Nier: Automata, recensione PS4: un classico moderno è tra noi

Che cos’è l’autore? Una domanda difficile: cercando di rispondere nella maniera più semplificata possibile, è colui che offre una visione personale su un’opera, una storia, un romanzo, un film. E per i videogiochi? Se nel cinema l’autore per eccellenza è considerato il regista (poveri sceneggiatori), nel mondo dei videogiochi lo è il game designer/director. Ma sappiamo tutti che produrre un videogioco presuppone una squadra di persone, alle volte anche decisamente grossa, di programmatori, artisti, level designer e moltissime altre figure in gioco. Con il risultato che, specialmente per i videogiochi, viene “diluito” il ruolo del singolo nell’identificazione di un’opera.

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Tranne che in alcuni rari casi per questa industria: di game designer “famosi”, o almeno con uno stile riconoscibile, ce ne sono davvero pochi. Kojima (per la saga di Metal Gear), Miyamoto (Super Mario e molto, molto altro) i primi che vengono alla mente, quelli conosciuti dal grande pubblico. Ma c’è anche un certo Yoko Taro, un autore che si è creato una sua nicchia di fedeli appassionati, conosciuto per titoli quali Drakengard 3 e il primo Nier, uscito ormai 7 anni fa per PS3. Taro è un personaggio particolare nell'industria, capace di scrivere storie per i videogiochi di spessore ma anche di proporre opere fuori dagli schemi.

Il primo Nier è stato un titolo amato/odiato, del resto parliamo di un’industria in cui la “confezione” è importante, in cui la grafica certe volte comanda su tutti gli altri aspetti. E i titoli di Taro graficamente non sono mai stati un granché ma, se giocati, possono dare grandi soddisfazioni. E se nel piatto del seguito di cui parliamo in questa recensione, Nier: Automata, ci entra anche lo sviluppatore Platinum Games, famosi per aver dato i natali a titoli quali Bayonetta e Metal Gear Rising tra gli altri, il menu è servito.

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MACCHINE SENSIBILI

Può una macchina emozionarsi? Piangere? Sono questi i temi centrali di Nier: Automata, quelli che danno spessore all’opera. La storia vista in superficie sembra essere delle più classiche: si svolge molti anni dopo il primo capitolo di Nier, la Terra è ormai quasi distrutta dagli invasori, un vero e proprio esercito di macchine venute da un altro mondo. L’umanità si rifugia sulla Luna, ma invia una squadra di androidi chiamata YoRHa a combattere e respingere per sempre l’invasore. I protagonisti della storia sono quindi degli androidi, chiamati con sigle al posto di nomi: 2B (una ragazza che sicuramente nei prossimi anni vedrete spesso come cosplay alle fiere di fumetti), 9S, A2. Macchine che vogliono sognare, piangere, divertirsi ed arrabbiarsi in una storia ben scritta, con scene di intermezzo piacevoli e che non è avara di sorprese e colpi di scena.

Insomma Nier: Automata non è il classico hack and slash in cui l'unico obiettivo è distruggere tutto quello che ci si para davanti. Si tratta di un action RPG che pone al centro il gameplay ma che mantiene comunque un contorno narrativo abbastanza importante. Ma la cosa che stupisce di più dell'impianto narrativo è come si innesta nel gioco vero e proprio: per conoscere il "true ending" bisognerà giocare Nier: Automata almeno 3 volte. La prima nei panni di 2B, la seconda ripercorrendo il gioco nei panni di 9S, la terza in nuovi scenari e che sostanzialmente fa da "seguito" alla prima run. Si tratta di passare almeno 25 ore insieme a questo titolo, almeno 55 ore se lo si vuole completare al 100% (in realtà pronostichiamo molte più ore se davvero lo si vuole platinare).

I due personaggi principali (ma ce ne saranno anche altri) si contrappongono: nella prima run c’è 2B, che sostanzialmente rinnega ogni tipo di emozione anche se ovviamente la mano di Taro e soprattutto di Platinum games si vede (è bellissima, sensuale e con vestiti succinti). Nella seconda invece si gioca nei panni di 9S, che invece vorrebbe abbracciare le emozioni umane, e sfoga questo istinto con comportamenti di tipo adolescenziale (tema ed età molto cara ai giapponesi).

Nier- Automata - RECENSIONE Nier: Automata  Square Enix

In sostanza Nier: Automata non è per nulla un gioco superficiale, soprattutto nel gameplay e nelle personalizzazioni che il giocatore potrà effettuare.

TO BE OR NOT 2B

In Nier: Automata si combatte, e non ci si poteva aspettare altro da un titolo targato Platinum Games. Si tratta di un semi-open world dove procedere per combo e raffiche di proiettili sparati dai fidati compagni robot dei protagonisti. Tutto è frenetico, dall’azione alla telecamera che segue il protagonista degli scontri spostandosi in diverse zone, inquadrando il caos generato come se fosse un platform, a volo d’uccello o da dietro il protagonista. Insomma una telecamera davvero dinamica, una “regia” che poco si vede nei videogiochi. Questa frenesia, anche contro gli enormi boss, viene visualizzata a 60fps (quasi) costanti su PlayStation 4 (su Pro sono costanti). Un ottimo risultato di velocità, a cui però, ovviamente, si deve sacrificare la resa grafica.

Se da un lato le animazioni, i personaggi e le macchine sono ben rappresentate (e alla base il character design è di alti livelli), le ambientazioni in molti frangenti appaiono spoglie e poco ispirate. Non sempre, ci sono anche situazioni visivamente molto belle come quella el parco giochi, ma in generale non si può dire che Nier: Automata basa il suo punto di forza nella potenza grafica. La parte giocata fa da regina dell’esperienza, e come da tradizione Platinum Games i combattimenti si trasformano in “balletti” fatti di colpi di spada, proiettili ed esplosioni.

Nier- Automata Recensione Nier: Automata  Square Enix

Una volta padroneggiato l’attacco, la schivata e come direzionale i proiettili del proprio pod arriveranno le prime soddisfazioni, inanellando salti, colpi di arma bianca, contemporaneamente sparare in tutte le direzioni e schivare. Una vera e propria coreografia della distruzione, sia con nemici piccoli che con i mastodontici boss. Il pod che accompagna i protagonisti risulta essere solo inizialmente uno strumento per sfruttare armi a distanza: col susseguirsi dell'avventura diventa un ottimo strumento di attacco, capace di scatenare bombardamenti a tappeto, cambiare la gravità o alzare barriere protettive. Il pod rappresenta poi il fulcro RPG di Nier: Automata, dato che è potenziabile grazie ai chip acquistabili in negozio, trovati sui corpi dei nemici o nelle varie missioni. Si potrà quindi personalizzare attacco, difesa o avere vari bonus per i protagonisti.

Ci sono ben tre configurazioni diverse per i pod e quindi si possono applicare strategie di combattimento molto differenti: se si aggiungono i due pod aggiuntivi (sono dei bonus facoltativi da trovare all'interno del gioco) e le versioni potenziate dei poteri, si arriverà alla fine del gioco con una potenza offensiva e difensiva davvero devastante.

Anche il personaggio controllato, 2B ad esempio, può essere equipaggiato con armi differenti (asce, spadoni etc.), acquistabili o scovabili all'interno dei livelli. Questa è una descrizione solo superficiale di tutte le configurazioni, upgrade, segreti e sorprese di Nier: Automata. Tra configurazioni dei differenti chip, centinaia di armi, trofei (molto difficili da conquistare e sono addirittura acquistabili con la valuta in game) e molto, molto altro, Nier: Automata è un titolo che solo inizialmente sembra il solito gioco d'azione ma che ben presto si trasforma in qualcosa di molto profondo.

UN CLASSICO MODERNO

In Nier: Automata si gioca con un mix di generi videoludici (si va dal platform allo sparatutto con visuale dall'alto, da sezioni a la Zone of the Enders alle missioni secondarie tipiche degli RPG) che rendono sì bizzarra l'esperienza ma quantomeno (quasi) mai noiosa. La particolare struttura narrativa, la regia ben studiata, il gameplay frenetico ma anche profondo e le follie di Yoko Taro (c'è un finale per ogni lettera dell'alfabeto, alcuni più "seri" e importanti, ma sono comunque tanti) fanno sì che il consiglio all'acquisto sia obbligatorio (qui su Amazon, qui la Limited), anche se il titolo non ha una resa tecnica paragonabile ai tripla A attuali.

PRO

- Struttura narrativa molto originale: quando il gioco "finisce" non è davvero finito

- Gameplay appagante, frenetico e abbastanza profondo nelle personalizzazioni

- Storia appassionante e ricca di colpi di scena

CONTRO

- Graficamente è mediocre se paragonato alle produzioni moderne

PIATTAFORMA: PS4 (versione testata)

SVILUPPATORE: Platinum Games

DATA DI USCITA: 10 marzo 2017 (PS4) - 17 marzo 2017 (PC)