Pd, Epifani: "Berlusconi va battuto con la politica e non attraverso la scorciatoia di una legge che risale al 1957″

di 27.05.2013 8:45 CEST
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Guglielmo Epifani Reuters

Il segretario del Partito Democratico Guglielmo Epifani interviene al programma In mezz'ora in onda su Rai Tre e parla sia delle politiche che dovrebbe intraprendere l'esecutivo sia delle dinamiche interne del suo partito. Epifani ricorda che "ci sono state divisioni, problemi grandissimi, difficoltà con la nostra base; ma un grande partito come il Pd ha bisogno di una guida, non può restare senza". Il segretario ricorda che non vuole "lavorare perché il congresso slitti ma perché il congresso lavori bene e si confronti apertamente. Il mio orizzonte è il congresso dopo di che posso anche farmi da parte. Dovremo quindi decidere il partito che vogliamo, più che decidere chi sarà il nuovo segretario".

Epifani sottolinea che "il congresso si terrà comunque entro il 2013, è l'orizzonte che ci siamo dati. Finito il primo turno delle elezioni riuniremo i segretari delle aree metropolitane, poi abbiamo convocato la direzione per il 4 giugno e partirà il processo che ci porterà al congresso". Spostando l'asse della discussione alle tematiche del governo di Enrico Letta, il segretario del Pd, parlando dei provvedimenti sull'Imu rileva che "se hai soldi per far tutto è un bene, se non hai soldi per far tutto la cosa più logica è che non aumenti l'Iva che colpisce chi ha i redditi più bassi e fare insieme l'operazione dell'Imu per le fasce medie e medio-basse. Se dovessi decidere io eviterei che sulla povera gente scatti l'aumento Iva perché se invece salvo l'Imu e aumento l'Iva non faccio un'operazione buona".   

Sul caso dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi ricorda che il leader del Pdl "va battuto con la politica e non attraverso la scorciatoia di una legge che risale al 1957″ sottolineando che il partito si esprimerà su questo caso non appena si insedierà la giunta per le elezioni. Per Epifani "il problema andava e va affrontato alla radice. Nell'ultimo ventennio all'Italia è mancata la solidità giuridica tipica delle grandi democrazie anglosassoni, dove chi ha un conflitto di interessi o lo norma e lo risolve in maniera drastica, oppure non può candidarsi".