Pensioni, domande APE Social e quota 41 per i precoci: ne serviranno due, le ultimissime novità

Inps
Immagine di repertorio reuters

Dovremmo esserci, quasi. I due decreti su APE social e precoci dovrebbero essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale nella settimana in corso dando la possibilità a migliaia di lavoratori di accedere alla pensione in anticipo rispetto alle tempistiche stabilite dalla legge Fornero.

Dopo le modifiche effettuate allo scopo di rispondere ai rilievi del Consiglio di Stato, i due provvedimenti si trovano al momento al vaglio della Corte dei Conti che dovrebbe provvedere a registrarli. Se non ci saranno ulteriori e inaspettate battute d’arresto, stavolta dovrebbe davvero essere quella buona. Con un ritardo di oltre due settimane rispetto ai tempi previsti originariamente e in seguito ad un inter rocambolesco, lavoratori precoci e over 63 facenti parte delle categorie di beneficiari individuate dalla legge di bilancio (disoccupati, invalidi, caregivers e addetti a lavori usuranti o gravosi) potranno finalmente cominciare a predisporre il da farsi per accedere al trattamento previdenziale anticipato.

Ricordiamo che sia per i precoci che per le categorie sopra indicate ci sarà la possibilità di uscire al mercato del lavoro con tre anni e sette mesi di anticipo a condizione di aver versato 30 anni di contributi (36 per le mansioni gravose effettuate da almeno 6 anni in via continuativa) o 41 anni di contributi a prescindere dall’età se il soggetto ha lavorato per almeno 12 mesi prima di aver compiuto 19 anni.

SEGUICI SU FACEBOOK  E SU TWITTER

PENSIONI: DOMANDE APE SOCIAL E QUOTA 41 PER I PRECOCI

Il travagliato iter di questi DPCM ha fatto sì che le modalità di accesso ad entrambe le forme di pensionamento anticipato siano state modificate con il passare dei mesi.

A questo punto sembra però ormai certo che chi vorrà usufruire dell’APE Social o della cosiddetta quota 41 per i precoci dovrà superare due fasi susseguenti l’una all’altra.

Nel corso della prima fase si provvederà all’accertamento della presenza dei requisiti necessari all’accesso e della disponibilità delle risorse stanziate dal Governo. Nella seconda invece si arriverà finalmente a conseguire la prestazione presidenziale richiesta.

L’esistenza di questi due differenti step implica che i soggetti interessati dovranno presentare due domande.

La prima dovrà essere trasmessa all’INPS , cioè all’ente che si occuperà di accertare l’esistenza dei requisiti necessari per poter usufruire dell’APE social o delle regole previste per i precoci. Successivamente, dopo le adeguate verifiche e il via libera dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, gli stessi lavoratori dovranno presentare domanda di accesso all’APE social o al pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

In entrambi i casi, superate le due fasi, che dovrebbero essere completate nell’anno in corso entro il mese di ottobre, gli interessati riceveranno gli assegni maturati in seguito al conseguimento del beneficio, ma anche gli arretrati accumulati tra la data di maturazione dei requisiti e quella di accertamento del relativo diritto.

Facendo un esempio pratico,  lavoratori che maturano il diritto di accesso all’APE al 1°maggio 2016, ma ricevono l’ok conseguente all’accertamento dopo il 1°ottobre avranno diritto a ricevere gli assegni riguardanti le indennità maturate tra il 1° maggio ed il 1° ottobre.