Pacchetto famiglia: salta (per il momento) il bonus mamme domani. Ecco quali sono i bonus attivi

di 21.03.2017 17:01 CET
Studio: le supermamme hanno bisogno di relax, di stare tranquille
A child touches her mother's stomach at the last stages of her pregnancy. A recent study published by the American Heart Association said that the rate of pregnancy-related stroke in women rose by 54 percent. REUTERS / Regis Duvignau

Il pacchetto famiglia contenuto nella legge di stabilità per il 2017 perde pezzi. Il nuovo bonus mamme domani, gli 80 euro che lo Stato ha promesso per le donne che partoriscono nel corso dell’anno non è mai entrato in vigore. Il bonus sarebbe dovuto entrare in funzione il primo gennaio 2017: l’INPS avrebbe raccolto le domande delle donne in gravidanza ed erogato gli 800 euro necessari per gli ultimi esami pre-parto, per l’acquisto di passeggino e pannoloni.

SEGUICI SU FACEBOOK 

Ma il bonus mamme domani non è mai entrato in funzione, la mamme di domani, quindi, dovranno arrangiarsi senza gli 800 euro del Governo. L’inghippo scoperto da Repubblica, è legato alla mancanza di decreti ministeriali con le modalità di applicazione del bonus. L’INPS senza le dovute istruzioni da parte del Ministero non ha potuto accogliere le domande delle future mamme.

Ma il pacchetto famiglia della legge di stabilità è formato da più tasselli e, per fortuna, alcuni di loro sembrano essere andati al loro posto.

Bonus "mamma domani" scomparso

La legge di stabilità per il 2017 prevede l’entrate in vigore, a partire dal primo gennaio, del bonus mamma domani pensato per aiutare le future mamme a sostenere tutti i costi della gravidanza, in particolare quelli legati a visite e test sanitari.

La misura prevede l’erogazione di un assegno di 800 euro una tantum che potrà essere richiesto già durante la gravidanza. La manovra però, era abbastanza vaga tanto che non era ancora chiara la platea delle mamme beneficiarie e i confini economici.

A quanto pare queste mancanze erano state evidenziate dal presidente dell’INPS, Tito Boeri, che, in una lettera al Ministero, chiedeva ad inizio anno istruzioni su come applicare il bonus mamme. Ministero e INPS si rimpallano la palla per i primi mesi del 2017, mentre il bonus mamme domani sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo gennaio.

Ad oggi, pare che il Ministero abbia chiarito i confini della norma, ma la piattaforma a disposizione delle future mamme per inoltrare la domanda per il bonus ancora non si vede. L’INPS spiega che sarà attiva entro il mese di maggio, quando arriverà una valanga di richieste che, probabilmente, faranno allungare ulteriormente i tempi per l’erogazione del bonus.

Considerati e tempi della politica e delle burocrazia italiane il bonus si dovrebbe chiamare mamme dopo-domani. Forse.

Pacchetto famiglia: gli alti bonus della manovra

La legge di stabilità, oltre al bonus mamme domani, ha introdotto o confermato anche altri bonus per le famiglie.

Per prima cosa, la manovra ha confermato anche per il 2017, il bonus bebè che vale 960 euro all’anno per i primi tre anni di vita del figlio. Il bonus bebè vale per tutti i figli nati o adottati tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’INPS eroga il bonus bebè a partire dalla nascita del figlio (o arrivo in famiglia nel caso di adozione) e fino al compimenti del terzo anno di età. Come nelle edizioni precedenti, anche il bonus bebè 2017 è legato alla situazione economica dalla famiglia:

- vale 80 euro al mese (per ogni figlio con età inferiore ai tre anni) per le famiglie con ISEE inferiore ai 25mila euro;

- vale 160 euro al mese per le famiglie con ISEE inferiore ai 7mila euro.

La legge di bilancio conferma anche gli aiuti economici per il pagamento di asili nido, pubblici o privati, e baby sitter. In realtà le manovra ha introdotto il “buono nido” erogato per tutti i bambini iscritti all’asilo nido: vale 1.000 euro all’anno per tutti i figli nati dal primo gennaio 2016 e fino ai tre anni di età.

Oltre al buono nido, la legge conferma i voucher baby-sitter e asilo nido che sono già in vigore. Questa misura è riservata alle mamme che vogliono tornare a lavoro dopo il periodo di maternità obbligatoria, senza usufruire del congedo parentale. In questo caso lo Stato eroga 600 euro al mese per un massimo di sei mesi per le dipendenti o tre mesi per le mamma lavoratrici autonome da spendere in strutture pubbliche o private oppure per una baby-sitter.