Oh quanto è incinta la madre degli imbecilli – editoriale di Giancarlo Santalmassi

di 13.07.2017 9:21 CEST

Il cartello che sintetizza meglio l’ormai ahimè famoso lido di Chioggia è il seguente (cito a memoria): “lido della gnocca”, il che la dice a lungo sulla coglionaggine furbesca del titolare. Poiché a seguire ci sono cartelli che inneggiano a Mussolini e al fascismo. Ma che su questo si accenda un dibattito che monopolizza i giornali su fasciamo e antifascismo mi lascia basito.
Chi invoca una legge, dimentica che in Italia esiste già il divieto della ricostituzione del partito fascista. Non solo: nell’ordinamento italiano, l’apologia del fascismo è un reato previsto dall’art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta Legge Scelba.
Dunque non c’è bisogno di un nuovo divieto di cui molti cianciano. Anche perché come non si riesce (e non si deve) fare politica a colpi di sentenze, così non si impone la democrazia a colpi di norme penali. È un dato culturale e di sensibilità sociale.
Capisco che ormai anche in parlamento accadono fatti che denunciano l’impoverimento culturale generale e pauroso del nostro paese: che dire dell’imbecille che ha detto di Fiano “…ha le sopracciglia lunghe per coprire la circoncisione.”? Massimo Corsaro ne è l’autore. Rammentiamolo: non andrebbe votato la prossima volta. Ma questo accade solo nei paesi civili. Ma noi non lo siamo.