Pdl: via il carcere per finanziamento illecito

di 26.07.2013 7:17 CEST

Dopo la depenalizzazione dei reati di falso in bilancio e di concussione il Pdl torna alla carica, con l'obiettivo puntato sul finanziamento illecito ai partiti. Con un emendamento alla legge sul finanziamento pubblico, il Popolo della Liberà vorrebbe "buttare" via i processi di Mani Pulite, proponendo che venga sostituita la pena carceraria prevista fino ad oggi con una "sanzione amministrativa pecuniaria".

A firmare questo documento sono in 6 esponenti del partito di Berlusconi, tra cui Maurizio Bianconi, Laura Ravetto e Saverio Romano, ex ministro dell'Agricoltura. A svelare il tentativo Pidiellino è il quotidiano Repubblica che, legge alla mano, fa un confronto l'emendamento Pdl che recita:"All'articolo 7, terzo comma, della legge 2 maggio 1974, n. 195,le parole da: 'reclusione a triplo' sono sostituite dalle seguenti: 'sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo'". 5 righe, come appare sul documento, che potrebbero se votate mettere a segno un duro colpo, andandosi ad inserire di diritto nel lungo elenco di leggi e leggine volte a scardinare il reato di corruzione.

Sempre Repubblica riguardo all'emendamento Pdl ha intervisto Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione nazionale Magistrati che si dice incredulo e appare indignato da questo nuovo colpo di spugna made in Pdl. "Stento a credere a una cosa del genere - spiega Sabelli - perché si tratta di un intervento che può produrre effetti molto gravi", soprattutto se si tiene conto che il reato di finanziamento illecito era uno dei "tre pilastri" su cui era stato costruito il processo di Mani Pulite.

Inoltre, spiega ancora il presidente dell'Anm, "la sanzione oggi costituisce un rafforzamento dell'obbligo di trasparenza. È chiaro che la sanzione penale, detentiva e pecuniaria, ha una forza, ha un'efficacia dissuasiva e preventiva enormemente superiore a quella di una sanzione amministrativa. Questa norma risponde alla volontà di determinare una risposta repressiva, ma anche realizzare una dissuasione preventiva", cioè tutti effetti che voglio essere cancellati dall'emendamento Pdl.

Sul fronte politico, al momento, gli alleati di maggioranza e governo del Pd sembrano non aver mandato giù il blitz dei Pidiellini, apparendo stranamente compatti nella contrarietà. Ad esempio il deputato Pd Emanuele Fiano, forse spaventato dalla possibilità che Franceschini torni a delirare sull'impossibilità in alcuni casi di ricorrere al voto di coscienza, mette le mani avanti e dice:"sia chiaro che io questa roba non la voto".

A firmare questo documento sono in 6 esponenti del
partito di Berlusconi, tra cui Maurizio Bianconi, Laura Ravetto e Saverio
Romano, ex ministro dell'Agricoltura.

A svelare il tentativo Pdellino è il quotidiano
Repubblica che, legge alla mano, confronta con l'emendamento Pdl che recita:"All'articolo
7, terzo comma, della legge 2 maggio 1974, n. 195,le parole da: 'reclusione a
triplo' sono sostituite dalle seguenti: 'sanzione amministrativa pecuniaria
pari al triplo'". 5 righe, come appare sul documento, che potrebbero se votate
mettere a segno un duro colpo, andandosi ad inserire di diritto nel lungo
elenco di leggi e leggine volte a scardinare il reato di corruzione.

Sempre Repubblica riguardo all'emendamento Pdl ha
intervisto Rodolfo Sabelli, presidente dell'Associazione nazionale Magistrati
che si dice incredulo e appare decisamente indignato da questo nuovo colpo di
spugna made in Pdl. "Stento a credere a una cosa del genere - spiega Sabelli -
perché si tratta di un intervento che può produrre effetti molto gravi",
soprattutto se si tiene conto che il reato di finanziamento illecito era uno dei
"tre pilastri" su cui era stato costruito il processo di Mani Pulite. Inoltre,
spiega ancora il presidente dell'Anm, "la sanzione oggi costituisce un
rafforzamento dell'obbligo di trasparenza. È chiaro che la sanzione penale,
detentiva e pecuniaria, ha una forza, ha un'efficacia dissuasiva e preventiva
enormemente superiore a quella di una sanzione amministrativa. Questa norma
risponde alla volontà di determinare una risposta repressiva, ma anche
realizzare una dissuasione preventiva", cioè tutti effetti che voglio essere
cancellati dall'emendamento Pdl.

Sul fronte politico, al momento, gli alleati di
maggioranza e governo del Pd sembrano non aver mandato giù il blitz dei
Pidiellini, apparendo stranamente compatti nella contrarietà. Ad esempio il
deputato Pd Emanuele Fiano, forse spaventato dalla possibilità che Franceschini
torni a delirare sull'impossibilità in alcuni casi di ricorrere al voto di
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