Pagani Huayra, la supercar artigianale targata Italia -Video-

di 26.12.2011 17:33 CET

Nata da uno studio iniziato nel 2003, all'uscita della Zonda R, il progetto C9 prende vita con il nome Huayra. La casa di San Cesario sul Panaro, presieduta dal patron Horacio Pagani, stupisce il mondo delle supercar con questo gioiello artigianale di design, aerodinamica e tecnologia. Composta da oltre 4000 parti, la Huayra, vede una silhouette snella, morbida, filante grazie alle sue linee nette e decise che segnano i lati della carrozzeria di questa splendida vettura. La parte anteriore, caratterizzata dalle classiche forme ellittiche tipiche della casa modenese, è scavata per evitare il sollevamento della vettura nelle fasi di accelerazione (parametro non dichiarato dalla Pagani). L'abitacolo vede delle rifinuture di pregio e un'accoglienza maggiore rispetto alla precedente Zonda grazie alla posizione di guida arretrata di circa 40mm. Il passo della vettura è di 2790mm, circa 70mm in più rispetto alla precedente Zonda. La lunghezza di 4600mm, la larghezza pari a 2030mm e l'altezza di 1160mm permettono alla Huayra di figurare come diretta concorrente di supercar come Bugatti Veyron e Koenigsegg CCXR.

A collocare la vettura in questa categoria sono le prestazioni di eccellenza che offre il motore Mercedes AMG da 5980cc V12 Bi-Turbo che eroga una potenza di oltre 700Hp con una coppia di 1100Nm. Il motore AMG è più che sufficiente a portare i 1350kg della Huayra oltre i 370 Km/h. Le sospensioni attive e i 4 flap alle estremità permettono un bilanciamento ottimale della vettura che vede il suo peso distribuito per il 44% sull'anteriore e il 56% sul posteriore. Da notare che i flap sono collegati ad una centralina che calcola la velocità, l'accelerazione e l'angolo di sterzata della vettura in modo da garantire la massima deportanza possibile. Le sospensioni sono collegate al telaio tramite quattro semi-telai in cromo-molibdeno che garantiscono massima rigidità, peso minimo e aiutano a dissipare energia in caso di urto. I due radiatori posizionati ai lati della bocca anteriore garantiscono l'efficienza degli intercooler posti sopra la testa dei cilindri. Questo circuito di raffreddamento a bassa temperatura è stato progettato per funzionare anche in luoghi in cui la temperatura ambientale supera i 50°. La lubrificazione a carter secco ha consentito di eliminare la coppa dell'olio e collocare il motore il più in basso possibile ed avere quindi il centro di gravità meno distante da terra. Per limitare il numero di tubi ed allacciamenti nel motore, e di conseguenza risparmiare peso, il serbatoio di espansione è stato montato direttamente sul motore. Per ottimizzare i consumi, la richiesta di carburante è controllata da un microprocessore su ogni pompa rilasciando quindi solo la quantità di cui ha veramente bisogno il motore e ottimizzando consumi di energia e carburante. Gli scarichi sono in titanio e Inconel concepiti per essere il più leggeri possibile (l'impianto di scarico completo pesa meno di 10 Kg) e garantire un flusso dei gas di scarico il più libero possibile.

Il cambio è un 7 marce sequenziale montato trasversalmente ed è fornito dalla Xtrac. Il meccanismo a doppia frizione è stato scartato perché avrebbe comportato un aumento del peso di circa 70 Kg a fronte di una velocità di cambiata di poco superiore. Inoltre la trasmissione Xtrac, a differenza dei sistemi Dual Clutch, è in grado di gestire l'enorme quantità di coppia (1100Nm) proveniente dal propulsore AMG.

Per garantire la massima sicurezza, la cellula dell'abitacolo è stata rinforzata con kevlar balistico, carbonio e poliestere. Le parti anteriori e posteriori sono state rinforzate con delle paratie aggiuntive per evitare l'intrusione di materiali in caso di urto longitudinale.

Per possedere una di queste opere artigianali, prodotte solamente 20 all'anno, bisognerà sborsare una cifra poco sopra il milione di euro.