OCSE su risanamento Italia: 62 miliardi in più dalle tasse nel periodo 2011-2014. Manovre totali al 6.1% del Pil

di 22.11.2012 8:08 CET
Ocse
Il segretario generale dell'Ocse, Jose Angel Gurria. Reuters

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) torna a prendere in esame la situazione italiana.

Il rapporto stilato prende in considerazione il generale "consolidamento fiscale" avviato dagli Stati per reagire alla crisi economica. Se la media degli interventi nei Paesi Ocse è pari al 3% del Prodotto Interno Lordo, l'Italia registra ben altri numeri.

Costretta, in un certo senso, a performare più di altri Stati essendo "sotto una netta pressione dei mercati", così come la Spagna, i numeri dell'Italia sono impressionanti.

Il risanamento dei conti pubblici, sommando le manovre dal 2011 al 2014, raggiungerà la quota record del 6.1% del Pil. Il monte totale dei quasi 103 miliardi presi in esame riguarda misure che, "per circa il 60%" del totale, sono "incentrate su un rafforzamento delle entrate".

Si parla, dunque, di un tesoretto di quasi 62 miliardi di euro proveniente unicamente dall'aumento della pressione fiscale nel periodo 2011-2014. 

 

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