Obama concede la grazia a Chelsea Manning: l'ex gola profonda di Wikileaks sarà libero a maggio

Chelsea Manning proteste
Manifestanti protestano per chiedere la scarcerazione di Chelsea Manning in occasione del gay pride di San Francisco. Stati Uniti, 28 giugno 2015. REUTERS/Elijah Nouvelage

Il Presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama ha commutato la sentenza di condanna per Chelsea Manning, ex soldato le cui rivelazioni di documenti di intelligence hanno scosso il mondo intero. L'annuncio è stato dato dalla Casa Bianca martedì 17 gennaio 2017: Manning ora dovrà scontare altri 5 mesi prima di essere rilasciato, il 17 maggio.

Le era stata riconosciuta la sentenza più alta per aver reso pubbliche informazioni riservate – 35 anni di carcere – e sarebbe dovuta restare detenuta fino al 2045. Una petizione per chiedere il suo rilascio, firmata da 100.000 persone, era stata consegnata alla Casa Bianca nel dicembre scorso.

Lo sconto di pena è notevole e al Presidente Obama mancano appena 3 giorni prima di terminare il mandato e dell'inaugurazione della presidenza Trump.

Ad Obama sono arrivate altre richieste per chiedere il perdono per Edward Snowden, il contractor che ha lavorato con la CIA e che ha fatto trapelare altre informazioni governative riservate. Secondo quanto riferito dal New York Times l'addetto stampa della Casa Bianca Josh Earnest ha detto ai cronisti che tuttavia i due casi sono molto diversi tra loro.

“Chelsea Manning è una persona che ha attraversato un processo di giustizia penale militare, un giusto processo, ed è stata riconosciuta colpevole e condannata per i suoi crimini, riconoscendone l'illegittimità” avrebbe detto Earnest.

“Il signor Snowden è fuggito tra le braccia di un nostro avversario, ha cercato rifugio in un Paese che di recente ha effettuato più e più sforzi per minare la fiducia nella nostra democrazia”.

Lo sconto di pena ha contribuito inoltre ad alimentare speculazioni su ciò che ora potrebbe accadere al fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. WikiLeaks ha affermato che se a Manning fosse stata concessa clemenza Assange avrebbe accettato l'estradizione negli Stati Uniti.

WikiLeaks ha twittato “Vittoria” in seguito alla notizia, ma non tutti hanno reagito con giubilo. Il senatore dell'Arkansas Tom Cotton ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma che Manning andrebbe trattata come “una traditrice”.

“Quando ero al comando dei soldati in Afghanistan l'operato di Manning ci ha messo in pericolo per la fuoriuscita di centinaia di migliaia di documenti riservati, inviati a WikiLeaks. Non capisco il motivo per cui il Presidente dovrebbe provare una compassione speciale per qualcuno che ha messo in pericolo le vite dei nostri soldati, diplomatici, funzionari di intelligence e alleati. Non dobbiamo trattare un traditore come un martire” ha detto.