 2016 si è innalzato sopra la superficie di Europa fino ad un'incredibile quota di circa 100 km (come 11 Everest messi uno sull'altro), mentre quello del 2016 arrivò "soltanto" a 50 km. Questa doppia rilevazione potrebbe essere la conferma che anche su questo satellite di Giove fenomeni come quello visto su Encelado sono reali.

In base a quanto rivelato dalle osservazioni, entrambi i fenomeni si sono verificati in una regione definita "insolitamente calda" caratterizzata da quelle che, secondo quanto rilevato dalla sonda Galileo negli anni '90, sembrano essere delle spaccature nella crosta ghiacciata di questo corpo celeste. Se la cosa vi suona familiare, è perché si tratta di qualcosa di molto simile a quanto descritto per Encelado.

"Sul satellite di Saturno i pennacchi sono associati a regioni più calde, quindi dopo che Hubble ha ottenuto le immagini di questo nuovo pennacchio su Europa abbiamo controllato quel punto sulla mappa termica di Galileo", spiega William Sparks dello Space Telescope Science Institute di Baltimora. "Abbiamo scoperto che il pennacchio di Europa si trova proprio sull'anomalia termica".

Al momento esistono due principali ipotesi per spiegare questo "accoppiamento" fra i pennacchi e l'area più calda. La prima punta ad una ventilazione idrotermale sotto la crosta ghiacciata del satellite che riscalda la superficie; la seconda riguarda invece ciò che viene espulso nei pennacchi, che ricadendo a terra forma uno strato che consente alla superficie di conservare più calore rispetto alle zone circostanti.

Informazioni più dettagliate potranno arrivare a stretto giro, grazie a nuove osservazioni effettuate tramite Hubble, e nel giro di qualche anno grazie alla missione Europa Clipper, che partirà negli anni '20 (forse nel 2022) e che nella sua suite di strumenti vedrà anche una potente telecamera agli ultravioletti che consentirà di effettuare osservazioni simili a quelle di Hubble, ma da una distanza migliaia di volte inferiore. "Se ci sono dei pennacchi su Europa, come adesso sospettiamo fortemente, con Europa Clipper saremo pronti per loro", commenta Jim Green, direttore NASA per la scienza planetaria.

europa giove Rappresentazione artistica di uno dei pennacchi di gas e materiale ghiacciato che presumibilmente si innalzano per decine di km sulla superficie di Europa, una delle lune di Giove  NASA/ESA/K. Retherford/SWRI

LEGGI ANCHE: La prima foto di un buco nero: Einstein aveva ragione o sarà smentito?

La missione che permetterà di aumentare enormemente la nostra conoscenza di questa luna di Giove è stata ufficialmente chiamata "Europa Clipper" appena un mese fa: in precedenza era semplicemente conosciuta come "Europa Multiple Flyby Mission". Il nome fa riferimento ai "clipper", le navi che facevano avanti e indietro sugli oceani nel XIX secolo per trasportare merci velocemente (per gli standard dell'epoca, ovviamente) da un capo all'altro del mondo.

Allo stesso modo, spiegano dalla NASA, "la navicella Europa Clipper navigherà a rapida cadenza su Europa, con una frequenza di due settimane, fornendo molte opportunità di investigare da vicino questa luna. Il piano principale della missione include un numero di sorvoli tra 40 e 45, nel corso dei quali la navicella otterrà immagini ad alta risoluzione della superficie del satellite ed indagherà sulla sua composizione, sulla sua struttura interna e sul suo guscio ghiacciato".

ORA GUARDA: C'è un'atmosfera ricca d'acqua intorno a questo pianeta simile alla Terra