Occhi al cielo per lo sciame di meteore di maggio: come, dove e quando osservarlo

sciame meteore
Gli sciami di meteore delle Aquaridi e delle Orionidi originano entrambi dalla cometa di Halley Brocken Inaglory (CC BY-SA 3.0)

Maggio 2017 sarà caratterizzato da un significativo evento astronomico: il passaggio dello sciame meteorico delle Eta Aquaridi illuminerà (si fa per dire) il cielo notturno nei prossimi giorni con un picco previsto tra il 5 ed il 6 maggio, con una frequenza che potrà anche raggiungere le 30 meteore all’ora.

Le Eta Aquaridi sono delle meteore collegate alla cometa di Halley, celebre per essere l'unica cometa visibile con regolarità dalla Terra, anche se l'intervallo di tempo perché questo avvenga è piuttosto lungo, ossia 75 o 76 anni (l'ultimo passaggio è stato nel 1986, il prossimo sarà nel 2061).

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Ogni volta che la cometa di Halley transita dal Sistema Solare interno, il suo nucleo disperde nello spazio ghiaccio e roccia che, se interagiscono con l'atmosfera terrestre, formano la pioggia meteorica delle Eta Aquaridi a maggio e delle Orionidi ad ottobre. L'osservazione delle prime sarà quest'anno più facile, come spiegano gli esperti dell’Unione Astrofili Italiani (Uai).

"Essendo stato il novilunio alla fine di aprile, quest'anno sarà favorevole l’osservazione delle ben note Eta Aquaridi", si legge sul loro sito. "Nel nostro paese le regioni meridionali beneficiano di un maggior tempo di osservazione, ossia da quando il radiante sorge fino all’iniziare del crepuscolo mattutino. Al contrario le regioni via via sempre più a nord godono di un minor tempo di visibilità e di peggiori circostanze".

Il radiante nella meteoroastronomia indica il punto nel cielo dal quale sembrano provenire le meteore di uno sciame. Poter mantenere più a lungo possibile la visibilità sul radiante indica quindi una maggior possibilità di osservazione. Nel caso specifico delle Eta Aquaridi, il radiante si troverà all'incirca in direzione della costellazione dell’Acquario (dalla quale prendono il nome).

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"Il radiante, posto nella zona più alta dell’Acquario, si mostra attivo per quasi un mese, con un aumento evidente della frequenza dal 3 al 10 maggio e un picco maggiore intorno al 5-6 maggio", spiegano dall'UAI. "Quest'anno vedremo il radiante salire sopra l'orizzonte circa dalle 2 in poi, proprio quando la Luna volgerà al tramonto".

Il nome di ogni sciame meteorico deriva dalla stella o dalla costellazione dalla quale sembrano provenire. Per cui, come detto, le Aquaridi si chiamano così dalla costellazione dell'Acquario e le Orionidi da Orione. Ovviamente, da un punto di vista scientifico le meteore in questione non hanno nulla a che fare con queste costellazioni: sono semplicemente a loro legate perché un osservatore dalla Terra può utilizzarle per orientarsi.

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