Pensioni, APE social: chi può accedere, quando e quanto riceverà. L’uscita anticipata diventa un terno al lotto

Anziani ballano pensioni
Due persone anziane ballano REUTERS/Lucy Nicholson

La riforma delle pensioni voluta dal Governo Renzi e portata avanti dal Governo Gentiloni rischia di fallire ancor prima di partire. Mancano poco più di due settimane al 1° maggio, giorno in cui dovrebbero entrare in vigore l’APE Volontaria, l’APE Social e le novità per i precoci e l’iter è ancora in alto mare.

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Non solo non ci sono i tre decreti attuativi contenenti le regole e i dettagli che dovrebbero consentire a migliaia di persone di usufruire dell’uscita anticipata dal mercato del lavoro, ma manca anche l’accordo quadro con le banche  e le assicurazioni che dovrebbero erogare il prestito, il giudizio del Consiglio di Stato sui singoli provvedimenti, le circolari dell’INPS, l’ente che dovrebbe occuparsi di erogare gli assegni, e la registrazione della Corte dei Conti. Passaggi fondamentali che dovrebbero consentire, fra meno di venti giorni, di rivoluzionare l’universo pensionistico italiano dopo i cambiamenti apportati nel 2012 dalla riforma Fornero.

Pensioni, APE social: gli 11 lavori che danno diritto all’assegno

Sono undici le categorie di lavoratori impegnati in mansioni gravose che, a decorrere dal 1°maggio, dovrebbero poter accedere all’APEsocial e quindi godere dell’anticipo pensionistico previsto dai decreti attuativi della Presidenza del Consiglio.

Quali siano questi lavori è specificato negli allegati C ed E della legge di bilancio 2017 all’interno dei quali vengono presi in considerazione facchini, infermieri, mestre d’asilo, ecc. Al raggiungimento dei 63 anni di età, e con 26 anni di contributi già versati, questi lavoratori dovrebbero poter richiedere l’anticipo, a condizione che rispettino gli stringenti requisiti previsti, ancora oggi oggetto di confronto tra governo e sindacati.

Scendendo nel dettaglio, le categorie che potranno avere accesso all’APE social sono le seguenti:

1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;

2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

3) conciatori di pelli e di pellicce;

4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

5) conduttori di mezzi pesanti e camion;

6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza;

8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;

9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;

10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

I soggetti impegnati nei lavori sopra elencati, a decorrere dal primo maggio potranno richiedere l’anticipo pensionistico integralmente a carico dello Stato che provvederà ad erogarlo fino al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento vero e proprio.

Potranno inoltre richiedere l’APE chi è senza lavoro e ha concluso il trattamento di disoccupazione da almeno tre mesi ; i soggetti che assistono un parente disabile e gli invalidi almeno al 74% (con 30 anni di contributi).

Pensioni, APE Social: l’importo

L’importo dell’assegno sarà rapportato al valore del trattamento maturato al momento della presentazione della richiesta entro un tetto massimo di 1.500 euro lordi al mesi per 12 mensilità l’anno. Al netto si dovrebbe arrivare a circa 1.250 euro mensili.

Facendo un esempio pratico, anche se il lavoratore avesse maturato una pensione di 2mila euro lordi al mese e più, se decide di uscire prima dal mercato del lavoro attraverso l’APE social, dai 63 anni ai 66 anni e 7 mesi (cioè fino a quando raggiungerà il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia) otterrà ogni mese un assegno il cui importo massimo sarà di 1.500 euro lordi. Arrivata l’età pensionabile, l’APE Social cesserà e il pensionato riceverà la pensione di vecchiaia di 2mila euro al mese o più, senza subire alcun taglio.

Pensioni: tutti i dubbi sull’Ape Social

Ad oggi nemmeno il meccanismo di funzionamento delle nuove misure sembra essere chiaro.

A far sorgere i maggiori dubbi è soprattutto l’APE Social, vale a dire il sistema tramite il quale i lavoratori disoccupati o disagiati dovrebbero riuscire ad andare in pensione in anticipo grazie ad un assegno pagato dallo Stato, un’indennità a metà fra un trattamento previdenziale ed un ammortizzatore sociale.

Troppo ristretta la platea, troppo rigidi i requisiti e troppo complicato il funzionamento.

I tanto attesi DPCM cui il Governo sta lavorando e che dovrebbero (forse) arrivare entro il 1°maggio conterranno i dettagli e le specifiche tecniche tramite le quali si potrà accedere al trattamento anticipato. In base alle indiscrezioni, Palazzo Chigi potrebbe inserire in extremis alcune modifiche volte a rendere meno vincolanti i requisiti richiesti.

Ad oggi l’accesso è consentito solo ai lavoratori dipendenti (dunque gli autonomi non potranno contare sull’Ape Social), che svolgono le attività inserite nell’elenco precedentemente riportato (cui si aggiunge la quota 41 per i precoci) a condizione che questi lavori siano stati svolti per almeno sei anni in via continuativa. Per quanto riguarda quest’ultimo paletto, i sindacati continuano a chiedere una franchigia di 12 mesi.

Altro dubbio riguarda il requisito di 36 anni di contributi continuativi. La differente contribuzione versata alle diverse gestioni dell’INPS verrà considerata valida oppure no? Inoltre il criterio esclude totalmente gli edili e i marittimi, le cui carriere sono caratterizzare da una forte discontinuità

Quali saranno le modalità di certificazione delle attività svolte? Il tutto dipenderà dai fondi che il Governo riuscirà a trovare.

Un altro dubbio importante ha invece a che fare con la lista d’attesa. In base a quanto stabilito coloro che presenteranno apposita domanda dal 1° maggio al 30 giugno (sempre che si riesca a rispettare la tempistica stabilita) dovrebbero ricevere l’assegno a ottobre e novembre, compreso di arretrati. Le prime domande ad essere accolte saranno quelle dei pensionandi più vecchi, poi tutti gli altri. Per quanto riguarda le richieste trasmesse nella seconda finestra, quelle dal 30 giugno a fine novembre, il rischio è quello di vedersi recapitare un rifiuto a causa della mancanza di fondi. Se così non fosse però, l’Ape arriverebbe solo nel 2018.

Insomma a poche settimane dall’entrata in vigore dell’APE social le domande e i dubbi superano di gran lunga le certezze.