Panchina Roma: addio Spalletti. Bloccato Emery, ma avanza Blanc: i dettagli

Unai Emery, allenatore del Psg seguito dalla Roma
Unai Emery, allenatore del Psg seguito dalla Roma Reuters

Una panchina per due. Con Spalletti ormai destinato a salutare la Capitale, la Roma sembra aver ridotto la rosa dei possibili successori a due candidati: Unai Emery e Laurent Blanc. È tramontato subito il sogno Sarri, che non si muoverà da Napoli, mentre non ha mai trovato riscontri la pista Mancini.

Dunque, due tecnici stranieri per il post Spalletti. Emery, scrive La Gazzetta dello Sport, è un nome inevitabilmente legato al nuovo ds Monchi, con cui ha condiviso la magnifica esperienza di Siviglia. Lì l’allenatore spagnolo ha vinto tre Europa League di fila, prima del grande salto al Psg. Ai piedi della Torre Eiffel, però, non sta andando benissimo. Emery ha sì vinto Supercoppa e Coppa di Lega, ma rischia di restare a secco in campionato e pesa come un macigno la clamorosa remuntada subita dal Barcellona negli ottavi di Champions League. Solo il trionfo in Ligue 1 potrebbe salvare il tecnico che, in passato, è stato cercato anche da Milan e Napoli, altrimenti sarà addio. Monchi ha già incassato l’ok dell’allenatore (pare per un triennale, ndr), ma l’ultima parola spetterà al Psg, visto il contratto in scadenza nel 2018.

Negli ultimi giorni ha preso corpo anche l’idea Blanc, che, proprio alla guida del Psg, ha vinto undici titoli in tre anni (tre campionati, tre Coppe di Lega, tre Supercoppe e due Coppe di Francia). Profilo interessante per la sua esperienza in campo internazionale tanto da calciatore quanto da allenatore (è stato anche ct della Nazionale francese del 2010 al 2012), Blanc ha un vantaggio non da poco rispetto al collega iberico: ha militato in Serie A (Napoli e Inter) e quindi conosce la non facile realtà del campionato italiano. Le recenti esperienze dei vari Benitez e de Boer insegnano che non sempre gli allenatori venuti da altri paesi riescono a comprendere il nostro calcio, per cui bisogna andarci coi piedi di piombo. Del resto, ne sa qualcosa proprio la Roma, che, nel 2011, puntò su Luis Enrique con risultati estremamente deludenti.

E LUCIANO? Spalletti non ha mai fatto mistero che avrebbe lasciato la panchina giallorossa se non fosse arrivato neppure un titolo. Gli otto punti di svantaggio dalla Juventus lasciano ben pochi margini in chiave scudetto, per cui l’unico obiettivo possibile è preservare il secondo posto dall’assalto del Napoli. Finora nessun discorso è stato avviato in merito al contratto in scadenza a giugno: tutto lascia presagire all’addio. Al momento l’unico discorso aperto è con l’Inter, che, però, prima proverà a prendere uno tra Conte e Simeone. Il nome di Spalletti era stato accostato anche alla Juve, quando Allegri sembrava sul punto di voler tentare l’avventura in Premier League. Ma nelle ultime settimane il collega livornese, forte dei risultati, ha manifestato l’intenzione di non cambiare aria.