No, non potete "creare" moneta da soli ed estinguere il mutuo. Ecco la bufala della sovranità monetaria individuale

Banconote da 50 euro
La vecchia (sullo sfondo) e la nuova banconota da 50 euro REUTERS/Kai Pfaffenbach

Alzi la mano chi non ha mai desiderato la possibilità di stamparsi moneta e avere una capacità di spesa illimitata. Ebbene, quella meravigliosa fucina di idee geniali e bufale che è il web ha partorito una teoria per il raggiungimento della “sovranità monetaria individuale”. In pratica se hai da pagare un mutuo da 100mila euro, basta inviare una comunicazione alla banca, meglio se tramite PEC, per informarla di aver creato 100mila euro e averli bonificati alla banca stessa per estinguere il mutuo.

Secondo una simpatica combriccola di “illuminati” quindi basterebbe scrivere su un foglietto di carta 100mila euro per risolvere tutti i problemi economici delle nostre tasche. La bufala ha iniziato ad attirare talmente tanto l’attenzione degli internauti da costringere la Banca d’Italia ad intervenire con un comunicato per ribadire l’ovvio: la “sovranità monetaria individuale” è una trovata priva di senso e allo stesso tempo molto pericolosa.

Persone con gravi problemi economici sarebbero disposte a creare e tentare qualunque cosa pur di trovare una soluzione. E far credere loro che basti inviare una PEC per pagare le rate del mutuo rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Per questo motivo coloro che professano teorie come “la moneta scritturale” e la “sovranità monetaria individuale” sono nella migliore delle ipotesi degli ignoranti e nella peggiore (ma più probabile) dei farabutti.

SEGUICI SU FACEBOOK  E SU TWITTER

Come funziona (nel mondo dei sogni) la Moneta scritturale


Da un po’ di tempo un’associazione distribusce online un modulo per il pagamento dei debiti a Stato e banche tramite la “Moneta scritturale”. Uno dei promotori di questa teoria (che non linkeremo per non darle pubblicità) fornisce tutte le informazioni a coloro che vogliono saldare i propri debiti con una mail.

È tutto molto semplice. Basta scrivere alla propria banca – mandando però anche una PEC a Bankitalia per metterla al corrente dell’avvenuto pagamento – e scrivere che “con la presente, e con scritturazione contabile di cui allego copia, in applicazione del principio enunciato dal Tribunale, cioè al medesimo titolo e al medesimo modo in cui voi avete creato il denaro che mi avete prestato, creo X euro scritturali e ve li bonifico, invitandovi a contabilizzarli correttamente subito, a estinzione del mio debito pregresso”.

Ma la genialità sta nella parte finale della missiva: “Qualora il pagamento non venisse accettato, il debito si considererà comunque estinto poiché non è consentito rifiutare l’euro come mezzo di pagamento finale”.

Il venditore di favole però avverte preventivamente il discepolo della moneta scritturale avvertendo che il pagamento così fatto “quasi certamente non sarà accettato dai destinatari” (ma dai?). E questo perché “proteggono il loro privilegio bancario di creare moneta dal nulla e di dominare con esso l’economia e la politica, anche se esso non è sancito dalla legge. Possono contare sull’appoggio di buona parte delle istituzioni, anche di quelle giudiziarie”.

 La risposta di Bankitalia


Dopo il signoraggio bancario ora Bankitalia deve assistere all’affermarsi della “sovranità monetaria individuale”. E la cosa preoccupante è che questa credenza sta prendendo talmente piede (e probabilmente molti sono quelli che hanno davvero inviato una PEC per informare la banca di avere saldato un debito con la moneta scritturale) da rendere necessario un chiarimento. Che è come se l’inventore del Monopoli avesse dovuto precisare che con le banconote del gioco da tavolo non si può pagare la spesa al supermercato.

Con la nota Bankitalia cerca sgonfiare l’interesse suscitato da questa bizzarra teoria mettendo dei punti fermi. Intanto spiega che soltanto la BCE è in grado di emettere moneta legalmente valida perché in grado di estinguere obbligazioni.

E questo accade perché l’emissione di moneta da parte della BCE rispetta determinate norme e procedure che “garantiscono la fiducia generale nella moneta e la stabilità del suo valore nel tempo”. Specifica inoltre che la creazione di valuta scritturale destinata a servizi di pagamento è riservata solo a banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica, ovvero istituti che sono sottoposti alla vigilanza costante della Banca d’Italia che assicura “un sano e prudente esercizio di questo diritto”.

Oltre a smontare una teoria che fa a cazzotti con la logica, Bankitalia si sofferma nel mettere in guardia i cittadini sui rischi e sui pericoli legati a questo tipo di credenze. I soggetti creditori non possono accettare queste forme di “pagamento”, e, precisa Bankitalia “sono autorizzati ad attivare le tutele previste dall’ordinamento per il caso di inadempimento (avvio di azioni di recupero, applicazione di sanzioni o interessi di mora)”.

Tradotto: se pensi di aver estinto il tuo debito con la moneta scritturale rischi che la banca intraprenda azioni legali per il mancato pagamento fino all’applicazione di interessi o sanzioni e in ultima battuta il pignoramento dei beni.

Bankitalia invita quindi i cittadini “a considerare attentamente le conseguenze negative che la scelta di utilizzare tali forme di “estinzione” dei propri debiti possa avere sulla propria situazione economica”. Oltre a complicare la situazione economica di chi crede nella moneta scritturale fai da te, questa credenza, secondo Bankitalia, rischia di avere “effetti destabilizzanti nei confronti dell’ordine pubblico economico”.

Insomma la regola principale è diffidare sempre da coloro che danno soluzioni semplici a problemi complessi, non esistono scorciatoie per “fare soldi”. Per pagare il mutuo servono soldi veri non cifre scritte su un foglietto.