Palermo, agente penitenziario riceve pacco bomba

di 28.01.2013 11:16 CET
Carcere
L'immagine di un carcere Reuters

Sembrava la solita agenda-regalo, ma si trattava di un ordigno esplosivo. Paura al carcere di Pagliarelli di Palermo dove un pacco bomba è stato consegnato a un sovrintendente di polizia penitenziaria in servizio. Pensando, dal mittente, che si trattasse di un'agenda spedita da un sindacato di polizia, l'ha portato a casa, dove l'ha aperto, rendendosi conto poi dell'ordigno, che fortunatamente non è esploso: le batterie si sarebbero scaricate per via del tempo troppo lungo trascorso tra la spedizione e la sua apertura.

Il fatto, che risale al 22 gennaio scorso, è stato reso noto dal vice segretario generale dell'Osapp, sindacato degli agenti di custodia, Mimmo Nicotra. «Il sovrintendente al quale era destinato - ha detto Nicotra - stava trascorrendo un periodo di ferie. Quando è tornato in servizio, pensando che il sindacato, al quale peraltro non è iscritto, gli avesse spedito un'agenda, l'ha portato a casa. Quando si è accorto dell'ordigno ha chiamato gli artificieri». «Fortunatamente - ha aggiunto Nicotra - il lasso di tempo tra la spedizione dell'ordigno e la sua apertura è stato abbastanza lungo da favorire l'azzeramento delle batterie che presumibilmente avrebbero dovuto garantire prima l'innesco e poi l'esplosione del pacco bomba».

«Questo episodio è molto grave - chiosa Nicotra - e prima che in Sicilia si torni indietro di decenni lo Stato deve porre in essere immediati correttivi al sistema penitenziario prevedendo da subito l'incremento di personale di polizia penitenziaria ed un progressivo sfollamento delle strutture penitenziarie. Questa volta si può parlare fortunatamente di un pacco bomba inesploso, ma fino a quando si potrà contare solo sulla buona sorte?».

 

 

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