Pensioni: meno di 1.000 euro al mese per la metà dei pensionati. In aumento anche le colf italiane

  | 20.11.2012 11:56 CET
Pensioni
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Il bilancio sociale dell'Inps ha evidenziato che oltre la metà dei pensionati, ovvero 7,2 milioni di persone, percepisce un assegno mensile inferiore al 1.000 euro.

Inoltre, si è notato che il reddito pensionistico non varia solo a seconda del sesso (nel 2011 gli uomini hanno ricevuto 1.366 euro rispetto ai 930 delle donne), ma anche a seconda del territorio. Infatti, al Nord l'assegno medio è di 1.238 euro, al Centro 1.193, contro i clamorosi 920 del Sud.

Invece, se si guarda alla singola pensione (ma oltre un quarto dei pensionati ne ha più di una) l'importo medio è di 780 euro con grandi differenze tra quelle previdenziali (870 euro) e quelle assistenziali (406 euro). Tra quelle previdenziali ci sono differenze significative nelle medie tra quelle di anzianità (1.514 euro medi), quelle legate al prepensionamento (1.469 euro medi) e quelle di vecchiaia (649 euro medi).

Insomma, Il 17% dei pensionati può contare su un reddito sotto 500 euro, il 35% tra 500 e 1000 euro, mentre il 24% ha assegni tra 1000 e 1500 euro e solo il 2,9% oltre i 3000.

Come si è potuto notare il potere d'acquisto delle famiglie è drasticamente diminuito dal 2007 al 2011, tanto che l'Inps ha registrato un calo del 5,2%

Tale calo è ampiamente giustificato se si considera che tra il 2009 e il 2011 i dipendenti privati in Italia sono diminuiti dello 0,6% (da 12,5 milioni a 12,42 milioni) ma la riduzione è stata consistente soprattutto per gli under 30 con una perdita dell'11,3%, ovvero 280.000 occupati in meno in questa fascia di età.

Inoltre, la situazione appare ancora più preoccupante se si pensa che le italiane stanno tornando a fare le colf.

Pare proprio che questa crisi economica stia totalmente mutando le ambizioni lavorative delle donne- categoria da sempre penalizzata sotto l'aspetto lavorativo- poiché i lavori domestici sono comunemente affidati agli immigrati.

Secondo quanto emerge da dati Inps, infatti, nel 2008 le domestiche e badanti di nazionalità italiana erano 119.936, cresciute negli anni della crisi fino a 134.037 nel 2009, 137.806 nel 2010 e 143.207 nel 2011 (23.000 in più in tre anni, circa il 20%).

Nonostante nel 2011 l'Inps abbia speso per ammortizzatori sociali 19,1 miliardi - anche se con un calo dell'1,7% rispetto ai 19,4 miliardi spesi nel 2010 -  per la disoccupazione 11,66 miliardi, per la cassa integrazione 5,2 miliardi e 2,4 miliardi per la mobilità, la situazione non sembra in via di risoluzione.

 

 

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