Olimpiadi a Rio: strutture inagibili, emergenza sicurezza e sanità. I giochi 2016 sono a rischio

Dilma Rousseff
Dilma Rousseff durante una conferenza con i rappresentanti dei movimenti dei lavoratori, Brasilia, 13 agosto 2015. REUTERS/UESLEI MARCELINO

Questo venerdì si aprono i giochi olimpici 2016: durante la cerimonia di apertura organizzata allo stadio Maracanà sfileranno 206 nazioni davanti a 78mila spettatori dando il via alle Olimpiadi in Brasile.

Ma il Paese come arriva a questo appuntamento con lo sport mondiale? In pessime condizioni. I lavori a molte strutture non sono ancora terminati e mentre iniziano ad arrivare i primi atleti gli alloggi del villaggio olimpico sono ancora inagibili. Resta alto l’allarme sanità per il quale alcuni atleti dei giochi all’aria aperta hanno deciso di non partecipare alle Olimpiadi 2016 a causa del virus Zika e di altri rischi legati alla contaminazione delle acque reflue. Per non parlare della sicurezza. I costi economici dei lavori sono stati, come sempre accade, più alti del previsto e il Paese che versa in pessime condizioni economiche sta pagando in ritardo dipendenti pubblici, polizia compresa. E così atleti e turisti che arrivano all’aeroporto di Rio trovano una delegazione di poliziotti ad accoglierli con uno striscione: “Benvenuti all’inferno, polizia e vigili del fuoco non vengono pagati, chi arriva a Rio de Janeiro non sarà al sicuro”. Davvero un bel biglietto da visita.

Crisi economica e caos istituzionale

Da alcuni mesi il Brasile versa in un totale caos istituzionale, a maggio il parlamento ha votato per l’impeachment del presidente Dilma Rousseff. Il voto definitivo è atteso per il prossimo 29 agosto quando il Senato deciderà sul futuro del Paese. Se la maggioranza dei senatori voterà a favore dell’impeachment la presidente Rousseff decadrà immediatamente e le subentrerà il presidente ad interim Michel Temer. Altrimenti la presidente riprenderà i pieni poteri e porterà a termine il mandato presidenziale previsto in scadenze il 31 dicembre 2018. È questo il quadro politico in cui si inseriscono le Olimpiadi 2016.

Dal punto di vista economico il Brasile ha smesso di correre ed è finito in pesante recessione. Nel 2015 il PIL ha registrato il peggior risultato degli ultimi 25 anni contraendosi del 3,8%. A frenare l’economia del Brasile hanno contribuito gli scandali politici di corruzione, in particolare quello relativo al colosso petrolifero Petrobas che ha coinvolto mezzo parlamento, ma soprattutto il calo dei prezzi delle materie prime e il rallentamento della Cina a cui si aggiunge la contrazione degli investimenti, la fuga dei capitali stranieri, l’instabilità della moneta, il taglio della spesa pubblica e l’inflazione.

La crisi mette a rischio le Olimpiadi

Il governatore di Rio de Janeiro, Francisco Dornelles, ha avvertito che le Olimpiadi 2016 rischiano di essere un "grande fallimento" a causa del deficit di bilancio che rischia di compromettere la sicurezza e la mobilità durante i giochi. In una recente intervista con un giornale brasiliano, Dornelles ha dichiarato di essere ancora in attesa di 2,9 miliardi di real brasiliano (circa 860 milioni di dollari) dal governo federale utili a puntellare le casse di Rio in vista dei giochi Olimpici. I fondi sono stati assegnati, ma non sono ancora arrivati e il governatore ha avvertito che senza di loro, le pattuglie di polizia di dovranno fermare per la mancanza di soldi per pagare la benzina.

Olimpiadi 2016: lavori incompleti e strutture inagibili

Il problema principale per la buona riuscita dei giochi sono i ritardi sulla tabella di marcia per la costruzione delle strutture necessarie per l’accoglienza degli atleti e lo svolgimento dei giochi. La delegazione australiana, tra le prime ad arrivare in Brasile per abituarsi al clima e al fuso orario, ha abbandonato il villaggio olimpico dopo aver visto le pessime condizioni in cui versano gli alloggi. Le Olimpiadi 2016 costeranno al Brasile 11,4 miliardi di euro soldi stanziati per la costruzione di strutture in gran parte rimaste incompiute o inagibili. Questo disastro è da imputare in gran parte alla corruzione dilangante nel Paese. I lavori per le Olimpiadi 2016 sono stati affidati in gran parte a due grosse società la Carvalho Hosken e la Odebrecht. La seconda è stata travolta dall’inchiesta sul colosso energetico Petrobras da cui è emerso che oltre il 70% dei soldi stanziati per le strutture delle Olimpiadi sono finiti nelle tasche delle aziende.

Un altro problema è la linea della metropolitana che doveva traghettare i turisti alla sede olimpica principale della zona di Barra da Tijuca. Promessa per la fine dello scorso anno, la metropolitana non è ancora pronta anche perché lo Stato federale non ha ancora erogato parte dei finanziamenti al governatore di Rio. Per non parlare del disastro della pista ciclabile: inaugurata a gennaio è crollata poco dopo provocando due vittime e un disperso in mare. Il percorso di 3,9 chilometri di lunghezza dovrebbe collegare i quartieri di São Conrado e Leblon, alla zona sud di Rio de Janeiro.

Emergenza sicurezza e sanità

Lo Stato centrale ha (a fatica) erogato le risorse necessarie per i giochi olimpici, ma non per pagare stipendi ed arretrati dei dipendenti pubblici. Pagati ad intermittenza e senza straordinari, i poliziotti del Paese sono sul piede di guerra, mentre la popolazione protesta per la condizione di povertà e abbandono da parte della politica. Amnesty International ha denunciato il comportamento della polizia, che ha “il grilletto facile”. Dal 2009 (quando Rio ha ottenuto le Olimpiadi 2016) ad oggi, la polizia ha commesso più di 2.500 omicidi in nome della “pulizia” dei quartieri più problematici della città.

Come ciliegina sulla torta di questo disastro olimpico resta l’emergenza sanità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato alle donne in gravidanza di evitare i Paesi a rischio virus Zika come il Brasile. Anche sulla sanità pesa la crisi economica del Paese: le strutture sono spesso fatiscenti, il personale pagato in ritardo e carente. Il virus Zika si trasmette facilmente con la puntura di una zanzara e così molti atleti che praticano sport all’aria aperta (come il golf) hanno abbandonato le Olimpiadi 2016 comunicando la non partecipazione ai giochi.

Insomma, crisi economica, emergenza sanitaria e di sicurezza, strutture incomplete e inagibili: da venerdì tutti i riflettori del mondo saranno puntati sul Brasile e rischiano di illuminare un clamoroso flop olimpico.