Pensioni, opzione donna 2017: requisiti anagrafici e contributivi, le ultimissime istruzioni dell’INPS

Gambe di donna
immagine di repertorio http://farm7.staticflickr.com/

Novità importanti sull’opzione donna, il regime sperimentale che consente alle lavoratrici in possesso di determinati requisiti di accedere alla pensione usufruendo di “regole speciali”.

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Attraverso due messaggi pubblicati in pochi giorni (il 15 marzo e il 17 marzo), l’INPS ha infatti provveduto ad illustrare i cambiamenti derivanti dalle misure contenute all’interno della legge di Bilancio, in base al quale sarà possibile per le lavoratrici esercitare l’opzione per il calcolo contributivo.

Pensioni, opzione donna: le novità dell’INPS

In base a quanto certificato dall’INPS attraverso il messaggio n. 1958, le lavoratrici nate negli ultimi tre mesi del 1958 (ottobre, novembre e dicembre) avranno la possibilità di accedere all’opzione donna a condizione di aver maturato 35 anni di contributi entro la data del 31 dicembre 2015.

In base alle regole, chi deciderà di usufruire del regime speciale calcolerà il proprio trattamento interamente con il metodo contributivo, determinando dunque, in base ai casi, una significativa riduzione dell’assegno.

Pensioni, opzione donna: i nuovi limiti anagrafici

La legge di Bilancio 2016, all’articolo 1 comma 281, ha stabilito che possono accedere all’opzione donna, le lavoratrici che entro il 31 dicembre del 2015 hanno maturato 35 o più anni di contributi (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) avendo un’età pari o superiore a 57 anni e 3 mesi (dipendenti) e pari o superiore a 58 anni e 3 mesi (autonome) alla data di decorrenza della pensione.

La legge di Bilancio 2017, all’articolo 1 comma 222, ha successivamente ampliato la platea delle beneficiarie anche alle lavoratrici che alla stessa data, vale a dire 41 dicembre 2015, non abbiano maturato il requisito anagrafico per effetto degli incrementi della speranza di vita.

Il risultato? Potranno andare in pensione usufruendo del regime opzione donna le lavoratrici in possesso di 35 anni di contributi (o più) entro il 31 dicembre 2015 e econ un età pari a 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome.

L’INPS precisa inoltre che “Ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico delle predette lavoratrici, restano fermi la disciplina relativa agli incrementi della speranza di vita, nonché il regime delle decorrenze (c.d. finestre mobili) e il sistema di calcolo contributivo per la misura del trattamento medesimo”.

Facendo dunque un esempio pratico: una lavoratrice dipendente che, a dicembre del 2015 ha compiuto 57 anni, o 58 anni di età se autonoma, in possesso di un’anzianità contributiva pari a 35 anni, potrà andare in pensione , a decorrere rispettivamente dal 1° agosto 2017 ovvero dal 1° febbraio 2018.

A livello generale dunque i soggetti nati negli ultimi 3 mesi del ‘58 (dipendenti) o del ‘57 (autonome) potranno accedere al trattamento pensionistico tramite l’opzione donna entro il 31 luglio 2016 in virtù dell’adeguamento di 7 mesi complessivi relativi al 2013 (3 mesi) e 4 mesi (2016).

Pensioni, opzione donna: le novità sulla finestra mobile

“Le lavoratrici in argomento - continua l’INPS -, possono presentare in qualsiasi momento, anche successiva all’apertura della c.d. finestra mobile,  la domanda di pensione di anzianità, fermo restando il regime delle decorrenze previsto nelle diverse Gestioni previdenziali, nonché l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro dipendente per il conseguimento del predetto trattamento pensionistico”.

Un chiarimento importante, in base al quale, le lavoratrici avranno la possibilità di usufruire dell’opzione donna anche successivamente alla prima data di decorrenza utile per il trattamento.