Pensione anticipata: proroga Opzione donna al 2019? Ecco le ultimissime novità

di 12.06.2017 17:30 CEST
Pensionati
Pensionati REUTERS/MIKE BLAKE

Mentre i decreti per l’attivazione dell’APE ancora non si vedono torna in ballo la proroga dell’opzione donna. Già la legge di bilancio per il 2017 ha introdotto alcune importanti novità che ampliano la platea delle interessate alla pensione anticipata tramite opzione donna, ma resta fermo il paletto del 31 dicembre 2015 per la maturazione dei requisiti.

Sindacati e associazioni chiedono che la scadenza sia spostata al 31 dicembre 2019. Il vicepresidente della Commissione Lavoro Walter Rizzetto ha presentato un emendamento alla manovrina che prevede la proroga dell’opzione donna al 2019, mentre le sostenitrici dell’opzione donna hanno lanciato una petizione su Change.org con cui chiedono lo slittamento della scadenza ancora ferma al 31 dicembre 2015.

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Cos’è l’opzione donna


L’opzione donna è uno scivolo per la pensione anticipata di lavoratrici autonome e dipendenti che possono uscire dal lavoro prima della maturazione dei requisiti a patto però di avere una decurtazione della pensione.

L’opzione donna permette di anticipare la pensione rispetto ai requisiti ordinari che richiedono almeno 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica o il raggiungimento di un'età anagrafica pari a 66 anni e 7 mesi (per le donne del pubblico impiego; 65 anni e 7 mesi le donne dipendenti del settore privato; 66 anni e 1 mese le autonome) e almeno 20 anni di contributi.

Con l’opzione donna, i requisiti richiesti per la pensione sono ridimensionati, ma l’assegno della pensione è ricalcolato con il sistema contributivo.

Opzione donna: requisiti per l’accesso alla pensione


La legge di bilancio per il 2017 ha allargato la platea delle destinatarie dell’opzione donna. La manovra infatti, ha esteso la possibilità di accedere all’opzione donna, in modo retroattivo, anche alle lavoratrici che al 31 dicembre 2015 avevano compiuto 57 anni, se dipendenti, e 58 anni, se autonome ma che a tale data non erano in possesso degli ulteriori tre mesi richiesti per effetto degli incrementi alla speranza di vita applicati a partire dal primo gennaio 2013.

Approvata la notivà con la legge di bilancio per il 2017, nei mesi scorsi l’INPS ha fornito alcune importanti precisazioni delineando i confini dell’opzione donna. Nel 2017 possono accedere all’opzione donna le lavoratrici dipendenti e autonome con:

- anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, che non abbiano altrimenti maturato il diritto a pensione di anzianità;

- anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 che non abbiano optato per la liquidazione della pensione esclusivamente con le regole del sistema contributivo.

Ma per avere accesso all’opzione donna, le lavoratrici devono aver maturato entro il 31 dicembre 2015:

- un’anzianità assicurativa e contributiva di almeno 35 anni;

- un’età anagrafica di 57 anni, se dipendenti, e di 58, se autonome. Dal primo gennaio 2013 il requisito di accesso è divenuto di 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici dipendenti e 58 anni e 3 mesi per quelle autonome.

Ma anche con l’allargamento della platea, molte lavoratrici sono rimaste escluse dall’opzione donna proprio a causa del paletto fissato al 31 dicembre 2015. Da qui la richiesta di proroga al 2019 che sta raccogliendo consensi.

Proroga al 2019?


La richiesta è che il Governo conceda la proroga per la maturazione dei requisiti per la pensione anticipata con opzione donna dal dicembre 2015 al dicembre 2019. Non solo. Il regime dell’opzione donna è un regime sperimentale la proposta è di allungare i termini al 2019 e, successivamente, rendere strutturale la misura.

La battaglia per la proroga dell’opzione donna è stata spostata dall’esponente di Fratelli d’Italia Rizzetto che ha presentato un emendamento alla manovra di cui però non c’è traccia nel testo approvato alla Camera. Ora la manovra passa al Senato per il voto definitivo che deve arrivare entro il 23 giugno. Se il Governo porrà la questione di fiducia il testo sarà approvato in blocco senza possibilità di modifiche o di introdurre emendamenti.

Finita in vicolo cieco l’iniziativa per la proroga dell’opzione donna, le sostenitrici hanno lanciato una campagna di raccolta firme sulla piattaforma Change.org. Nel corso del mese di giugno sono in programma alcuni importanti appuntamenti tra parti sociali e Governo per la discussione dei nodi ancore irrisolti sul tema pensioni, tra questi potrebbe essere discussa anche la proroga dell’opzione donna.