Pensioni, APE Social: "allargata" la platea di chi può accedere all'uscita anticipata. Le ultimissime novità

di 19.06.2017 17:30 CEST
Inps
Immagine di repertorio reuters

Dopo la pubblicazione del decreto in gazzetta ufficiale e la circolare dell’INPS è iniziato ufficialmente l’Iter d’accesso all’APE Social, il reddito ponte che accompagnerà i beneficiari fino a quando non avranno raggiunto l’età necessaria per usufruire della pensione di vecchiaia. La prima domanda dovrà essere inviata entro il 15 luglio, l’indennità sarà corrisposta in 12 mensilità che potranno arrivare fino a 1.500 euro lordi ciascuna, pari a circa 1.320/1.325 euro mensili.

Mesi di attesa e di polemiche hanno caratterizzato la strada, impervia, di questo provvedimento come di quello relativo alla pensione anticipata cui potranno accedere alcune categorie di lavoratori precoci.

Rispetto a quanto previsto, la pubblicazione dei due testi  e dei documenti ad essi correlati ha portato con sé alcune novità importanti per coloro che aspirano a diventare “apisti”.

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APE Social: chi può accedere


A livello generale, potranno accedere all’APE social lavoratori a partire dai 63 anni che hanno versato un minimo di 30 anni di contributi e che appertengono ad una delle seguenti categorie: invalidi, disoccupati o con parenti di 1°grado con disabilità grave cui prestano assistenza oppure un minimo di 36 anni di contributi se si tratta di lavoratori addetti a mansioni considerate gravose. I suddetti lavoratori dovranno essere iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti o presso le gestioni ad essa sostitutive o esclusive. Valide anche le gestioni speciali dei lavoratori autonomi e la gestione separata dell’INPS.

APE Social: le ultimissime novità


In precedenza però il decreto in questione conteneva anche un ulteriore requisito: la distanza che separava i lavoratori dalla pensione di vecchiaia non doveva essere superiore a 3 anni e 7 mesi. Ebbene, in base al documento pubblicato ieri da Palazzo Chigi e alla circolare dell’INPS, non c’è alcun riferimento ai “3 anni e 7 mesi”. Il che a livello pratico non avrà alcuna ripercussione su coloro che accedono al beneficio nel 2017 e nel 2019, ma lo avrà in futuro.

Dal 1°gennaio 2019, in base a quanto previsto dalla riforma Fornero, scatterà infatti l’adeguamento dell’età pensionistica alla speranza di vita. Tradotto in parole povere: si andrà in pensione ancora più tardi. Essendo venuto meno il requisito dei “3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia”, potranno accedere all’APE a 63 anni senza correre il rischio di posticipare l’accesso.